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- di Francesco Caramello

Australian Open 2018: tra leggenda e delusioni


Nel Torneo maschile il Re stupisce ancora. In quello femminile viene incoronata una nuova campionessa slam e nuova numero uno WTA. In molti hanno deluso e in molti hanno stupito. Il tutto condito con le solite immancabili polemiche. Proviamo ad analizzare quello che è successo nel primo torneo del Grande Slam di questo 2018.


Dodici mesi fa l'incredibile finale Federer- Nadal aveva emozionato gli appassionati di tennis di tutto il mondo, segnando la risurrezione di due tennisti che hanno fatto la storia di questo sport. Oggi, dodici mesi dopo, il campione rimane lo stesso, ma, questa volta, al termine di un torneo molto meno entusiasmante. Chiariamo subito: nessuno mette in dubbio che la finale Federer-Cilic sia stata un partita divertente e, per ampi tratti, per nulla scontata. Una finale non può però riscattare completamente un torneo in cui molti big hanno deluso e in cui le partite davvero entusiasmanti si contano sulle dita di una mano (da anni non si vedevano semifinali così brutte in un torneo dello Slam).
Nel circuito femminile vale quel vecchio proverbio "Quando il gatto non c'è i topi ballano". Mancava infatti la campionessa uscente, nonché vera regina della WTA, Serena Williams, e quando manca lei può succedere di tutto, (vedi Ostapenko al Roland Garros e Stephens agli US Open). Alla fine l'ha spuntata la bella danese Caroline Wozniacki, che ha ottenuto quello slam che inseguiva dal 2010, anno in cui raggiunse la prima posizione del Ranking. Non sono mancate le sorprese come la giovane belga Mertens in semifinale, e i ritorni. Ah, a proposito, attenzione ad Angelique Kerber quest'anno.

Mr. 20 Slam (e oltre?)

Se seguite qualche pagina Facebook o Instagram sul Tennis questa immagine vi sarà familiare...

Di Roger Federer si è detto di tutto e di più. Io che lo seguo dal 2005 posso però confermarvi che, quando sento dire che questo giocatore, a 36 anni suonati, sta giocando meglio che in qualsiasi altro momento della sua straordinaria carriera, faccio fatica a storcere il naso. Non posso giurarvelo, ma rendiamoci conto: solo il fatto che ci poniamo la domanda seriamente ha un qualcosa di assurdo. Era il favorito sulla carta (e anche qui, 36 anni e mezzo ed è il favorito in uno slam dove si gioca con temperature fra i 30 e i 40 gradi...), ha rispettato il pronostico. Non voglio però perdermi nella retorica dell'esaltazione dell'eroe, e nemmeno puntare il dito contro un tabellone che non è parso complicatissimo. Per riassumere Federer e il suo Torneo potete guardare la finale, forse la partita migliore del torneo, ma ancora di più vi consiglio il primo set della semifinale: Federer-Chung 6-1. Hyeon Chung, di cui parleremo poi, ha dimostrato, fino alla semifinale, di sapersela giocare con chiunque. Ma contro la quantità di soluzioni che ha il tennis di Federer non c'è nulla da fare (per ora, perché vi assicuro che il ragazzo si farà e si toglierà più di qualche soddisfazione...).  Perché questo è Federer, è quel giocatore che, per quanto tu sia bravo, solido, forte, troverà sempre quel colpo, quella tattica, quella soluzione, che farai fatica a gestire. Attenti però, solo lui sa farlo, perché il numero dei colpi che sai eseguire nel tennis dev'essere uguale a non meno di... Tutti quanti. Segnatevi la data di Lunedì 2 Luglio, perché inizia Wimbledon, e indovinate un pò? Il favorito sembra essere sempre lo stesso.

Caroline, la Ex-Regina senza corona.

