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- di Jacopo Landi

Top of the Flop, 7a giornata


Top

1) Parolo: presidente onorario di quei calciatori che inspiegabilmente sbocciano in zona 30 anni. Ieri due sassate per dare il colpo di grazia a un Sassuolo più anonimo della nuova canzone di Gianna Nannini. Tanta corsa, randellate che neanche nelle arene dei Pokemon. Se facesse di più, sarebbe nella terza stagione di “Narcos”. Per intenderci… non è un caso che senza di lui Biglia stia faticando. Facciamo il gioco “escimi Kessie entrami Parolo” e vediamo cosa succede al centrocampo rossonero. #ParoloDure

2) Luis Alberto: acquistato per una tavoletta di ribes e un doppione della figurina di Vampeta, piano piano lo spagnolo ha iniziato a girare e adesso, come si dice a Roma, so’ cazzi acidi per chiunque se lo trovi di fronte. Metronomo che manco dovesse suonare il piano. Sereno nelle giocate neanche si fosse fatto una cannetta pre match. Letale come una ex moglie quando deve concludere #LuisAlbertoAngela

3) Brozovic e Palacio: quando il primo decide di voler giocare è ancora capace di vincere le partite da solo o ripulire senza traccia un appartamento da tutto il rame che conserva. E tutto questo nonostante la corsa alla Pistorius che lo accompagna chissà perché. Il secondo corre come se fosse tornato ad avere 17 anni e quando c’è da pucciarla ci pensa sempre lui. Una sentenza ma molto presto una leggenda. A Genova l’hanno presa bene. #IlPalacio

Flop

1) Puggioni: un’uscita senza senso, ingiustificatamente mutuata dai balletti sexy di Malgioglio nel GfVip. Alzi la mano chi, dopo l’errore, non ha ripensato alla scenetta Boskov-Pagliuca. Poverino poi lo giustiziano con trentordici rigori ma se il là alla questione lo dai tu… #PuggioniNelleMani

Grandissimo video

2) Romagnoli: o ha visto Space Jam o qualcuno gli ha zappato il talento. Passi la vaccata con l’Udinese ma con la Roma balla che neanche Dirty Dancing. Riesce pure a spiazzare Donnarumma con una maestria che appartiene a uomini decisamente più navigati come, che ne so, Zapata o Bruno N’Gotty. Può entrare nella storia del Milan, daje Alessiè, dalla parte giusta però. #FrancoTiratore

3) Dybala e Buffon: il primo calcia il rigore con le pantofole d’oro e nonostante lo stipendio ha una paura  matta di rovinarle, Berisha ringrazia e si accascia a respingere il pallone, non prima di aver finito la tisana della buonanotte. San Gigio, a cui noi tutti, dobbiamo moltissimo, se non tuttissimo respinge alla Vid Belec la punizione che poi Caldara (yessa celo al Fanta) insaccherà per il goal che risveglierà l’Atalanta neanche fosse la banda di Abatantuono in “Attila flagello di Dio”. Un errore ci può stare Gigi però dai che abbiamo e ho un disperato bisogno di vederti continuare e chiudere da Signore dell’area di rigore.

Fine delle trasmissioni. Per ora.

JL


 

 

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Nato il 6 aprile del 1988 a Milano figlio orgoglioso di una città che ama con odio. Nelle vene sangue misto che ne fanno un figlio del mondo senza fissa dimora. Tra un gin tonic e un whiskey ben concepito ha consacrato la propria esistenza all’arte della buona musica con De Andrè, Shane McGowan e Chat Baker a strapparsi pezzetti di anima. Il cinema come confessione condivisa. L’amore per la beat generation e per quel mostro di James Dean. Interista con aplomb anglosassone per il gioco più bello del mondo. Crede che verranno tanti giocatori meravigliosi ma più nessuno con la corsa di Nicolino Berti.

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