Interventi a gamba tesa

Essere infortunati alla Juventus


Se avessi la possibilità di fare una domanda a Massimiliano Allegri gli chiederei il perché di tutti questi infortuni.
Ora, qualcuno dica se è paranoia o che, ma sembra che la Juventus versione 2017/18 stia pagando un tributo alquanto esagerato al – non so nemmeno se esiste – Dio degli infortuni.


Apocalypse Vinovo

Potrebbe essere una percezione estremamente negativa dei fatti, un po’ come quando ci si alza dopo un week end di bagordi e ci si accorge che è appena lunedì e magari la tua squadra del cuore ha pure perso. O quando una bella e copiosa nevicata si trasforma in pioggia acida che nemmeno nella Los Angeles di Blade Runner.

Questa però non è una distopia; l’impressione è concreta ed è quella che a ogni partita lo staff medico juventino debba fare i conti con uno, due anche tre infortuni di diversa entità (muscolare, traumatica) e se non succede dopo la partita, ecco puntuale il verdetto prima di ogni convocazione: “Per la partita contro tale squadra tale giocatore non è stato convocato”.
Oramai un mantra, oramai qualcosa di cui scaramanticamente preoccuparsi se non dovesse avvenire.

Analizzare questa tabella provoca prurito; il meglio che sono riuscito a trovare in rete per suffragare la mia teoria dei troppi infortunati (ma magari fosse una mia teoria, è realtà) sono i dati sulle assenze provenienti da transfermarkt. L’immagine è relativa alle partite della Serie A.

Prendendo per buone le tendenze del sito tedesco, su 25 giocatori, sono rimasti esenti da infortuni, al momento (fate tutti gli scongiuri del caso, tifosi juventini) solo: Kwadwo Asamoah, che proveniva da anni grami in cui è stato cliente fisso dell’infermeria, tanto che qualcuno aveva iniziato a pensare che l’esterno ghanese avesse trovato lavoro al J Medical, Douglas Costa da pochi mesi sotto le grinfie dello staff medico juventino e di conseguenza con i muscoli ancora sani, il giovane Bentancur (caro Rodrigo, arriverà anche il tuo turno), Alex Sandro, tenuto però precauzionalmente fuori dagli 11 iniziali ieri sera con l’Atalanta e due giocatori utilizzati con parsimonia come Stefano Sturaro e Daniele Rugani (per il quale per la verità c’è un bollino della croce rossa per mal di pancia!).

C’è anche chi, per non farsi mancare nulla come De Sciglio, dopo il primo infortunio ha avuto altre 2 ricadute; in realtà dilettante in confronto alle 4 volte di Giorgio Chiellini (3 volte per problemi muscolari, quasi sempre quel dannato polpaccio che gli ha fatto perdere in carriera alcune partite importanti) e soprattutto di Howedes (il cui quadro clinico parla da solo ): 4 infortuni, 1 presenza.

Barzagli saltò per un risentimento al polpaccio la partita d’andata col Tottenham (sfida alla quale mancarono contemporaneamente anche Lichtsteiner, Cuadrado, Matuidi e Dybala, tutti per infortuni muscolari) mentre Szczesny fu assente durante la preparazione per un problema alla caviglia rimediato appena sceso dall’aereo e messo piede a Vinovo, al cui confronto Silent Hill è un paese ospitale dove mandare i figli in villeggiatura.

Non va poi dimenticata la presenza tra gli infortunati di uno come Blaise Matuidi che in carriera non ha mai subito un infortunio muscolare, ma in pochi mesi alla Juventus gli è stata già fatta la festa, oppure c’è Khedira che tira la carretta oramai da inizio stagione salvo un problema al ginocchio tra settembre e ottobre. In questo caso è il mondo che va al contrario.

Vedi Napoli e non ti infortuni

Il confronto con il Napoli è imbarazzante, la casa partenopea ha visto Chiriches, una riserva e Leandrinho, un aggregato dalla Primavera, con infortuni muscolari e poi i due gravi infortuni al ginocchio per Milik e Ghoulam. Per il resto la squadra è immacolata da infortuni di ogni genere. Difficile pensare sia caso o fortuna.

Se è vero che ogni anno la Uefa redige un report sugli infortuni delle squadre in Europa (all’interno di quello relativo alla stagione 2016/17, la prima foto in cui ci si imbatte è proprio di un giocatore della Juve), è altrettanto vero che gli infortuni dei tesserati con la Vecchia Signora dovrebbe preoccupare non solo i tifosi, appassionati o adetti ai lavori, ma anche chi di quella Juventus deve scegliere lo staff e i preparatori.

