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- di Jacopo Landi

Top of the Flop, 17a giornata


Top

1) Ilicic: la simpatia di un vigile urbano sposa la genuina bellezza di un gremlin. Umorale come le ovaie di Brozovic, il nostro Josip però quando ha voglia di giocare mette in evidenza una classe che fa la differenza. Doppietta ieri contro la Lazio, che se l’Atalanta avesse schierato anche la difesa probabilmente avrebbe garantito la vittoria. Da qualche mese a questa parte pare abbia trovato anche una certa continuità, bravo!!! Continua così ma smettila di mandarci i selfie in redazione. Ne abbiamo già persi quattro per ictus #Bello ma non bellissimo voto: Radioattivo

2) Milinkovic Savic: la cosa bella è che Lotito lo venderà. La cosa brutta è che lo venderà Lotito. Forse l’unico campione, centrocampista, presente in Serie A. Dai camion dei Balcani a generale del centrocampo biancoceleste. Si ricorda che non la timbrava da un po’, sbanca tutto ieri e rimette a posto i conti anche col karma #Balcanic Karma  voto: Buddha

3) Hamsik: c’è sicuramente qualcuno che meriterebbe questo gradino più di lui (l’Udinese, una Juventus favolosa, Floccari che torna a fare il calciatore a 67 anni) ma nessuno di questi ha agganciato Maradona nella classifica dei “top scorer” del Napoli. Marechiaro sì, sorriso gentile, cresta illegale in 174 Stati e via a dare un’assestata alla storia #Genny Savastano  voto:  Mo ce ripigliamm' tutt' chell che è 'o nuost'

Complimenti Marek (via B/R Football)

hamsik top

Flop

1) Santon: all’esordio Mourinho lo battezzò “Bambino d’oro”. Dopo sabato ci sentiamo di confermare. Il primo goal regalato dopo uno scivolone che manco Bobo Vieri a “Ballando con le stelle”. Sul secondo interviene alla Mel Gibson di ”Braveheart” su un traversone meno pericoloso di un sorriso di Perisic. Insomma ripaga la fiducia accaparrandosi la palma di migliore in campo… per l’Udinese #Cavallo di troia voto: Dietro le linee nemiche

2) Kalinic: inconcludente, svogliato, diciamolo, sostanzialmente un mezzo rompi coglioni. Non becca una palla, non fa una sponda eppure ha sempre quella spocchia da punta consumata col salotto zeppo di trofei. E potrebbe essere a meno che sia la collezione Esselunga di miniature Harry Potter. Nicola, torna a giocare te ne prego, sembra di vedere una statua di Madame Tussaud sospinta dalle onde #Gireranno con  voto: Una rotonda sul mare

Sveglia Nicola, sveglia!

kalinic flop top

3) Simone Inzaghi: Da quando gli hanno fatto sedute intensive all’Arancia Meccanica proiettandogli “Il Gladiatore” non è più lo stesso. Nemici e torti ovunque. Il risultato? Lui fuori, Immobile fuori e caterve di goal presi. Simone noi crediamo in te e continuiamo a prevedere un roseo futuro. Ma lavora sulle conferenze stampa e ricorda che il nemico più pericoloso per ognuno è se stesso #Vedo la gente morta voto: Il sesto senso

Fine delle trasmissioni. Per ora.

JL


 

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Nato il 6 aprile del 1988 a Milano figlio orgoglioso di una città che ama con odio. Nelle vene sangue misto che ne fanno un figlio del mondo senza fissa dimora. Tra un gin tonic e un whiskey ben concepito ha consacrato la propria esistenza all’arte della buona musica con De Andrè, Shane McGowan e Chat Baker a strapparsi pezzetti di anima. Il cinema come confessione condivisa. L’amore per la beat generation e per quel mostro di James Dean. Interista con aplomb anglosassone per il gioco più bello del mondo. Crede che verranno tanti giocatori meravigliosi ma più nessuno con la corsa di Nicolino Berti.

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