11 Ottobre del 2010: una giovane ragazza danese, appena ventenne, raggiungeva la vetta della classifica WTA. Vi rimarrà per circa quattordici mesi. Qual è la sua peculiarità? Non ha mai vinto uno Slam. Lo insegue, ci prova, ci riprova, ma niente. Perderà la prima posizione, passerà periodi altalenanti, ma niente Slam, solo due finali all'attivo. Caroline Wozniacki il 27 Gennaio 2018 se lo ricorderà per un bel pezzo, anzi per tutta la vita. Al termine di una durissima finale sconfigge Simona Halep, altra fortissima giocatrice ancora alla caccia di uno Slam, con il punteggio di 7-6(2), 3-6, 6-4. Caroline è un muro. Quando è in forma, per farle punto, devi giocare millemila colpi. I suoi due fondamentali da fondocampo sono eccellenti. Ora a lei il compito di provare a confermarsi. In WTA sembra impossibile ottenere continuità di risultati, Muguruza docet. Vediamo come andrà con Caroline.

Una bella sensazione ottenere finalmente quel trofeo. Eh Caroline?

Dalla Corea con furore: Hyeon Chung (e altre sorprese...)

Poco più di due mesi fa Hyeon Chung giocava, sotto i miei occhi, a Milano contro Andrey Rublev. Era una partita di Round Robin, Rublev, il giocatore presentatosi alle ATP Next Gen Finals con la classifica migliore, affrontava quello con la classifica peggiore (escludendo quel mezzo disastro di Quinzi...). Vince Chung in tre facili set. Sembrava un giocatore con il potenziale per diventare un solido fondocampista, con un ottimo dritto e un ottimo rovescio. Se mi avessero detto che avrebbe fatto semifinale all'Australian Open 2018 non ci avrei mai creduto. Sbagliavo. Il giovane coreano, diventato rapidamente un idolo delle folle, schianta Alexander Zverev con un severissimo 6-0 al quinto set, annichilisce Nole Djokovic, rimane solido contro un altro ospite inatteso dei quarti di finale, Tennys Sandgren. La sua corsa si ferma solo sulle vesiche (scivolare sul cemento come si fa sulla terra ha un prezzo) e su Roger Federer. Fate un esperimento, prendete una persona che non conosce Djokovic e Chung e fategli vedere il loro match. Ditegli che uno dei due è un tennista non ancora al top, con buoni colpi e molti margini di miglioramento, e l'altro un fenomeno che ha in bacheca più di dieci Slam e ha costruito la sua forza su incredibili recuperi e inattaccabile solidità da fondocampo. Chiedetegli chi è chi. Quale potrebbe essere la sua risposta?

Chung uomo di gomma.

Da inserire nel novero delle sorprese, all'eccellente coreano si aggiunge un ragazzone inglese con un gran dritto, Kyle Edmund. La caduta in semifinale contro un giocatore del calibro di Cilic non toglie nulla al percorso del più classico degli underdogs che ha collezionato lo scalpo del nostro Andreas Seppi, gran torneo per lui, e dell'eterno incompiuto Grigor Dimitrov. Forse il suo potenziale non è al livello di Chung, infatti il suo rovescio non regge il confronto con il suo super-dritto, ma è un classe '95, vale la pena tenerlo d'occhio.

Al femminile molte più le delusioni delle sorprese, ma meritano indubbiamente una menzione Elise Mertens e Angelique Kerber. La prima, belga, non era nemmeno testa di serie. Sconosciuta al grande pubblico, ha eliminato ai quarti la deludente Elina Svitolina, numero 4 del seeding. Dotata di un ottimo rovescio, la Mertens, in un circuito dove la continuità pare sconosciuta, potrebbe presto togliersi delle soddisfazioni importanti se manterrà così alto il suo livello di tennis. Nota a margine: la sua allenatrice, Kim Clijsters, era una signora tennista, e sono sicuro che non abbia scelto di allenare Elise per pura casualità.
Per la Kerber si tratta di un piacevole ritorno. Lei qui ha vinto nel 2016, il suo anno migliore, quando vinse anche lo US Open e finì seconda a Wimbledon e alle Olimpiadi. Dopo un 2017 orribile per lei, il pubblico australiano ha avuto finalmente il piacere di rivedere la tedesca in forma strepitosa. Prima di fermarsi in semifinale, 9-7 nel terzo set contro Simona Halep, in quella che è probabilmente la partita più bella del torneo femminile, eravamo in parecchi a considerarla la vera favorita per il titolo. Per lei ora è categorico migliorare nel prossimo Roland Garros, torneo in cui vanta solo un quarto di finale nel lontano 2012.