Se si arriva a febbraio prima e a marzo poi, ovvero mesi clou per le sfide del primo turno di eliminazione diretta di Champions league (oltre che delicati confronti di un campionato vissuto in maniera tirata punto a punto con i rivali del Napoli e pure alla ricerca dell’ennesimo record attraverso la disputa della doppia semifinale di Coppa Italia con l’Atalanta), con una squadra falcidiata dagli infortuni, qualcuno deve rendere conto. Qualcuno a fine stagione dovrà pagarne le conseguenze.

Come abbiamo detto, all’andata della sfida degli ottavi contro il Tottenham mancavano tra gli altri due titolari inamovibili come Matuidi e Dybala; polmoni e talento. Entrambi per problemi muscolari. Al ritorno, tre settimane dopo, l’infermeria non si svuota, anzi sembra proprio una vera e propria  staffetta, dentro uno fuori l’altro, un gruppo unito quello bianconero, anche nei problemi fisici. Ed ecco infortuni muscolari per De Sciglio (terzo infortunio in sette mesi in bianconero), Mandzukic, con il lungodegente Cuadrado (pubalgia) oltre che Bernardeschi a casa per un problema al ginocchio. Ah, questi ultimi due che potrebbero rimanere fuori fino a fine stagione.

C’è chi come Mattia Caldara sta vivendo un calvario da qualche settimane; già acquistato dalla Juventus, il difensore dell’Atalanta si mette subito in riga con la sua futura squadra, con un infortunio alla schiena che potrebbe tenerlo fuori ancora per molto.

Muscoli, infortuni e patetismo

Chiudiamo, perché poi ci si stufa a parlare di queste cose e a sfiorare il patetico non è chi scrive, ma tutta questa serie di infortuni, con l’elenco dei problemi muscolari della Juventus da inizio stagione ad oggi, quelli che, sempre secondo transfermarkt sono considerati ”lesioni muscolari”, affaticamenti muscolari”, ”problemi muscolari” ecc ecc:

1) Pjanic 18 giorni (settembre-ottobre)
2) Howedes 7 giorni (settembre)
3) Howedes 42 giorni (settembre-novembre)
4) Chiellini 14 giorni (settembre)
5) Chiellini 8 giorni (novembre)
6) Cuadrado 3 giorni (novembre)
7) Mandzukic 4 giorni (novembre-dicembre)
8) Lichtsteiner 18 giorni(novembre-dicembre)
9) Howedes 78 giorni (novembre-febbraio)
10) Chiellini 4 giorni (dicembre)
11) Cuadrado in corso (dicembre-in corso)
12) Pjanic 5 giorni (dicembre-gennaio)
13) Buffon 52 giorni (dicembre-gennaio)
14) De Sciglio 19 giorni (dicembre-gennaio)
15) Marchisio 20 giorni (gennaio)
16) Dybala 38 giorni (gennaio-febbraio)
17) De Sciglio 16 giorni (febbraio-marzo)
18) Matuidi 16 giorni (febbraio)
19) Barzagli 5 giorni (febbraio)
20) Lichtsteiner 5 giorni (febbraio)
21) Howedes (marzo)

Un bollettino di guerra

Il 22esimo potrebbe tranquillamente essere Benatia, uscito lamentando un guaio all’inguine nel recente Lazio-Juventus, schierato nella trasferta di Londra contro il Tottenham è uscito zoppicando anche a Wembley, restando a riposo (precauzionale) contro l’Udinese. Oppure Lichtsteiner uscito malconcio ieri sera durante la sfida con l’Atalanta
Null’altro da aggiungere se non che alla Juventus prima o poi dovranno ricorrere ai ripari, perché la situazione infortuni può essere tamponata da una rosa lunga e di qualità, ma fino ad un certo punto: con l’accesso ai quarti di Champions, la finale di Coppa Italia e la sfida ancora aperta con il Napoli in campionato, con un raffreddore a Dybala o Higuain, il rischio concreto di non avere in panchina un sostituto è alto. C’è da capire se il problema è l’età media della rosa o la preparazione. C’è anche chi nel recente passato quando si ripetevano questi problemi dava persino la colpa a Vinovo; fatto sta che quello che sta succedendo tra campo e infermeria sembra assumere contorni surreali.


Classe '82 come Contador, Kakà e Gilardino, ma non ho mai vinto né Tour de France, né Champions League, né Mondiale. Ho praticato diversi sport, ma gli unici che mi si addicono davvero bene sono quelli da vedere sul divano. Juve, fumetti, cinema horror, ciclismo e cibi unti, le mie più grandi passioni.