Interventi a gamba tesa

Playoff 2018: Western Conference


I Playoff sono finalmente partiti ed è ora di analizzare gli abbinamenti di questa post-season.


(1) Houston Rockets vs. (8) Minnesota Timberwolves

La miglior squadra (record alla mano dell’NBA) contro una franchigia che mancava ai playoff da 14 anni e che quest’anno li ha raggiunti in extremis. Lo squadrone texano può vantare dalla sua numerose carte da giocare: la presenza di Paul e Harden in stato di grazia con il secondo anche probabile MVP, una rosa profonda e ben rodata con giocatori importanti come Ariza, Gordon, Capela e Green, il fattore campo e ultimo ma non ultimo coach Mike D’Antoni, principale artefice di questa stagione storica per Houston. Tutti questi fattori uniti al loro sistema di gioco, così estremo ma così prolifico, potrebbe spazzare via le ambizioni di Minnie, squadra che potrebbe accusare la mancanza di esperienza in ambito playoff delle due giovani stelle Wiggins e Towns, alla loro prima esperienza di post season. Oneri e doveri quindi sulle spalle di Jimmy Butler, cresciuto a Houston, guarda caso, che dovrà impegnare Harden nella metà campo difensiva. A come fermare il gioco offensivo dei Rockets invece dovrà pensarci il coach Thibodeau, che ha cercato di dare una dimensione difensiva solida alla sua squadra riuscendoci solo a tratti. Passeranno i Rockets, bisogna solo capire se lo faranno in quattro o in cinque partite.

La sfida nella sfida, guardia vs guardia

(2) Golden State Warriors vs. (7) San Antonio Spurs

“La stagione degli Warriors comincia adesso” parola di coach Kerr. La regular season dei campioni in carica non è stata in linea con quelle precedenti anche e soprattutto per via dei numerosi infortuni. A tal proposito affronteranno gli Spurs senza Curry, out per un guaio al ginocchio avvenuto a Marzo, ma dovrebbe rientrare un veterano che è solito esaltarsi in post season: Andre Iguodala. La strada verso l’ennesimo titolo è ancora lunga ma avendo fatto una regular season a spezzoni, gli Warriors potrebbero ritrovarsi in una condizione migliore col passare delle gare e dare il massimo a playoff inoltrati. Nell’altro angolo ci sono gli Spurs che hanno  centrato i playoff per il 21esimo anno consecutivo ma non vincevano meno di 50 partite dal 2000. Una stagione di alti e pericolosissimi bassi, che in qualche fase ha fatto temere anche a una loro esclusione dalle prime otto. Leonard è desaparecidos e il suo caso ha tenuto banco per l’intera stagione senza mai chiarirsi distraendo forse anche i compagni. Parker e Gasol non hanno 40 minuti sulle gambe da troppo tempo. Attenzione agli elimination game perché potrebbero essere le ultime apparizioni di Manu Ginobili: si prevedono applausi e lacrimoni alle quattro del mattino in piedi davanti alla TV. Vinceranno sicuramente gli Warriors sicuramente, ma lasciateci un pizzico di romanticismo vi prego.

KD ristopperà Ginobili? Certo però che se vai su con la destra, Manu…

(3) Portland Trail Blaizers vs. (6) New Orleans Pelicans

La vera sorpresa della stagione è Portland. Guidati da un Damian Lillard in formato MVP la squadra dell’Oregon è riuscita in un’ impresa che in pochi a inizio stagione potevano immaginare e ora l’obbiettivo di passare il primo turno è alla portata. Oltre al noto play un ruolo molto importante l’hanno avuto C.J. McCollum e Jusuf Nurkic che spiccano su una rosa prevalentemente composta da role players. Anche i Pelicans hanno un loro trascinatore, altri non è che Anthony Davis. Per buona parte della stagione ha formato una fenomenale coppia di lunghi con Cousins, ma la rottura del tendine di Achille di quest’ultimo, ha frenato le loro speranze di gloria. Oltre a Davis, i Pelicans che potrebbero decidere la serie sono: Mirotic, Holiday e Rondo. La sensazione è che le squadre hanno diversi punti di forza e di debolezza ma sommando bonus e malus si equivalgano. È quindi da immaginare una serie tiratissima, giocata punto a punto fino a gli ultimi secondi di partita. Ma se si dovesse arrivare a una gara sette, nei momenti decisivi sappiamo tutti che potrebbe essere l’ora di un solo giocatore…

Se non l’avevate capito, it’s Dame Time!

(4) Oklahoma City Thunder vs. (5) Utah Jazz  

Da una parte una tartaruga ninja all’anagrafe Russell Westbrook che ha chiuso la seconda stagione consecutiva in tripla doppia di media, PG13 e Hoddie Melo, senza cappuccio solamente Carmelo Anthony, e Steve Adams, personaggio sui generis. L’unico loro problema è trovare una chimica di squadra che possa portarli più in alto possibile. In questa stagione l’hanno trovata in maniera decisamente discontinua ma sono riusciti ad accaparrarsi il quarto posto che gli permette di avere il fattore campo al primo turno. Dall’altra parte una squadra che a inizio stagione secondo tutti avrebbe dovuto tankare e ricostruire dopo le partenze di giocatori chiave. Invece è riuscita a pescare un jolly clamoroso al draft, Donovan Mitchell. Grazie a lui e al sistema di gioco messo in atto da coach Snyder, hanno portato un roster mediocre non solo ai playoff ma per buona parte della stagione tra le prime quattro a Ovest. OKC ha la qualità per vincere contro tutti in una singola partita, ma in una serie, che si preannuncia lunga e combattuta, è tutto da vedere.

Le star di OKC trattano in modo paterno il rookie dei Jazz


 

Nato per sbaglio a Cesena nel 1993, laureato in Architettura. Da bambino scarso calciatore, vengo a conoscenza dell’NBA solo in tarda età. Subito grande amore. Anche in questo caso meglio guardare che giocare in quanto pessimo rilascio. Altre passioni: birra e motori d’epoca.