Interventi a gamba tesa

Futbol – Storie di Calcio, la recensione


Dicono che il modo migliore per catturare l’attenzione di un lettore quando si scrive una recensione (o un articolo in generale) sia quello di iniziare con una frase ad effetto. In questo caso si è optato per svelare il trucco e di conseguenza rinunciarvi. Il motivo è semplice: non si sente l’esigenza di dovervi ricorrere.


“Futbol – Storie di calcio”, il titolo dello spettacolo, dice già praticamente tutto. Si parte con le origini del gioco più amato del mondo, chi lo avrebbe mai detto fosse connesso all’Oriente? E In Europa dove e come si è sviluppato? Qual è il club più antico della storia continentale? Tranquilli, ogni domanda troverà pronta risposta.

Questo l’incipit dello spettacolo che schiera in un vortice di emozioni, parole e musica, la propria squadra delle meraviglie: da Robin Friday, il più forte giocatore di cui non avete mai sentito parlare a Eduard Strel’cov e “carta-velina” Matthias Sindelar. Non si possono sottacere gli altri protagonisti di questo racconto fiume come ad esempio: Joseph Ilunga Mwepu e il suo calcio in faccio al Brasile nel Mondiale del ’74 o la coppia del Foggia anni ’60 Bettoni-Rinaldi. Il tutto passando per il Joey Barton battezzato da Marianella nella celeberrima telecronaca o dal George Best italiano Alviero Chiorri anche se lui ha sempre detto “Eh no, è lui il Chiorri inglese”. Gran finale con Béla Guttmann e la sua maledizione attualissima.

Da sentire in loop.

Insomma una rapsodia di musica, palleggi e racconti concatenati che prendono per mano lo spettatore accompagnandolo in questa galleria di storie calcistiche e delle vicende umane ad esse legate.

Il tutto in un’atmosfera amichevole, quasi da salotto di casa, seguendo ma al contempo personalizzando il modo di raccontare tipico di Federico Buffa  con spruzzate di leggerezza riconducibili agli Autogol (nello spettacolo un omaggio che non vi sveliamo al grande Giappone, anzi ai due grandi Giappone della storia).

Uno spettacolo a cuore aperto, scritto e interpretato da Luca Ramella e prodotto della compagnia teatrale In Scena Veritas.

Un’intima dichiarazione d’amore per il calcio, per le sue storie senza tempo, per i suoi miti.

——————————————————————————————————————

Futbol – Storie di calcio

____

Luca Ramella è un attore e regista teatrale. Si è formato alla scuola di recitazione Quelli di Grock di Milano dove ha vinto una borsa di studio e ha poi lavorato con la stessa compagnia, realizzando lo spettacolo “Moby Dick”, 150 repliche in 2 anni. È uno dei soci fondatori di In Scena Veritas. Recentemente è stato in rassegna a Milano con gli spettacoli “C’era Una Volta un Re” di G. Facchetti, produzione Facchetti-De Pascalis (2015) al Teatro Leonardo, e con “Il Mio Amico Kubrick” scritto, diretto e interpretato da lui stesso con produzione ISV (2016) allo Spazio Tertulliano.

In Scena Veritas è un’associazione teatrale fondata nel 2000 da un gruppo di attori formatisi presso la scuola di recitazione Quelli di Grock. La Compagnia è impegnata nella formazione teatrale con corsi di teatro per adulti e per bambini, nella produzione e promozione di spettacoli. Dal 2004 organizza le rassegne “Argini- Un palcoscenico tra due fiumi” e “Piccoli Argini” dedicata ai più piccoli. Dal 2014 la Compagnia gestisce il Teatro Marcello Mastroianni di San Martino Siccomario (PV). Per informazioni: www.inscenaveritas.com  www.facebook.com/inscenaveritas


Jacopo Landi, sangue misto nato nell'aprile del 1988 in quel di Milano ma in realtà appartenente (in parti uguali), per origini, a: Emilia Romagna, Toscana, Valle d'Aosta, Lazio, Abruzzo ed India. Lavora un po' in tutti i settori possibili, tranne quello del narcotraffico. Matura esperienza come giornalista, prima cinematografico e poi sportivo presso il giornale on-line Italia Post, il sito calciomercato.com e le collaborazioni coi giornalisti Fabrizio Biasin e Alfredo Pedullà. Ha inoltre collaborato con la compagnia teatrale "I Birbanti" e firmato un corto personale "Una birra al bar" tratto da una novella del buon (e sacrosanto) Bukowski. Dal 2013 collabora prima con la Nella Longari arte, poi con la M77 Gallery e infine con la Renata Fabbri Arte contemporanea; prima di tornare nel mondo della produzione in qualità di sceneggiatore. Non potrebbe vivere senza filosofia, donne, cinema, whisky e buona musica. Collabora con Sportellate perché dopo il video di Corona sul "pene" di Adriano non riteneva di poter essere da meno.