
La Spagna, l'accademia del successo
Segreti di un movimento in costante ascesa.
Antonio Conte purtroppo ha camuffato alcune falle che si erano evidenziate dopo le debacle dei Mondiali 2010 e 2014; grazie al suo carisma e alla sua bravura ha caricato al massimo una delle selezioni meno entusiasmanti di sempre portando gli Azzurri ad un incredibile quarto di finale a Euro 2016. Ma come possiamo veramente risorgere? Come possiamo ritornare ai vertici del calcio Mondiale? Sicuramente cambiando la mentalità su alcune idee schematizzate e investendo molto sui giovani. Questo articolo vuole evidenziare come una Nazione che per 70 anni non ha mai vinto nulla ora è la Regina del Mondo calcistico da più di 10 anni a questa parte: la Spagna, che investe sui giovani ed è soprattutto campione di cultura. Tutte le selezioni Spagnole hanno un modello di gioco ben chiaro ed il 4-3-3, ma il modulo è l'ultimo dei problemi per questa scuola di pensiero. Infatti il modulo è solo una convenzione, cosi come il ruolo, che identifica il calciatore su qualche tabella di mercato sul web. E' facile trovare terzini che diventano ali, mezz'ali che scivolano tra difensori centrali e terzini alla ricerca del terzo uomo o play bassi che per impostare arrivano sulla linea dei difensori.
Sono tante considerazioni che nei nostri settori giovanili stanno arrivando a piccoli passi, grazie alle idee innovative di allenatori giovani e coraggiosi, ma la strada da percorrere è ancora lunga. In Italia si predilige ancora molto lavorare sulla tecnica di base e sulla tattica fin da piccoli. In Spagna si preferisce allenare la trasmissione e il controllo della palla a gran velocità.
Altra cosa fondamentale che bisogna inculcare è il coraggio, perchè è più facile difendere attaccando che aspettare l'avversario. E questo purtroppo manca totalmente in Italia. Di seguito proviamo ad illustrare con fermo immagini e filmati ciò che rende la Spagna unica nel suo genere. Vedremo come è incredibile che non conta "chi" produce l'azione, perchè è uguale per tutte le selezioni che abbiamo analizzato, ma "come" tutti compiano alla perfezione dei meccanismi che sembrano collaudati da secoli indipendentemente dal nome e dall'età.
Capitolo 1, Costruzione
Uno dei punti chiave di questo tipo di gioco è la costruzione partendo dal basso, e ci sono dei calciatori fondamentali con determinate caratteristiche che sono indispensabili per questo tipo di soluzione.
Oriol Busquets, Play basso della Nazionale under 17 nel 2016 ora passato all' under 19. Classe 99'; Marcos Llorente, Play basso dell'ultima Spagna ai mondiali Under 21 in Polonia. Classe 95'; Sergio Busquets, padrone della mediana Spagnola da 10 anni a questa parte. Classe 88'.
Tutti e 3, logicamente con qualità diversa, compiono gli stessi compiti, indipendentemente dalle situazioni in cui si trovano e sono molto efficaci.
Terzini altissimi, mediano che scivola in mezzo ai difensori centrali e mezz'ali che si inseriscono tra i difensori centrali e i terzini per cercare l'uscita con il " terzo uomo". Busquets e i suoi fratelli fondamentali per dare un appoggio costante a coloro che " fluttuano " in quella zona.

Stessa identica cosa per l'Under 21. Al posto di Busquets c'è Llorente, al posto di Iniesta e Koke ci sono Ceballos e Saul Niguez e i terzini altissimi sono Jonny Castro e Bellerin al posto di J.Alba e Carvajal

Incredibile ma vero, stessa dislocazione tattica anche per i rampolli dell' Under 17. Dove la mezz'ala sinistra non è più Iniesta o Ceballos ma Martin, i terzini sono Zabarte e Robles mentre il mediano è l'omonimo Busquets. Cambiano gli interpreti ma il mantra è sempre lo stesso.

Tutto ciò porta a un aspetto molto delicato e importante, quello che diciamo in Italia manca. Uscire dagli schemi e dall'indottrinamento tattico ormai uguale da parecchi anni. Questi "giochi di posizione" infatti portano a un sistema "No-Position", dove molti giocatori sviluppano l'azione in zone non convenzionate al loro posizionamento classico e per capire ci affidiamo ad altri fermo immagine, che sono il continuo delle azioni sopra descritte.
E questa immagine racchiude un pò tutto il succo di quello detto sopra. Se vogliamo canonizzare con un modulo potremmo dire che è un "1-2-4-4", ma poichè non esiste è un dettame tattico, che si verifica sempre, in questo tipo di gioco e si può catalogare in "No-Position", dove nessuno ha un ruolo chiaro ma tutti partecipano per fare la cosa più importante di questo gioco: il Gol.

Stessa identica cosa vale per le selezioni giovanili, questo è uno sviluppo in attacco dell'Under 21 dove si notano parecchi " fuori ruolo".

Capitolo 2, Fase difensiva
E qui si può aprire una diatriba che può durare secoli, ma vedendo i risultati, bisogna accantonare il catenaccio e contropiede. Più si sta alti, più si attacca più si difende meglio ed è questo uno dei principi fondamentali della Spagna. Un pressing forsennato che permette di riconquistare la palla nella metà campo avversaria. Molto più semplice offendere a 40 metri dalla porta che dopo aver conquistato palla a 80 metri.
Un sotto capitolo di questa filosofia dobbiamo dedicarlo al cosidetto Gegenpressing, nome che fa moda, ma che semplicemente in Italiano si traduce come "Riaggressione". In poche parole quando una squadra perde palla, va subito in pressing ultra offensivo con almeno 4 uomini dove è stata persa la palla nella determinata zona di campo in cui si sta giocando. Tecnica che sembra rischiosa, ma se allenata nel giusto modo porta i suoi frutti come vedremo nelle seguenti immagini e nella clip riassuntiva.
Nazionale Maggiore

Spagna Under 21

Spagna Under 17

Altra cosa da sottolineare: quando il possesso è degli avversari, e quindi non più dopo una perdita in una determinata zona del campo, gli Spagnoli con determinati uomini, salgono per cercar di recuperare il possesso più vicino possibile alla porta avversaria. Gli uomini chiave sono i terzini, le mezz'ali e gli esterni offensivi.

Carvajal fondamentale, addirittura è sulla linea dei trequartisti ma questo non è un problema. Silva chiude le linee di passaggio a Bonucci che intanto è pressato addirittura da una mezz'ala, Isco. Koke fa da schermo, Iniesta e Asensio a uomo. Negli ultimi 30 metri ci sono più uomini offensivi che avversari. Palla logicamente lanciata lunga e recuperata. Anche i più piccoli non si scompongono, l'under 17 propone lo stesso ideale

E anche qui la palla è recuperata. Il coraggio va premiato, e proprio l'under 17 costruisce un gol con questo tipo di pressing. Tutto quanto visto sembra difficile poterlo replicare nel breve-medio termine per la nostra Nazione, ma come dice il Cholo Simeone: "Se ci si crede e si lavora, si può!".
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