Interventi a gamba tesa

Pietro Pellegri, il diamante “grezzo” di Preziosi


Incominciamo subito con una precisazione: a definire Pietro Pellegri “grezzo” non siamo noi, ma bensì il suo Mister Ivan Juric, il quale ha recentemente dichiarato che il ragazzo deve ancora crescere molto, tatticamente e mentalmente.


Tuttavia, agli occhi di tutti gli appassionati di questo sport, tanto acerbo non appare. Dati alla mano, infatti, il classe 2001 di Genova risulta aver segnato 3 reti in soli 131 minuti di Serie A, collezionando peraltro già ben due record: più giovane giocatore di sempre ad aver esordito in serie A (15 anni e 280 giorni) e più giovane ad aver segnato una doppietta (superando un certo Silvio Piola).

Cifre e statistiche mostruose. Ancora più mostruose se pensiamo che il ragazzo ha, appunto, sedici anni.

Esatto, sedici.

Just like a dream…

pellegri top

Pietro Pellegri infatti è nato il 17 marzo del 2001 nella sua Genova, dove è cresciuto umanamente e calcisticamente e dove proprio con i rossoblù è diventato il più giovane giocatore della storia ad esordire in Serie A, grazie al debutto con il Grifone lo scorso 22 dicembre nel match contro il Torino.
Del ragazzo si è sempre parlato bene, sin da bambino. A tal punto che, già due anni e mezzo fa, il Presidente del Genoa Preziosi profetizzava: “Il prossimo Messi? Ce l’abbiamo già a Genova, si chiama Pellegri, ha 14 anni e gioca nei nostri Giovanissimi. E’ un ragazzo straordinario, ma spero che non mi senta sennò si monta la testa”.

Ora, tutti sappiamo che i paragoni con Messi non hanno mai portato tanto bene (vero Torje?), ma in questo caso siamo davanti a qualcosa di davvero incredibile. Certo, di Lionel ha ben poco: punta centrale, 191 centimetri di altezza e fisico da granatiere. Insomma, caratteristiche fisiche (ma anche tecniche) che promettono bene, ma più che la “Pulga”, ricordano il suo idolo d’infanzia, sua maestà Zlatan Ibrahimovic.
Del resto, come fu per lo svedese, la sua ascesa fino in prima squadra è stata caratterizzata da valanghe di gol e prestazioni sensazionali nelle giovanili, che hanno fatto sì che il talento di Pietro non passasse inosservato alle big. Infatti, tantissimi sono i club, nazionali e non, che da tempo hanno messo gli occhi addosso all’enfant prodige di Genova, tanto che già in estate per poco l’audace Walter Sabatini non riusciva a portarlo sulla sponda nerazzurra di Milano in una costosissima operazione che vedeva compreso anche l’amico e compagno di squadra Anthony Salcedo Mora (altro classe 2001). Alla fine, però, l’affare estivo è saltato ed i tifosi Genoani hanno potuto tirare un sospiro di sollievo. Per il momento.

Questo inverno Pietro Pellegri dovrà dunque “accontentarsi” di vestire la casacca numero 64 del Genoa, un tempo numero di suo padre, Marco Pellegri, Team Manager ed ex calciatore rossoblù che domenica è esploso in un pianto sincero al secondo gol del giovane figlio contro la Lazio.

A 16 anni segna due gol in serie A. Il padre si commuove.Lui si commuove a vedere il padre. Forse c’è ancora speranza.


Proprio con la maglia del Grifone, dunque, Pietro ha l’occasione di crescere e mettersi in mostra questa annata calcistica e, con la doppietta di domenica, complice anche l’infortunio di Lapadula, potrebbe essersi conquistato definitivamente uno ruolo da protagonista per la stagione che verrà.

Di certo è ancora presto per esprimersi sul futuro del giocatore, ma una cosa è certa: il ragazzo ha tutte le carte in regola per mantenere fede alle premesse e, a nome di tutta l’Italia calcistica e del movimento sportivo italiano, ci auguriamo fortemente sia così.


 

Nato a Rimini il 2 dicembre 1991. Laureato in giurisprudenza in un caldo ottobre milanese del 2015. Attualmente fa a “sportellate” per ritagliarsi un posto come professionista nel mondo dell’avvocatura. Il suo cuore appartiene alla Romagna, al sinistro di Beppe Signori ed al calcio in generale, sport che pratica tra una distorsione e l’altra. Ha scritto di calcio per “Discorsivo.it” e condotto la radiocronaca di numerose partite alla playstation. Sogna di segnare su punizione a San Siro (magari alla juve).