Interventi a gamba tesa

Verde speranza


La striscia positiva collezionata dai Celtics, secondo chiunque, per quanto impressionante e condita di vittorie anche senza Irving e Horford, sarebbe dovuta finire giovedì notte contro i Warriors campioni. I Verdi però hanno avuto ancora qualche cosa da dire in proposito. Dopo aver battuto i californiani, sono sempre in testa all’NBA con un record di 14–2, dove le quattordici vittorie sono arrivate tutte in fila. Avremmo fatto fatica ad immaginare uno scenario simile con Hayward in campo, com’è possibile ora che sono senza?


Give ’em the D

Il dato fondamentale è quello che riguarda le statistiche difensive: come squadra, i Celtics sono la prima difesa e sono riusciti a mantenere gli avversari sotto i 95 punti (i Warriors, miglior attacco del campionato a 117 a partita, sono rimasti a 88 contro di loro). In questo frangente è importante che siano riusciti a raccogliere giocatori che finalmente riescono a catturare rimbalzi in difesa e, ancora di più, la lunghezza della panchina: sia come numero di giocatori che come lunghezza delle braccia. Grazie anche alla versatilità del roster infatti, i Verdi stanno tenendo gli avversari al 33% da tre e al 43% totale dal campo. Mostruosi.

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Dopo lo scambio Thomas-Irving, l’addio di Crowder e di Bradley si sono sollevati molti dubbi rispetto alla tenuta difensiva che Boston avrebbe avuto questa stagione, ma se Bradley è un ottimo difensore uno contro uno, le statistiche di squadra con lui in campo non sono mai state ottimali; per quanto riguarda gli altri due, Crowder, lo ripetiamo ancora, è stato un buon difensore appena entrato in NBA, ma oggi il suo valore è tutto e solo nel contratto scontatissimo che ha, mentre, per quanto riguarda Thomas, è difficile aspettarsi che uno che arriva al “alle parti basse” di chi deve marcare possa fermarlo senza dargli una testata. Che poi sarebbe pure fallo (doppio senso non del tutto voluto).

La trade dell’anno, qualche mese dopo, è stata stravinta chiaramente dai Verdi, anche perché Irving ha dimostrato non solo di potere difendere, ma anche di volerlo fare: i limiti sono ancora evidenti, ma, come dicono dalle mie parti, “piuttosto che niente è meglio piuttosto”. Offensivamente pare che si limiti molto, cercando di restare dentro il sistema di Stevens per facilitare la squadra: viaggia a 20 punti e 5 assist di media, le percentuali non sono ottimali, ma sappiamo tutti che è in grado di ammazzare una partita da solo in caso di bisogno.

The J-Team

Con due terze scelte consecutive negli ultimi due draft, Boston ha scelto Jaylen Brown e Jayson Tatum: se è chiaro che Simmons sia il fenomeno dell’anno scorso (su Ingram iniziano ad esserci dei dubbi, mentre i “meh” non si contano più), Tatum sembra essere quello di quest’anno. I due, che fanno quarantanni insieme (che sembra una cazzata, ma in generale i primi anni i rookie si limitano a portare letteralmente le borse ai vecchioni, altroché giocare), non hanno aspettato molto per prendere l’infortunio di Hayward come un’occasione per responsabilizzarsi e lo hanno fatto al meglio. Rispettivamente, stanno viaggiando a 15 e 14 punti e 7 e 6 rimbalzi a partita, giocando oltretutto una grande difesa. Questi poi non possono che migliorare.

Può bastare?

I Celtics hanno battuto i Warriors, ma hanno battuto dei Warriors molto cazzoni e annoiati, come è normale che siano i campioni a metà novembre. È difficile proiettare la Eastern conference fino a maggio: Cleveland ha sempre LeBron, e questo conta ancora qualcosa,  ma non difendono né difenderanno mai come si dovrebbe; Washington ha sempre una buona squadra e un allenatore mediocre, ma forse ha un Cousins in arrivo; Toronto è solida e ora tira anche da tre, ma resta Toronto; Milwaukee ha Giannis e un Bledsoe in più, ma la difesa resta abbastanza latitante e l’attacco è meno fantasioso delle battute sui Cucciolone. C’è sicuramente spazio di manovra per i Celtics, anche perché, con l’infortunio di Hayward (che ancora non è stato bloccato per l’intera stagione e resta fuori “indeterminatamente”…), hanno potuto ottenere un’eccezione salariale per uno scambio che potrebbe migliorare ulteriormente il roster. Questi Celtics possono battere tutte queste squadre, ma anche perdere con tutte queste squadre, specie contro i Warriors in finale. L’unica cosa innegabile? Sono uno spettacolo da guardare e lo saranno fino a fine stagione. Conviene approfittarne.

"Ho trovato 'sti campioni in campo e GLIEL'HOBBUTTATO"


 

Luca Zaghini, nato a Cattolica il 17 gennaio 1993. Laureando in Italianistica, appassionato di linguaggio e pallacanestro: le mie giornate (ed il mio cuore) sono come un pendolo che oscilla incessantemente fra i maggiori pensatori di tutti i tempi e i più grandi ignoranti pieni di sé che abbiano mai messo piede su un parquet. Fermo oppositore dei compromessi, mi concentro solo sugli estremi della gerarchia cestistica, NBA e campionato universitario bolognese. Già redattore della pagina Deportivo la Piadéina.