Interventi a gamba tesa

GP di Singapore: il suicidio Ferrari e la fortuna di Hamilton

(Photo by Lars Baron/Getty Images)


Il circuito di Marina Bay è coperto di acqua, per la prima volta da quando 10 anni fa entrò nel calendario del mondiale. Sotto la pioggia asiatica, quando si spengono i semafori parte il delirio. Sembra di assistere a uno spettacolo tra gladiatori, volano pugni e colpi e alla fine molti ne escono feriti. Hamilton, a suo dire “benedetto da Dio”, vince una gara che neanche nei suoi sogni migliori pensava di portare a casa e Ricciardo arriva secondo, ma delude le aspettative e si eclissa all’ombra dell’inglese.


mercedes ferrari

Alla partenza Vettel scatta bene, ma meglio di lui parte Verstappen che arriva quasi ad affiancarlo. Dalla seconda fila, intanto, Raikkonen compie un capolavoro e fa la migliore partenza dell’anno, peccato che sia stata l’inizio della fine. I due piloti Ferrari chiudono Verstappen in un sandwich e danno il via ad una carambola che finirà per coinvolgere anche il povero Alonso.
Ci sono scintille ovunque e, alla fine di questo spettacolo pirotecnico, le due vetture di Kimi e Max sono visibilmente rovinate.

Dopo 3 o 4 battiti di cuore saltati, gli spettatori vedono Sebastian mantenere la testa della corsa e andare avanti, ma non c’è stato nemmeno il tempo di tirare un respiro di sollievo. Infatti ci mette poco la macchina di Vettel ad accusare il colpo e così, in un attimo, il tedesco comincia a roteare come una trottola fino a che non colpisce il muro, perdendo il musetto.

E ora arriviamo alla fatidica domanda: di chi è la colpa?
Secondo la Direzione Gara non è possibile attribuire la colpa dell’accaduto del tutto o in larga parte ad uno dei piloti coinvolti.
Non ci resta quindi che metterci il cuore in pace e vedere se la Ferrari di Vettel riuscirà a recuperare quel fortunello di Hamilton, perché come ha detto Arrivabene “Ferrari lotterà fino alla fine”.

Alla fine anche Alonso è costretto a fermarsi. Ha tentato di continuare la gara, ma la sua McLaren sembrava fosse stata morsa da uno squalo: sulla fiancata sinistra mancava letteralmente un pezzo di vettura. Così, dopo una partenza incredibile, Fernando è costretto a guardare la gara dai box, tanto per cambiare.

Mercedes.
E allora, quando tutti hanno problemi, chi è l’unico a stare alla grande?
Lewis Hamilton ovviamente. Si sa che i grandi campioni sono spesso baciati dalla fortuna, e Lewis ieri con la fortuna ci ha fatto l’amore. Lento per tutto il weekend, a causa del passo lungo della sua Wo8, partiva 5 in griglia e mirava a fare una gara in difesa, nel tentativo di farsi recuperare meno punti possibili da quel missile di Vettel. E invece dopo 3 curve si ritrova primo e, astuto come è, comincia a spingere per togliersi dalle calcagna quel segugio di Ricciardo. La gara fila liscissima, semplice come bere un mojito in una serata d’Agosto, e Lewis se ne torna a casa con 28 punti in campionato più del suo diretto avversario.
Ovviamente, visti i 3 interventi della Safety Car, non potevano mancare le sue solite lamentele su quanto la Safety Car sia lenta e bla bla bla. Ma a un campione così perdoniamo tutto, anche la pesantezza. Valtteri Bottas invece è stato un’ombra per tutto il weekend. Mai incisivo, mai veloce come il compagno. Alla fine passa il traguardo in 3° posizione ma solo grazie all’azione kamikaze delle Ferrari e di Verstappen, e grazie a quell’astronave che si ritrova sotto il sedere. La sua gara è stata talmente grigia che per diversi giri ha anche rischiato di vedersi soffiare il terzo posto da Nico Hulkenberg, alla guida di una Renault, ripeto: alla guida di una Renault.

