Interventi a gamba tesa

Ultima chiamata per il Milan


22 Ottobre 2016, ore 22.05, Stadio Giuseppe Meazza in San Siro, Milano. Manuel Locatelli è al suo primo big match in serie A e decide di cambiare la storia della sua carriera (da giovanotto di belle speranze a predestinato), infilando Gianluigi Buffon sul palo lungo, con un terra-aria imparabile. Lacrime e tuffo sotto al primo rosso.


Una semplicità di cacio da pelle d’oca. Gol fantastico.


Questo gol, da sigla della serie A, regalerà al Milan un’insperata vittoria, complice la svista arbitrale di Rizzoli nel primo tempo sul gol di Pjanic e un miracolo di Donnarumma all’ultimo secondo, su tiro di Sami Khedira.

Dopo il fischio finale si concretizza l’impresa dei rossoneri che, fermando l’armata di Allegri, acquisiranno fiducia nei loro mezzi e batteranno i bianconeri anche nella Supercoppa di dicembre, contro ogni pronostico, di nuovo. L’ultimo Milan–Juve a San Siro dell’era Berlusconi se lo aggiudicano i rossoneri chiudendo un’epoca di battaglie gloriose. Il primo dell’epopea finì 1-1 (Serena A.–Virdis) nel febbraio dell’87.
Corsi e ricorsi storici.

Oggi pomeriggio alla Scala del Calcio andrà in scena un altro capitolo di Milan–Juventus.
Il primo capitolo del Milan cinese.

Rispetto a un anno fa, tante cose sono cambiate, soprattutto nel Milan. Nella scorsa stagione, il Milan era una squadra senza pressioni e senza grosse pretese tecniche e di gioco; media e tifosi erano molto più concentrati sul passaggio societario. A distanza di circa 370 giorni è cambiato tutto in casa rossoneraUndici nuovi acquisti, nomi altisonanti e annunci in pompa magna. San Siro colmo a metà agosto, robe da Prima Repubblica. Aspettative alle stelle e attanagliante pressione su squadra, tecnico e dirigenza.

Praticamente una nuova squadra al servizio di Montella.

milan acquisti

I risultati del campo però, non sono stati fin qui all’altezza delle aspettative, Montella, giustamente, sempre sulla graticola e presunta polveriera nello spogliatoio.

Aggiungiamo pure che certa stampa, proprio prima di Milan-Juve, tira fuori la storia del fondo Eliott e della “scalata di Scaroni”. Balle? Forse. E comunque, chissenefrega.

Il Milan arriva al prestigioso appuntamento orfano di Bonucci e dopo la prima, vera, convincente vittoria in Campionato contro il temibile Pandoro Meccanico di Maran. Oltre all’odiato ex stopper un altro nome pesantemente in discussione negli ambienti Milan non sarà della partita, Giacomo Bonaventura.
Montella sembra intenzionato a schierare lo stesso undici di Verona, fatta eccezione per Calabria che verrà sostituito da Christian Zapata, con conseguente spostamento di Ricardo Rodriguez sulla linea dei quattro di centrocampo.

L’aspetto tattico più interessante visto a Verona è proprio l’elastico difensivo (risultato a cui Montella voleva arrivare da un bel po’): da difesa a tre a difesa a quattro a seconda delle situazioni di gioco e con elasticità. Assunto molto in voga nel calcio d’oggi, già presentato da Montella negli anni fiorentini e ben utilizzato anche da Allegri nel finale della scorsa stagione.

L’uomo chiave della difesa rossonera di domani sarà proprio Zapata. In primo luogo perché è un giocatore in grado di fare perdere la partita alla propria squadra con una facilità inquietante, in secondo luogo perché, se in giornata positiva, è il miglior uomo per marcare Higuain e i precedenti sono dalla sua. Sempre implacabile. Per questo, probabilmente, il centrale di destra sarà Musacchio, pronto a scivolare terzino quando il famoso elastico entrerà in azione.

