Interventi a gamba tesa

GP di Austin, trionfo Mercedes.


Finalmente in terra texana abbiamo assistito ad una gara con sorpassi, contro-sorpassi e scaramucce.
Sarà forse stato merito dell’atmosfera da incontro di boxe che hanno saputo creare gli americani nel pre gara, un’atmosfera spettacolare e tamarra come solo in territorio a stelle e strisce sanno fare. Hamilton vince, Vettel arriva 2° e Verstappen fa una grande rimonta ma viene beffato dal regolamento, cedendo così il 3° posto a Kimi.


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Mercedes.
Grande squadra, grandi piloti e grande macchina. Questo ha permesso alla Mercedes di vincere ieri il campionato mondiale costruttori.
Lewis Hamilton: partenza non lucida per l’inglese che si fa beffare da Sebastian alla 1° curva. Ma niente paura, si sa che questa pista è roba sua e Lewis non attende molto prima di ribadirlo: al 6° giro subera Seb e se ne va in solitaria a vincere la gara. In questo weekend, speso tra catene d’argento e scenette con Usain Bolt, Hamilton riesce ancora a far capire chi è il più forte e se ne va da Austin con 66 punti di vantaggio sul tedesco.

Valtteri Bottas parte 3° e arriva 5°. Ennesimo weekend anonimo per il finlandese che mostra qualche bagliore di vitalità solo qunado deve difendersi dagli attacchi di Daniel Ricciardo e di Max Verstappen.
A fine gara il team gli fa cambiare le gomme (tanto quel pit stop non gli avrebbe fatto perdere la 5° posizione) probabilmente per tentare di ottenere il giro veloce della corsa. Ma Valtteri non riesce nemmeno in questa impresa, lasciando così il giro veloce della gara alla Ferrari di Sebastian Vettel.

Ferrari.
Sebastian Vettel arriva 2° e regala a hamilton altri 6 punti importanti in classifica.
Bravissimo in partenza, poi soffrei il passo di Lewis, così si accontenta della 2° posizione, ma non senza difficoltà.
In crisi con le Soft, adotta la strategia di 2 pit stop, riesce così a superare nel finale gli altri big, per arrivare sul traguardo a 10 secondi da Hamilton.
La perla della corsa? Il sorpasso di Seb su Bottas alla 1° curva, in cui è costretto a sbisciolare tra la Mercedes e la McLaren del doppiato Vandoorne; roba da Play Station.

Kimi Raikkonen fa un’ottima gara, mostrando di avere ancora il talento e la voglia di stare lì davanti.
La strategia a 1 pit stop lo mette in crisi nel finale, finchè Verstappen lo supera poche curve dal traguardo. La penalizzazione dell’olandese gli consente però di salire sul podio. Ottimo weekend dunque per lui: è un Kimi ritrovato.

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Red Bull.
La macchina va veloce, eccome. Se entrambi i piloti non avessero avuto problemi nel weekend, sarebbe venuto fuori qualcosa di molto importante per il team austriaco.
Max Verstappen parte 16° a causa di penalizzazioni. Compie una rimonta incredibile fino ad agguantare il 3° posto.
Ma proprio quando Max si trova nella stanza dietro il podio, quasi pronto a sollevare il suo trofeo davanti al pubblico, ecco che compare Kimi Raikkonen alle sue spalle. un commissario si avvicina a ;Max e gli dice di tornare nel suo box, perché?
Perché il sorpasso su Kimi è stato effettuato con tutte e 4 le ruote della vettura fuori pista e quindi, secondo regolamento, l’olandese deve essere penalizzato. E’ sufficiente una penalizzazione di 5 secondi per fargli perdere il 3° posto.
Comunque bravo Max.

Daniel Ricciardo parte benissimo, si vede fin da subito che è carico. Dalle prime fasi comincia a ingaggiare una lotta con Bottas, non riuscendo però a concretizzare il sorpasso.  Peccato che dopo il 1° pit stop la vettura lo abbandoni, problemi al motore.

Force India. 
Ottima la vettura e ottimi i piloti.
Nonostante un po’ di tensione tra i due durante la gara, fatto a cui ormai siamo abituati, concludono 6° (Oconn) e 8° (Perez). Il momento migliore? Quando sembrava che stesse per cominciare una lotta in pista tra i due e il padre di Perez ai box si è voltato dando le spalle allo schermo, come se non volesse vedere questo ennesimo confronto.

Renault.
Hulkenberg è costretto al ritiro, l’ennesimo.
Sain, invece, fa un garone al suo GP di esordio con la squadra francese. Passa il traguardo 7°, tra le due Force India. Difficile immaginare un inizio migliore.

Chiudono la zona punti Felipe Massa, non brillante in questo weekend, e Daniil Kvyat che dopo essere stato scartato lontano dalla Formula 1 per 2 Gran Premi, torna e riesce a dare 1 punto alla Toro Rosso.

Cartellino Rosso a Ericsson che sfrutta il fatto che Magnussen stia facendosi doppiare da Vettel per tentare un sorpasso alla cieca. Ovviamente finisce male e Ericsson si becca 5 secondi di penalità.


 

Nata a Brescia nel 1996. Fin da piccola si allontana dai giochi, sostituendoli con Valentino Rossi e Michael Schumacher. Studia Lettere Moderne all’Università Cattolica e nella sua vita è riuscita a guadagnarsi un retweet da parte di Paolo Beltramo, con tanto di 15 esaltanti minuti di fama come profetizzò Andy Warhol nella celebre frase "In the future everyone will be world-famous for 15 minutes".