Delusioni: tante e cocenti.

La logica vuole che, come ci siano atleti che sorprendono, vi siano altri che non riescono a reggere al peso delle aspettative ed escano prima del tempo dai giochi. Questa volta sono molti e alcuni decisamente sorprendenti. La caduta che ha fatto più rumore è quella del giocatore che è considerato il futuro del tennis mondiale, Sasha Zverev. Il tedesco, il cui talento nessuno al mondo si sogna di contestare (non si vincono due Master 1000, su due superfici diverse, per caso), fatica da matti quando si passa al meglio dei cinque set. Davanti a se ha ancora tutto il tempo necessario per migliorare, tuttavia, in uno slam in cui Djokovic e Wawrinka sono completamente fuori forma, Murray è assente, è lecito attendersi da lui molto più di un terzo turno. La sconfitta fa ancora più male, perché arrivata dalle mani di un altro "next gen", Hyeon Chung. Le aspettative del mondo tennistico sono puntate sul ragazzo sbagliato? Decisamente troppo presto per dirlo, però Sasha deve cambiare marcia anche nei quattro tornei più importanti dell'anno, altrimenti qualcun'altro arriverà prima di lui al Top, la concorrenza, fra i giovani del tennis, è agguerrita e impaziente. Incomprensibile è anche Grigor Dimitrov. Il classe '91, reduce dalla sua miglior annata di sempre, con tanto di titoli a Cincinnati e alle Finals, ha iniziato in maniera stentata il torneo, ci ha illuso con una grande partita contro un giocatore difficilissimo come Nick Kyrgios, per poi mortificarci con una tristissima sconfitta nei quarti di finale contro Edmund, un giocatore che, per uno come Grigor, non dovrebbe essere imbattibile. Si parla di "Lost-generation" per lui e i suoi coetanei e quasi coetanei, stritolati fra i Fab 4 e i Next-Gen. Se c'è uno che può uscire dall'anonimato quello è lui, per ora però, per ogni passo avanti c'è un passo indietro. Ce la farà? I dubbi aumentano...

Per quanto riguarda Stan Wawrinka e Novak Djokovic parlare di delusioni può sembrare ingeneroso, poiché erano partecipazioni annunciate come non competitive, oltreché ritorni da lunghissimi stop. Tuttavia Stan è parso decisamente troppo sovrappeso per non suscitare facili ilarità, e Djokovic è stato completamente piallato da Chung. Da un sei volte campione ci si aspetta almeno che ci provi un poco di più. Lontano dalla miglior condizione è parso anche il belga David Goffin, fuori al secondo turno contro il non-irresistibile Julien Benneteau. Il pubblico di casa puntava forte su Nick Kyrgios, il bad boy australiano aveva cominciato l'anno alla grande, con una vittoria a Brisbane, ma si è fermato agli ottavi contro Grigor Dimitrov, tra l'altro una delle partite più belle del torneo. Più di qualche rimpianto per lui, che aveva già sconfitto il bulgaro proprio nel torneo vinto prima dell'Aus Open. Dopo avrebbe incontrato Edmund e Cilic, anche lì, avversari battibili sulla carta. Il sogno è rimandato all'anno prossimo.

In campo maschile, la partita del torneo.


