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3 min

- di Jacopo Landi

Top of the Flop, 22a giornata


Top

 1) Mertens: sorge il dubbio che abbia voluto autoimporsi una vacanza per non ammazzare il campionato, parliamoci chiaro. Fa tutto con una semplicità disarmante, come quando passeggia sulla trequarti del Bologna, salta un pellegrino che manco ci credeva e scarica una pennellata al giro che Mirante maledice il giorno in cui ha deciso di fare il portiere. Un metro e un sopraciglio incazzoso come un tronista in discoteca. Bravo Mertens, continua a segnare ma soprattutto a dipingere pennellate di calcio in questo campionato triste #NanoLetale, voto: La mette al giro, proprio lui

2) Gattuso: se si dovessero assegnare percentuali di merito riguardo alla vittoria del Milan non abbiamo dubbio: 120% a Rino. Trasformati a livello fisico, di testa e diamine adesso giocano da squadra. Ho visto Bonucci impostare e Biglia fare il regista. Bravo Rino, scarpe grosse e cervello fino e forse alla fine salvi il Milan da se stesso #ClasseOperaia voto: Il ragazzo di campagna

3) Paloschi: premesso che contro questa Inter segneremmo anche noi di Sportellate mentre scriviamo un pezzo sulla serie A, su King Roger ma anche su qualche sorella del sabato sera, Paloscone ha il merito di esserci. Infingardo come un’ex moglie in cerca di divorzio sonante. Paloschi è così: nelle partite normale ha poco da dire, ma quando la sceneggiatura ha quella sfumatura di dramma che rende le cose interessanti, lui ci mette sempre lo zampino. E’ lo Stallone della Serie A, gioca solo nelle situazioni critiche #AltaTensione, voto: Cavaliere Oscuro

Flop 

1) Arbitri: a forza di piangere e tirare giacchette SONO riusciti a rovinare uno strumento che funzionava come il Var. “Ma Jacopo, cazzo dici, e il rigore contro l’Inter a Roma?”…”Signori, io dico che funzionava non che fosse perfetto. Il Var aveva ridotto il margine di errore ma soprattutto colpiva tutti: era democratico”. Adesso assistiamo allo scempio di Napoli o a quello di Crotone (sembrava un cinepanettone). Il Var non è colpevole più di quanto non lo sia un’auto guidata da un tossico o un alcolizzato. Già il nostro campionato è sceso di 50 classi, tecnicamente, non sputtaniamo anche il corretto svolgimento delle partite. Rizzoli !!!! Interveniamo ?!!!!! #CoseLosche, voto: Ma(r) Sto(r)  Var, n’do Va(r) ? 

2) Cacciatore: ormai lo sappiamo tutti, l’orientamento è quello per cui se i sanitari non raggiungono il giocatore questo può evitare di uscire dal campo. Bene, ma la sceneggiata napoletana messa in scena dopo? Col Chievo in 10? Ci volevano trenta secondi e poi se ne sarebbe discusso a partita finita. E invece il Caccia fa le manette Mourinho style, risultato? Foto iconica e doccia anticipata. Da professionisti profumatamente pagati, che giocano per tifosi che ci mettono la vita ci aspettiamo meno leggerezza #somarONE voto: Rito abbreviato 

Capolavoro di @pepromano.

3) Di Francesco: corsi e ricorsi. L’ex allenatore della Roma è in crisi a Milano. L’allenatore della Roma è in crisi a Roma. In questo ci può stare: l’ingerenza o il non intervento della società ma privarsi di Nainggolan per dargli una lezione suona un po’ come il marito giapponese che si taglia le balle per dare una lezione alla moglie. Per non parlare dei cambi contro l’Inter o del punto in due partite a Genova. DiFra, l’allenatore vincente è quello che si modifica in base alla squadra che ha o allo stato di condizione che attraversa. Napoleone non usava farlo, com’è finita ? #Napoleone, voto: Codice Rosso

Fine delle trasmissioni. Per ora.


 

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Nato il 6 aprile del 1988 a Milano figlio orgoglioso di una città che ama con odio. Nelle vene sangue misto che ne fanno un figlio del mondo senza fissa dimora. Tra un gin tonic e un whiskey ben concepito ha consacrato la propria esistenza all’arte della buona musica con De Andrè, Shane McGowan e Chat Baker a strapparsi pezzetti di anima. Il cinema come confessione condivisa. L’amore per la beat generation e per quel mostro di James Dean. Interista con aplomb anglosassone per il gioco più bello del mondo. Crede che verranno tanti giocatori meravigliosi ma più nessuno con la corsa di Nicolino Berti.

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