, 25 Settembre 2017
2 minuti

Top of the Flop, 6a giornata


Top

1) Dybala: sul primo goal mette la palla nello spazio di 15 centimetri tra le gambe dei difensori. Sul secondo salta Sirigu come un birillo. Poi tunnel in fazzoletti, aperture. Insomma, delizia tutti con le classiche giocate da partitella del giovedì. Se non fosse che siamo di sabato. Se non fosse che è il derby. Se non fosse che risulta troppo, troppo presto. Miha aveva detto in conferenza “Sarà una partita tra il bianco e nero e il colore, tra i padroni e la squadra del popolo”. Dybala mette tutti d’accordo e il popolo torna a casa mesto per la sconfitta ma esaltato per le sue pennellate. #Leonardo #Dy #Bala

2) Immobile: nonostante la terza stagione di Gomorra sia alle porte, Ciro non mostra la minima fatica per la doppia veste di attore e calciatore e semina il panico anche a Verona. Prima trasforma il rigore di giustezza tirando una fucilata che manco Optimus Prime, poi semplicemente ara la difesa avversaria saltando gente che cade per terra come se ci fossero qua e là delle mine. A occhio e croce su Formello è scesa la reincarnazione di Don Pietro Savastano #CiRipigliamo #TuttoQuello #CheE’Nostro

E se è strepitoso il rendimento finora del 10 bianconero, probabilmente quello che sta facendo il nostro Ciro è ancora più insensato...

dybala immobile top

3) Ghoulam: partita acida quella contro la Spal, che un’idiozia fotonica di Rog stava già trasformando in rimpianto. Poi Ghoulam si ricorda che c’è una Falafel Cup da conquistare e scatta come un Varenne di razza sulla fascia (scartando anche Bear Grylls e sua madre) e deposita al giro di piattone un goal bellissimo. Corri, corri Faouzi, un kebab non te lo toglie nessuno. #unKebab #èPerSempre

Flop

1) Zapata: #MaInCheSenso? Presto, fate un esame cognitivo a quell’uomo. E’ ancora convinto che Majin Bu lo abbia separato dalla sua metà accasatasi alla Sampdoria e lui nel tentativo di propiziare la riconciliazione, lo fa segnare con un passaggio che mi ha ricordato un tal Gresko. Lacrime per i difensori milanisti, lacrime per i tifosi milanisti e un ictus per me ricordando quel maledetto *******. #ProprioLui

2) Baselli: ora…va bene che ti hanno aizzato che neanche Mike Tyson. Va bene che giocare con Rincon farebbe bestemmiare anche Papa Benedetto. Va bene che Niang più che un calciatore sembra uno scappato da Pechino Express. Ma perché diavolo ti metti a fare la tartaruga ninja a mezz’ora nel primo tempo quando sei già sotto di un goal ? #Porque

Porque Daniele? Porque?

3) Pecchia&Baroni: tra lui e Baroni (Benevento) meriterebbero un trailer di Maccio Capatonda. Hanno fatto incazzare i loro presidenti, i loro calciatori, i tifosi, gli arbitri e l’antidoping. Ad ora gli unici che sperano in una loro riconferma sono gli scommettitori che partono il venerdì con due risultati già in saccoccia. #curriculumallaSnai

 

Fine delle trasmissioni. Per ora.

JL


 

Autore

  • Nato il 6 aprile del 1988 a Milano figlio orgoglioso di una città che ama con odio. Nelle vene sangue misto che ne fanno un figlio del mondo senza fissa dimora. Tra un gin tonic e un whiskey ben concepito ha consacrato la propria esistenza all’arte della buona musica con De Andrè, Shane McGowan e Chat Baker a strapparsi pezzetti di anima. Il cinema come confessione condivisa. L’amore per la beat generation e per quel mostro di James Dean. Interista con aplomb anglosassone per il gioco più bello del mondo. Crede che verranno tanti giocatori meravigliosi ma più nessuno con la corsa di Nicolino Berti.

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