Sveglia Cristian, noi ci crediamo.

cristian zapata

La domanda di tutti è: riuscirà il Milan a reggere la forza d’urto dell’inarrestabile fase offensiva di Allegri?

Capitolo centrocampo, l’anima Borini trasloca a destra, fascia su cui, a mio avviso, si decideranno le sorti della partita. Il buon Fabio avrà l’infame compito di fronteggiare Alex Sandro e Mandzukic aiutato da Musacchio e da Frank Kessie, al quale si richiede il definitivo salto di qualità e di maturità. Domani il suo lavoro di tampone sarà fondamentale, il ragazzo è sotto esame dopo avere steccato il derby. Anche perché Locatelli è in gran forma, interpreta sempre bene i big match e morde il freno.

A proposito di esami, di fianco a Kessie ci sarà, salvo forfait ( è un’ipotesi ), Lucas Biglia.
Oltre a portare la fascia di Capitano, l’argentino è chiamato a prendere per mano la squadra con prestazioni degne della sua fama. Finora a Milano si è visto un Biglia autoritario ma stanco e fuori fase. Domani sera il Milan avrà bisogno del suo Governo e della sua lotta, soprattutto sugli inserimenti a fanali spenti del solito Khedira. A sinistra Mr. Elastico Ricardo Rodriguez avrà Cuadrado e quella bellissima persona che porta la maglia numero 26 dei bianconeri per un derby svizzero. La catena sinistra, con Romagnoli, dovrebbe essere quella più collaudata anche se nel derby ha imbarcato un po’ di acqua.

Suso e Chalanoglu.
Mezze ali, Ali, trequartisti, seconde punte? Fate voi.
Quello che conta è che i due incomincino a dialogare tra loro con la palla, dimostrando di essere compatibili ( inaccettabile il contrario ). Fondamentale sarà la loro capacità di inserirsi dietro fra il terzino e il centrale della difesa bianconera. La chiave offensiva del Milan sarà quella, i due di qualità si butteranno negli spazi alle spalle di Lichsteiner e Alex Sandro cerando di portare i fuori i centrali che se la vedranno con Kalinic. Per il croato domani sarà una partitaccia. Dovrà fare a sportellate con Barzagli e con il cerbero Chielllini. Dovrà cercare di favorire gli inserimenti dei centrocampisti e dei trequartisti. Palle pulite ne vedrà poche, dovrà essere bravo a gestirle e capitalizzare al massimo.

Quest’anno Suso di fare gol brutti non ci pensa nemmeno…


L’auspicio è che Montella riesca a preparare al meglio la partita sul piano tattico e motivazionale e che, soprattutto, sia in grado di leggerla in maniera celere per eventuali correttivi. A questo proposito il popolo rossonero chiede a gran voce un maggiore minutaggio per Andrè Silva che, come Cutrone, può spaccare i secondi tempi. Quello che il Milan deve assolutamente evitare è un primo tempo analogo a quello del derby, remissivo e impaurito, senza grinta e senza personalità. Un inizio del genere vorrebbe dire consegnare la partita alla Juventus e questo non può accadere di nuovo.

Montella abbia bene in mente che l’AC Milan non può partire sconfitto in nessuna partita.
Può perdere. Ma se deve perdere deve farlo avendo dato tutto, avendo provato a vincere con ogni mezzo. Ad oggi, l’ambiente accetterebbe di più una sconfitta con onore piuttosto che un pareggio senz’anima.

CASCIAVIT !!!


 

Andrea Ugolini studente di Giurisprudenza, piedi buoni, ispirato da Fernando Redondo. Esteta del calcio, domiciliato presso lo stadio Giuseppe Meazza in San Siro. Giornalista cinematografico e sportivo per hobby. Cresciuto a pane, Massimo Ambrosini e 007. Sogna di sostituire Daniel Craig nel ruolo di James Bond e una cena con Federico Buffa. Collaboratore Sportellate.it