Interventi a gamba tesa

Le 5 mosse con cui Gennaro Gattuso ha stravolto il Milan


Oggi, dopo sedici partite sulla panchina che ha fatto illustri vittime negli ultimi anni, Gattuso gode di rispetto e credibilità da parte di tutto l’ambiente rossonero e da parte di tutti i giornalisti: sia quelli che lo hanno spernacchiato, sia quelli che lo hanno sempre trattato come un professionista. Alle prime armi, ma pur sempre un professionista.


Già, perchè quando in una fredda mattinata dello scorso Novembre il Milan annunciava l’avvicendamento tra Montella e Gattuso, oltre al comprensibile sentimento di stupore e sorpresa, circolava tra tifosi, addetti ai lavori e organi di comunicazione, un’ingiustificata e gratuita ironia. Figuriamoci poi dopo il pareggio a Benevento…

Sia chiaro, come piace rimarcare a squadra e allenatore, ancora non è stato fatto niente dal punto di vista dei risultati, la strada è ancora lunga e solo tempo e lavoro svolto diranno dove arriverà questo Milan. Va però sottolineata la grande opera di ristrutturazione fatta da Gattuso dal giorno del suo insediamento ad oggi. Bisogna farlo per dare atto del grande cambiamento da lui apportato, proprio per rimarcare e ricordare a tutti il fatto che ci si trovi in presenza di un allenatore vero e non di una vecchia gloria messa lì come parafulmine, come molti soloni si affrettavano a sentenziare in quei giorni di Novembre.

Intanto siamo a 5 vittorie nelle ultime 6 (via IFTV)

Ma come ha fatto Gattuso a cambiare in così poco tempo una squadra che sembrava essere senza nè capo nè coda?
Proviamo a capirlo, scegliendo le 5 mosse maggiormente incisive per la rinascita del Milan.

1) L’aspetto mentale

Gattuso ha trovato un gruppo insicuro e privo di autostima, imploso lentamente su stesso a causa delle poche certezze date dai risultati scandalosi arrivati fino a Novembre. L’allenatore del Milan ha voluto entrare da subito nella testa dei suoi calciatori, cercando di deresponsabilizzare quelli che soffrivano l’eccessivo carico di pressione e di fare crescere personalità e responsabilità in coloro che non ne avevano.

Per aspetto mentale non intendiamo solamente la trasmissione della proverbiale “grinta di Ringhio”. Intendiamo un equilibrio, in campo e fuori, nella testa dei calciatori come singoli e come gruppo che, in questa stagione, per milioni di motivi, è sempre mancato.

2) Blocco titolare

Dopo le prime deludenti tre partite, Gattuso ha capito di dovere scegliere la sua formazione titolare e di darle certezza e fiducia per farla crescere. Nel corso del tempo è arrivato a trovare un blocco di giocatori di cui si fida, che sta crescendo e che sta migliorando la sua intesa.

Rispetto a Montella ha scelto di giocare sempre con lo stesso modulo, ha scelto la sua coppia di centrali difensivi titolari (potenzialmente la migliore del campionato), ha scelto il suo centrocampo ideale e le sue due ali, alternando così solamente terzini e centravanti (anche se dopo le prestazioni di Calabria e Ricardo Rodriguez, rigore a parte contro la Samp, di dubbi non ce ne saranno più fino al rientro di Conti).

Questo semplice, elementare e, se vogliamo, antico aspetto della gestione di una squadra ha creato inevitabilmente certezze tecniche e mentali in tutto il gruppo.

Ho citato “il gruppo”. Gattuso non si dimentica mai di nessuno. Ieri in tv ha elogiato Mateo Musacchio che ha passato la partita a scaldarsi senza entrare. Grazie alle sue scelte nette, Gattuso riesce a farsi seguire anche da coloro che potrebbero sentirsi ai margini e che invece si mettono ancor più a disposizione per cercare di fare cambiare idea all’allenatore.