In campo femminile, per riunire le delusioni è necessario partire dai quarti di finale. O almeno da tre di questi. Halep-Pliskova, Kerber-Keys e Mertens-Svitolina. I primi due dovevano essere test probanti per due giocatrici in gran forma come Halep e Kerber, invece si sono trasformati in veloci incontri a senso unico in cui le sconfitte hanno raccolto la miseria di otto game in due. Nel terzo Svitolina partiva favorita, testa di serie numero 4 contro non-testa di serie. Vince Mertens 6-4, 6-0. Elina rimandata, Pliskova e Keys rimandate. Come ad quasi citare i miei professori del liceo (e non solo miei) "Il potenziale c'è ma non si applica". Mancano la conferma ad alto livello Muguruza, Ostapenko e Stephens. La spagnola non ne azzecca una da tempo immemore, e l'uscita al secondo turno conferma il suo periodo involutivo che pare non finire. Potenzialmente Garbine è forse la più devastante giocatrice in circolazione dopo Serena Williams, i suoi colpi hanno una pesantezza che metterebbe in difficoltà chiunque. Eppure qualcosa s'è inceppato. La detentrice del titolo di Wimbledon sulla carta era in gara per il numero uno del Ranking WTA, ma, mai come oggi, pare vi sia lontana anni luce. Jelena Ostapenko, testa di serie numero 7, si è arresa ad Anett Kontaveit, estone, numero 27 del mondo. Il tennis di Jelena ha già moltissimi fan in giro per il mondo, la ragazza è giovanissima (farà ventun'anni a Giugno), quindi la sua non è una bocciatura grave. Rimane però il fatto che, da una vincitrice del Roland Garros, ci si aspetta molto di più di un terzo turno. Sloane Stephens invece sta semplicemente confermando l'impressione che l'anomalia nella sua carriera  sia stato lo US Open vinto lo scorso anno, e che la sua vocazione non sia quella della giocatrice da primi 5 posti della classifica, ma più quella da Top 20. Ha tempo e modo di smentirci, ma la prestazione fornita in Australia, fuori al primo turno con la Zhang, non gioca a suo favore.

Italiani: alti e bassi.

Torneo positivo per i ragazzi impegnati in Australia, meno per le ragazze, che parevano in ombra già dalle qualificazioni. Andreas Seppi ha confermato l'ottimo feeling con questo Slam, arrivando per la quarta volta in carriera agli ottavi. Serviva un Edmund in gran forma per bloccare la corsa di Andreas, che avrebbe anche meritato di raggiungere, per la prima volta, i quarti di finale. Sapendo che lottatore è l'altoatesino siamo certi che non si arrenderà qui. Discorso simile per Fabio Fognini. Il numero uno d'Italia ha avuto la sfortuna di imbattersi in un Berdych tirato a lucido. Non è una sconfitta per cui fare drammi, il ceco, si sa, è uno dei giocatori più insidiosi nel circuito (per quasi un set ha messo sotto persino Federer). Deve essere anzi il viatico per un ottimo 2018. Il Fogna ha già provato a stupire sulla terra rossa, magari è l'anno giusto per togliersi delle soddisfazioni. Ottimo esordio per Lorenzo Sonego in un torneo del Grande Slam, vittoria contro Robin Haase. Qualche rimpianto per Paolo Lorenzi e Salvatore Caruso che hanno buttato via un vantaggio di due set a zero nei rispettivi match di primo turno. Molta sfortuna per Thomas Fabbiano che ha trovato Alexander Zverev nel suo match di primo turno.

Solo due ragazze italiane invece nel main draw dell'Aus Open Femminile. La leonessa Francesca Schiavone si è trovata un proibitivo sorteggio che l'ha accoppiata a Jelena Ostapenko nel suo match di esordio. Francesca è una lottatrice ma ha dovuto cedere 6-1, 6-4 alla fortissima lettone. La marcia di Camila Giorgi si interrompe invece al secondo turno contro l'ostica australiana Ashleigh Barty, con più di qualche rimpianto per la numero uno italiana, che era avanti di un set e, dopo aver perso 6-4 il secondo, ha ceduto di schianto nella terza partita, terminata con il punteggio di 6-1. Camila aveva iniziato in maniera incoraggiante l'anno, arrivando in semifinale a Sydney, dove si era arresa solamente alla Kerber, non certo un'avversaria qualunque. Forza Camila! Un piccolo appunto: è possibile che la miglior giocatrice italiana non venga convocata in Fed Cup per una querelle con la Federazione? Non dovremmo cercare di fare del nostro meglio e quindi convocare le migliori? Non risolvere una situazione del genere è al limite del paradossale e del ridicolo.
Il tennis azzurro guarda anche al futuro: Elisabetta Cocciaretto è arrivata in semifinale nel torneo Juniores. Prospetto per il futuro? Non mettiamo pressione e vediamo come andranno le cose.