Red Bull.
Daniel Ricciardo delude le aspettative e arriva 2° senza mai avere la possibilità di attaccare Hamilton.
Venerdì e sabato aveva dimostrato di avere un passo indiavolato, ma ieri, a causa della pioggia, non aveva più il grip dei giorni precedenti. Si è fatto rifilare da Hamilton manciate copiose di secondi, che, per fortuna del pilota Red Bull, sono sempre state ridotte dall’ingresso della Safety Car.

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Toro Rosso.
Uno strepitoso Carlos Sainz conquista il 4° posto e il miglior piazzamento della propria carriera.
Non si fa frenare dall’aver firmato un contratto con la Renault e continua a spingere come un dannato sulla sua Toro Rosso. Bravissimo.
Daniil Kvyat dà il meglio di sé quando dice via radio al muretto di lasciarlo stare, insomma un “Leave me alone” stile Kimi, ma poco dopo va a impattare col muro.

Force India.
Sergio Perez passa il traguardo 5° e porta a casa dei punti importanti dopo aver recuperato 7 posizioni.
Ocon, il iorno del suo 21° compleanno, dà spettacolo insieme a Magnussen e Massa, deliziandoci con sorpassi a 3. Chiude 10° e ottiene 1 punto.

Renault.
Grandissima gara ieri per entrambi i piloti Renault.
Hulkenberg fa magie e difende la 4° posizione per gran parte della corsa. E’ talmente in palla che per un paio di volte è sembrato in grado di stare con Bottas e di poter evitare di raggiungere un nuovo record negativo: il massimo numero di gare disputate senza essere mai salito sul podio. Alla fine della corsa però la sua vettura accusa un problema, sarà dunque costretto al ritiro.
Palmer fa una gara incredibile. Tira fuori quella cazzima che solo un pilota senza la fiducia del team può avere. Ottima 6° posizione per lui.

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McLaren Honda.
Vandoorne è stato bravissimo in qualifica (9°) e ancora più bravo in gara, dove conquista la 7° posizione. In una pista lenta come Singapore, dove conta meno il motore, la McLaren soffre meno e Vandoorne riesce a sfruttare al meglio questa occasione.
Vorrie poter dire lo stesso per Fernando Alonso, ma purtroppo le cose non gli sono andate bene nemmeno questa volta. Dopo una partenza incredibile che lo catapulta nelle prime posizioni, viene centrato dalla coppia Verstappen-Raikkonen e ovviamente non finisce bene per lo spagnolo. Nemmeno qui, dove il suo talento avrebbe potuto farlo arrivare nelle posizioni che contano, Fernando trova la fortuna per fare una bella gara. Si consiglia un weekend di preghiera insieme ad Hamilton, se per l’inglese funziona, non vedo perché non dovrebbe per Alo.

Williams.
Felipe Massa non riesce nemmeno ad entrare in zona punti ed arriva 11°.
il giovane Lance Stroll invece riesce a portare a casa 4 punti e un’8° posizione.

Haas.
Grosjean, dopo un week-end particolarmente difficile, riesce ad ottenere un 9° posto che pareva al di fuori della sua portata, mentre Magnussen, che sembrava ben più in palla del compagno di squadra, dopo un lungo duello con Massa e Ocon è costretto al ritiro da problemi al motore. Ed ora la squadra americana è stata scavalcata dalla Renault nella classifica costruttori.

La Sauber ha perso un’ottima occasione. In una gara come questa avrebbe potuto sperare di ottenere qualcosa di più, ma Ericsson va a muro causando l’ingresso della Safety Car, e Wehrlein conclude ultimo, a due giri dal penultimo…

Mancano ancora 6 gare alla fine del campionato, è possibile per Sebastian Vettel compiere l’impresa o dovrà arrendersi al talento e alla fortuna di Lewis Hamilton?
Per scoprirlo ci diamo appuntamento alla prossima gara, tra 2 settimane in Malesia.


 

Nata a Brescia nel 1996. Fin da piccola si allontana dai giochi, sostituendoli con Valentino Rossi e Michael Schumacher. Studia Lettere Moderne all’Università Cattolica e nella sua vita è riuscita a guadagnarsi un retweet da parte di Paolo Beltramo, con tanto di 15 esaltanti minuti di fama come profetizzò Andy Warhol nella celebre frase "In the future everyone will be world-famous for 15 minutes".