Interventi a gamba tesa

Top of the Flop, 9a giornata


TOP

1) Khedira: Ogni volta che tocca la biglia a Udine vien giù la cavalcata delle Valchirie e un anziano, in tribuna in compagnia di una transenna esclama “Adoro il profumo del Tavernello essiccato alle sei di pomeriggio”. Quisquiglie, quello che resta è un panzer che fa filtro per tre anche giocando in un centrocampo a due e infila pigne, tre, nella porta protetta da un non irreprensibile Bizzarri. Khedira è uno di quei giocatori che ti fa simpatia al di là della maglia. Troppo, dannatamente forte. E in un attimo è un Giovanni che piange “Non ce la faccio, troppi ricordi, troppi ricordi”. #LaLeggendaDelSamiSull’Oceano, voto: triplo Kaioken.

Evviva il Napalm…

2) Immobile: All’intervista post partita prende un accrocchio di parole e le getta lì, saranno poi affari del telespettatore metterle assieme e cercare di dare un senso. Ed è per questo che è così fottutamente imprendibile in campo, non capisci mai dove diavolo sia, fino a quando si palesa e a te rimane un seccante bruciore in zona sacrale. #LaExMoglie, voto: potere distruttivo 99.

3) Handanovic/Skriniar/Kolarov: Il primo sta completando il percorso di beatificazione nonostante le imprecazioni che tira a targhe alterne quando si sfoga con il proprio preparatore. Se non è un miracolo questo. Il secondo ormai non è più un difensore ma un lottatore greco-romano, la gente gli rimbalza addosso e… muta. Il terzo ha staccato il sinistro a Maradona e quando i compagni stentano… lui no, come Sandrone di Strozus, una certezza? No una minaccia. #IlTrioDelleAviMarie, voto: 110 e lode.

Samir The Wall.

handanovic top

FLOP

1) Bonucci: Quando il tuo ruolo è quello di guidare la squadra ma l’arbitro ti becca dopo aver alzato il gomito e ti manda nello spogliatoio a spostare i borsoni dei compagni, dopo ovvia confisca del mezzo. La cosa grave è che dopo il fattaccio il Milan inizia ad avere una difesa e a macinare gioco (con un rigore e mezzo che mancano all’appello). Gomitucci comunque non demorde e sulla scia di Mirabelli giovedì sera, si apposta dietro la panchina per dare, tramite Montella, le giuste indicazioni alla squadra. Baresi in tribuna viene colto da malore. #IlMioGomitoNoNonL’avevoConsiderato, voto: ko tecnico alla prima ripresa.

2) Berardi: Ormai la sua valutazione di mercato è l’incipit di una barzelletta che inizia con “Ti ricordi quando Squinzi chiedeva 40 mln per Berard ?” e si conclude con “Però sui calci piazzati è un cecchino”. In mezzo all’incipit e alla fine, resta sicuramente un ragazzo di talento che però deve svegliarsi e smetterla di mostrarlo solo contro con un Milan disastrato (da Allegri in poi), facendo bestemmiare ogni singolo fantallenatore su questo fottuto pianeta (ovviamente ieri l’avevo titolare nel mio tridente). Domenico sei riuscito a fare incazzare tutti quanti. Ti devi qualcosa, gli devi qualcosa (al Sassuolo) e CI devi qualcosa. Inizia col tornare a giocare a pallone su dei livelli decorosi. #somaro, voto: -10 punti sulla patente.

3) Vicari: Quando per impressionare la tua donna decidi di emulare le gesta di Gerrard ma ti si inceppa il Dvd e per una settimana guardi a nastro la registrazione dello svarione che costò al Liverpool una Premier. Così entri in campo carico a pallettoni e pronti via al minuto uno, patatrac. Però al minuto uno, ne restano 89’ per riprenderla. Già ma l’intelligente non è un cretino e così si limita ad arrossire mentre Gomis para un rigore e il Sassuolo resta in 10. #BalleSPALziali, voto: 4 giorni di prognosi

Vicari l’intelligente.

Fine delle trasmissioni. Per ora.

JL


 

Jacopo Landi, sangue misto nato nell'aprile del 1988 in quel di Milano ma in realtà appartenente (in parti uguali), per origini, a: Emilia Romagna, Toscana, Valle d'Aosta, Lazio, Abruzzo ed India. Lavora un po' in tutti i settori possibili, tranne quello del narcotraffico. Matura esperienza come giornalista, prima cinematografico e poi sportivo presso il giornale on-line Italia Post, il sito calciomercato.com e le collaborazioni coi giornalisti Fabrizio Biasin e Alfredo Pedullà. Ha inoltre collaborato con la compagnia teatrale "I Birbanti" e firmato un corto personale "Una birra al bar" tratto da una novella del buon (e sacrosanto) Bukowski. Dal 2013 collabora prima con la Nella Longari arte, poi con la M77 Gallery e infine con la Renata Fabbri Arte contemporanea; prima di tornare nel mondo della produzione in qualità di sceneggiatore. Non potrebbe vivere senza filosofia, donne, cinema, whisky e buona musica. Collabora con Sportellate perché dopo il video di Corona sul "pene" di Adriano non riteneva di poter essere da meno.