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2 min

- di Jacopo Landi

Top of the Flop, 15a giornata


TOP

1) Perisic: Indemoniato, sì ha l’impressione che se l’arbitro non gli lasci segnare il terzo goal sia disposto a fare un golpe e prendere in ostaggio tutto San Siro. Tante volte abbiamo ricordato come la bellezza non sia la sua qualità precipua ma oggi vogliamo sottolineare la fame. Si magna tutto, campo, palloni e avversari. Icardi e Skriniar che avrebbero potuto contendergli i palloni, rispettivamente, del suo secondo e terzo goal, capiscono la mal parata ed evitano di rompergli i gingilli. #IvanIlTerribile, voto: Ho stato io

2) Brignoli: “La fantasia non si insegna, esce”. Quando un portiere scarso si traveste da Mauro Icardi e decide di purgarti a 30 secondi dalla fine di uno scontro diretto per la salvezza. Gattuso che scanala tutte le sfumature dell’ictus sublimandole in una bestemmia carpiata che ha già fatto scuola. Insomma, dopo tanti anni G. Zola perde il titolo di “magic box” in favore di un giovane bergamasco che ha fatto il viaggio al contrario #C’eraunavolta, voto: Tre uomini e un Brignoli

Brignoli come Aldo.

brignoli top

3) Higuain: Ogni volta la stessa storia. E’ obeso, calvo, c’ha la mano rotta a forza di pugnette sull’asado. Il Napoli è fortissimo, Sarri fuma come Jigen. Poi palla al centro, i nani del Napoli sedati davanti a Disney Channel e il Pipita se li pipa tutti con un pallone soltanto. La differenza tra nobiltà e arricchiti. L’esultanza è ignoranza allo stato pure e noi approviamo. L’hanno venduto (altrimenti la clausola non la mettevi), l’hanno insultato, l’hanno continuato a insultare…e hanno anche un po’ rotto i coglioni. Daje Pipì ti sei ripreso tutto quello che già era tuo #GennyHiguain, voto: Spartano

Flop

1) Sarri: E una volta è il campo, una volta il ciclo, un’altra volta è il tizio che controlla il bruco mela che blocca Insigne e Mertens…Adesso il colore delle maglie. A Maurì com’è o come non è, è sempre merito tuo quando batti il Rocca Cannuccia 19 a 0 e sempre colpa di qualche divinità azteca quando le buschi. Per essere un uomo di sinistra la tua filosofia politica ricorda molto un certo Berlusconi Silvio #miconsenta, voto: cribbio

2) Joao Mario: Eh niente… vedi entrare l’Inter in campo con la bava alla bocca e poi vedi entrare lui che sembra il risultato di un incrocio tra il piccolo Buddha, l’ultimo dominatore dell’aria e uno dei Jackson Five. Calmo, imperturbabile, sereno e sorridente, gli manca solo una kodak anni 90 e poi è pronto per il capitolo conclusivo di Mamma ho perso l’aereo. Daje Joao e incazzati un po’ !!! #dodgeball, voto: vacanza premio

Incazzati Joao! Incazzati!

3) Romagnoli: Vorrei invitarvi a riflettere sul fatto che è il secondo o terzo anno di fila che Romagnoli viene sbattuto fuori in una partita a caso per un fallo che non esiste. L’anno scorso credo contro il Genoa per una presunta gomitata. Ora, voglio dire, gli arbitri potrebbero espellere qualcun altro e se fossi milanista pregherei per una maxi squalifica a Biglia data la condizione atletica però anche tu Romagnò basta fare la quaglia aristocratica, com’è che impallinano sempre te? #boom, voto: Là dove osano le aquile

Fine delle trasmissioni. Per ora
JL


 

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Nato il 6 aprile del 1988 a Milano figlio orgoglioso di una città che ama con odio. Nelle vene sangue misto che ne fanno un figlio del mondo senza fissa dimora. Tra un gin tonic e un whiskey ben concepito ha consacrato la propria esistenza all’arte della buona musica con De Andrè, Shane McGowan e Chat Baker a strapparsi pezzetti di anima. Il cinema come confessione condivisa. L’amore per la beat generation e per quel mostro di James Dean. Interista con aplomb anglosassone per il gioco più bello del mondo. Crede che verranno tanti giocatori meravigliosi ma più nessuno con la corsa di Nicolino Berti.

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