Interventi a gamba tesa

Playoffs 2018: Eastern Conference


I playoff sono finalmente iniziati. Queste le nostre previsioni riguardanti il primo turno della Eastern Conference.


Toronto Raptors (1) – Washington Wizards (8)

Approfittando del sabotaggio provocato da Thomas ai Cavaliers e della moria che ha colpito i Celtics, Toronto è riuscita a completare la sua migliore stagione. Ha aiutato la cavalcata dei canadesi anche il cambio di gioco, che ora è più corale, grazie ad una panchina lunga e di qualità. Se però fino a un mese fa sembrava che fossero già in finale, l’incontro con i Cavaliers del 21 marzo ci ha ricordato che se nessuno è in grado di fermare o di contenere James, a Toronto sono più impreparati di tutti gli altri. In quell’occasione qualcosa si è rotto e sono tornati a galla tutti i dubbi che circondano i Raptors di questa era: nessuno crede ancora in loro, ma per buoni motivi.

Dall’altra parte ci sono i Washington Wizards, una squadra che sembra una barzelletta. Dopo l’infortunio di Wall, i capitolini hanno iniziato a far girare la palla, per la gioia di tutti i compagni che, come Gortat, si sono preoccupati di fare sapere al mondo che così la pallacanestro è più bella. Chiaramente Wall, non essendo permaloso, non se l’è presa per niente e ha trascorso la guarigione costruendo bellissimi capannoni. Dopo una fiammata iniziale, i Wizards hanno bivaccato e arrivano ottavi a questa post-season, pur considerando l’assenza di Wall. Annata deludente per chi, solo un anno fa, era a una partita da dio di Olynick dalle finali di conference.

Questo, insomma, è il derby della delusione; nessuna delle due squadre è affidabile. Del resto è facile immaginare uno scenario in cui Lowry sparisca per l’ennesima volta sul palcoscenico importante mentre Beal ascende all’olimpo del basket. Dato che Wall e DeRozan saranno presumibilmente costanti, la chiave sarà appunto questo scontro dei secondi violini, visto che, si presume, le panchine saranno accorciate. Sia per qualità delle riserve che per qualità di allenatore Toronto parte molto favorita. Ma c’è sempre quella vocina che, mentre si pensa in questo modo, sussurra “Ma davvero? Ma sei proprio sicuro?” e in effetti chi potrebbe esserlo?

Boston Celtics (2) – Milwaukee Bucks (7)

I verdi, dopo un mercato da standing ovation, si preparavano ad una stagione almeno da co-protagonisti. L’infortunio di Hayward prima e di Irving poi, entrambi fuori da questi playoff, ha ridimensionato molto le speranze dei Celtics, che sono comunque riusciti a concludere la stagione con un secondo posto davvero impressionante e in gran partita merito di coach Stevens. Tatum è già mostruoso e Brown ha fatto dei gran passi avanti, ma la squadra, senza le due prime punte, non ha molte possibilità di andare oltre il primo turno. Questo successo sarebbe in grandissima parte frutto della difesa straordinaria che hanno perfezionato in questa stagione e del genio del coach; una vittoria da Spurs, insomma.

Contro di loro, i Bucks, un’altra squadra che settima non sarebbe dovuta arrivare. Il potenziale di questa squadra sarebbe mostruoso, ma, dopo aver licenziato Kidd, quelli di Milwaukee sono ora nelle mani di un supplente, Prunty, che in qualche modo ha pure meno autorità di un supplente. I Bucks hanno meno idee dell’anno scorso (ultimamente hanno fatto partire in quintetto JASON FUCKIN TERRY, 108 anni circa), e questo è tutto dire, ma avranno sempre in campo il miglior giocatore della serie, Giannis. Se Bledsoe e Middleton dovessero dargli una mano e se, per qualche sortilegio, dovessero cominciare a difendere, il ribaltamento sarebbe quasi scontato.

 

Philadelphia 76ers (3) – Miami Heat (6)

Il basket è tornato a Philadelphia e i suoi tifosi sono più carichi di un gruppo di forzati in astinenza portati in gita ad uno strip-club. Simmons, senza tirare, è già una forza della natura e un passatore come pochi altri: circondato com’è ora da tiratori come Redick, Belinelli, Covington e Ilyasova, rende la sua squadra davvero temibile, anche da solo. Eh sì, perché poi ci sarebbe Embiid, che dovrebbe tornare proprio per i playoff dopo l’infortunio alla faccia: il centrone è più grosso e imponente del debito pubblico italiano ed è l’unico in grado di fermarsi. L’idea di playoff-Embiid è abbastanza per sognare che arrivino diretti alle finali di conference.

Contro di loro, i miei Miami Heat. Sapete chi non è sicuramente in grado di fermare Embiid? Quel bidone di Whiteside, che ha pure criticato il suo minutaggio negli ultimi tempi. Miami, a parte quel sandrone, ha però una squadra molto competente e profonda: Olynick non sarà mai in grado di marcare il 21 di Phila, ma provocherà a questo grandi fastidi. Gli Heat sono pure una buona squadra difensiva ed è prevedibile che strozzino gli avversari e giochino sulla loro inesperienza, ma, offensivamente, a meno che qualcuno impazzisca in quattro partite diverse, è difficile pensare che possano stare dietro agli altri. Mai come nei playoff però conta l’esperienza e questa è una squadra che ne ha ed è ben allenata.

Cleveland Cavaliers (4) – Indiana Pacers (5)

Fallito l’esperimento Thomas e rilasciati i rifiuti in giro per la western conference, i Cavs entrano in questa post-season con un sacco di dubbi, sopratutto per quanto riguarda il futuro di James. Questo, però, a parte l’impegno difensivo ormai del tutto latitante, è sempre il più forte, lo sa, e qualcosa conta. Da solo sarebbe stato difficile immaginarselo andare oltre al secondo turno, ma, con Love tornato protagonista, lo scenario è cambiato e sarebbe strano non vederselo di nuovo in finale. Detto questo, lo spirito della squadra è solo offensivo e questa non è mai una buona ricetta per vincere tutto. Se aggiungiamo poi che la trade ha portato in Ohio quasi solo giocatori senza esperienza playoff…

Indiana, quatta quatta, ha completato una stagione inaspettata, arrivando a sfiorare persino il vantaggio di campo. Oladipo è stato clamoroso per l’intera stagione, ma se Turner non farà il passettino avanti che ci si aspetta da lui in questo primo round, sarà molto dura per i Pacers. Anche se dovessero uscire subito, come è probabile, non sarebbe di certo una disfatta per quelli di coach McMillan. Si preannuncia una serie ostica per entrambe le squadre, come fu l’anno scorso del resto.

 

 

 

 

Luca Zaghini, nato a Cattolica il 17 gennaio 1993. Laureando in Italianistica, appassionato di linguaggio e pallacanestro: le mie giornate (ed il mio cuore) sono come un pendolo che oscilla incessantemente fra i maggiori pensatori di tutti i tempi e i più grandi ignoranti pieni di sé che abbiano mai messo piede su un parquet. Fermo oppositore dei compromessi, mi concentro solo sugli estremi della gerarchia cestistica, NBA e campionato universitario bolognese. Già redattore della pagina Deportivo la Piadéina.