3) Bonucci e Biglia

In un discorso dal respiro generale come il nostro non si dovrebbe parlare di singoli, ma i casi Bonucci e Biglia sono la più importante e lampante vittoria della gestione Gattuso fino ad oggi.

L’allenatore calabrese infatti ha sempre sempre sempre difeso questi due grandi calciatori che fino a qualche mese fa erano considerati acquisti flop o giocatori finiti. Gattuso dal primo giorno ha puntato fortemente su di loro, cucendogli la squadra intorno, proteggendoli da critiche ed illazioni, facendo quindi accrescere il loro rendimento che è migliorato partita dopo partita, fino ad arrivare alla quasi perfezione della partita contro la Samp. Ovviamente ora dovranno mantenere a lungo questo alto livello di prestazioni.

4) Proposta di gioco

La proposta di gioco del Milan è sensibilmente cambiata: ora i rossoneri giocano un calcio credibile e riconoscibile, fatto di paziente difesa nei momenti burrascosi delle partite, di gestione del possesso palla per recuperare fiato dopo le aggressioni all’avversario che avvengono durante la partita in determinati momenti e di una fase offensiva sempre incisiva e mai sterile o rinunciataria.

Gattuso ed il suo staff stanno cambiando il modo di giocare di Suso, calciatore sempre decisivo, mettendolo maggiormente al servizio della fase offensiva, pur non privandolo della libertà di cui ha bisogno per tirare fuori il coniglio dal cilindro. I terzini vanno sempre e continuamente sul fondo a sfruttare gli spazi lasciati dalle ali che “entrano in campo” a palleggiare ( a proposito, vi ricordate Calhanoglu nella gestione Montella? Si? Ecco). Le mezze ali, fondamentali per il credo di Rino, vanno sempre e comunque in area a chiudere l’azione accompagnando il centravanti e riempiendo i sedici metri, aumentando quindi la pericolosità (sconosciuta al Milan di Montella). Biglia, in fase difensiva, si sta sobbarcando un lavoro prezioso quanto faticoso, sia dettando i tempi del pressing a metà campo, sia andando sempre ad aiutare i difensori raddoppiando e dando copertura.

5) Empatia con i tifosi

“Facile” dirà qualcuno. “Una vecchia gloria come lui non può che avere empatia con i tifosi” penserà qualcun altro. Vero. A metà però. Dopo le esperienze di Leonardo, Seedorf, Inzaghi e Brocchi non era così facile sedersi sulla panchina del Milan da ex giocatore e trovare immediatamente feeling con l’ambiente.

Gattuso ci è riuscito solamente grazie a un fattore: il LAVORO, suo unico credo.

Vi assicuro che se l’andazzo in campo non fosse cambiato, non ci sarebbe così tanta gente allo stadio e non ci sarebbe il rapporto che oggi vediamo tra Gattuso e la tifoseria. I risultati sono tutto nel calcio e Gattuso li sta ottenendo lavorando, non certo grazie alla sua carriera da calciatore.

Le sue interviste post partita, tra l’altro, stanno diventando un cult…

Dopo la vittoria di Domenica con la Samp, il Milan è chiamato a due grandi esami nei prossimi due turni di campionato: la Roma all’Olimpico e il Derby. Seguiranno Genoa, Chievo, Juve, Sassuolo e Napoli. Questo ostico filotto di partite deciderà il campionato del Milan, ma già dalle gare contro Roma e Inter potremo capire se il nuovo obbiettivo non dichiarato del Milan sarà raggiungibile.

Il quarto posto è ancora lontano quindi “testa bassa e pedalare”, come direbbe Mister Gennaro Gattuso.


 

Andrea Ugolini studente di Giurisprudenza, piedi buoni, ispirato da Fernando Redondo. Esteta del calcio, domiciliato presso lo stadio Giuseppe Meazza in San Siro. Giornalista cinematografico e sportivo per hobby. Cresciuto a pane, Massimo Ambrosini e 007. Sogna di sostituire Daniel Craig nel ruolo di James Bond e una cena con Federico Buffa. Collaboratore Sportellate.it