Testa Elisabetta, testa.

La polemica che non manca mai, Nadal vs. superfici.

Ci sarebbe molto da scrivere, e magari lo faremo, sulle dichiarazioni di Nadal riguardo le superfici dure e sui rischi che hanno a lungo termine sulla salute dei giocatori. I top 20 sono stati falcidiati da infortuni a raffica nell'ultimo anno: Murray, Djokovic, Nadal, Nishikori, Wawrinka. Solo per fare alcuni nomi. Il problema è: fanno notizia gli infortuni oppure fanno notizia gli infortuni alle star del tennis? L'ATP sostiene che il numero totale degli infortuni è sceso, ma in molti avevano già lamentato un calendario estenuante. Djokovic ha lanciato l'idea di un sindacato dei giocatori. Se la cosa prenderà piede non è sicuro, ma occorrerà comunque molto tempo. Le dichiarazioni di Nadal hanno anche una doppia implicazione, diminuire i tornei sul cemento vorrebbe dire aumentare il numero di quelli giocati su terra rossa, cioè dove lui è favorito. Il discorso del maiorchino quindi non è proprio disinteressato, o almeno potrebbe non sembrarlo. Molte soluzioni sono state citate nei giorni successivi, nuovi materiali, ritorno al sintetico. Una prima soluzione potrebbe essere quella percorsa da Federer. Quando si raggiunge una certa età si deve pensare a preservare il fisico partecipando a un numero minore di tornei. E se poi verranno delle modifiche al calendario nell'ordine di idee di aiutare i giocatori a preservarsi, ben vengano!

I maligni fanno notare che quando Rafa vinceva lo US Open lo scorso anno, il cemento andava benissimo...

Per concludere...

Per quel che riguarda il torneo maschile, non è stato un Australian Open memorabile dal punto di vista del livello del gioco e delle partite. Chiaramente se Federer vince il suo ventesimo Slam, fra cinquant'anni diremo che ha vinto il suo ventesimo titolo dello Slam in Australia nel 2018, però, rispetto allo spettacolo meraviglioso del 2017, il miglior torneo del Grande Slam degli ultimi anni, indubbiamente c'è stato un passo indietro. Non sono mancati gli spunti per una stagione interessante, i giovani interessanti, le eterne promesse, i vecchiacci inossidabili. Sono due i problemi: vince sempre lo stesso e in testa alla classifica c'è sempre l'altro. Tocca agli avversari raccogliere il guanto della sfida e puntare a quel numero uno o a quel trofeo che sembra già una cosa da Fedal.

Al femminile, una volta di più, pare che i tornei siano aperti alla vittoria di tutti. Wozniacki ce l'ha fatta, Halep ce la farà? Il Roland Garros dell'anno scorso brucia ancora. Io tiferò per lei. Serena tornerà? Sarà ancora la dominatrice? La numero uno è in Danimarca, ma in tante possono contenderlo: tornerà in Germania? Kerber sembra in forma. Muguruza? Risorgerà di nuovo siamo sicuri, ma le altre non staranno a guardare. Maria Sharapova è una tennista sul viale del tramonto? E tutte le eterne incompiute? Ci sono più domande che risposte nel circuito WTA, ma siamo a inizio anno è questo è decisamente un bene.


 

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

Nato a Monza il 22/01/1992. Segue lo sport fin da bambino, soprattutto il calcio. Si innamora del tennis negli anni delle scuole medie, anche e soprattutto grazie all'immenso Re Roger Federer, di cui è fan sfegatato. Tifoso del Milan fin da piccolo. Laureato in Matematica. Segue anche lo sci durante la stagione invernale.

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