Interventi a gamba tesa

GP d’Italia: Hamilton stratosferico, Ricciardo da urlo e Ferrari anonime


Hamilton si impone di prepotenza come re di Monza, davanti alla sua autorevolezza le Ferrari non hanno saputo fare altro che soccombere. Bottas 2°, ritrova un po’ di cattiveria, e Ricciardo fa alzare in piedi tutto l’autodromo.


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Mercedes.
Lewis Hamilton. Non c’è niente da dire, questo ragazzo è un vero fenomeno. Impeccabile dal primo minuto di Venerdì, all’ultimo di Domenica. Preciso, costante, mai una sbavatura. Ma che divertimento c’è a vedere un alieno che stravince?
Se fino alla gara dello scorso weekend sembrava che Ferrari e Mercedes viaggiassero sullo stesso livello, questa domenica il confronto è stato impietoso per le Rosse. Vettel si è preso 36 secondi, mica poco. Passato il traguardo Hamilton avrebbe avuto il tempo di accendere il telefono, scattarsi un selfie “della gloria” e postarlo su Instagram prima che Vettel finisse la gara.
Per coronare un weekend perfetto, Hamilton decide anche di diventare il pilota con più Pole Positions nella storia della Formula 1, il tutto con una certa facilità. Stratosferico.
Valtteri Bottas si riprende dopo il blackout dell’ultima gara. Scatta dalla 4° posizione e innesca nelle prime curve un duello tutto finlandese contro Kimi Raikkonen. I due piloti dal sangue freddo non si lasciano spaventare da qualche contatto e lottano fianco a fianco per diverse curve. Ad avere la meglio è Valtteri, che, lasciatosi alle spalle Kimi, supera poi i due giovincelli Stroll e Ocon in tempo record, circa un battito di ciglia. Conquistata la seconda posizione, la conserverà fino al traguardo e il distacco da Hamilton rimarrà all’incirca invariato fino alla fine della gara. Quello di ieri è un Valtteri ritrovato.

Ferrari.
L’analisi della gara è dolorosa viste le grandi ambizioni con cui la Ferrari è approdata sul territorio brianzolo.
Grandi imprese, sogni di vittoria e perché no, magari anche una bella doppietta. E invece qualcuno vestito di grigio è venuto a svegliare i Ferraristi e questi bei sogni sono andati in fumo.
36 secondi. Hamilton ha rifilato a Vettel un’eternità. E non c’è molto da dire. C’è chi mette in dubbio le capacità del pilota tedesco, lo stesso che fino a una settimana fa riusciva a rimanere incollato all’ala posteriore di Hamilton senza troppi problemi. Quello che non è andato questo weekend è stata la macchina. Su una pista veloce come quella di Monza la Ferrari viaggiava alla stessa velocità di una Panda, se paragonata alle due frecce d’argento. Sebastian è comunque riuscito a limitare i danni e tenersi stretto un terzo posto importante sia in ottica mondiale che per i tanti tifosi giunti a Monza per vederlo sul podio.
Kimi Raikkonen invece non è riuscito a limitare un bel niente e chiude 5°, superato anche da Daniel Ricciardo, risalito dalla 16° posizione. Il finlandese ha incassato ben 1 minuto di ritardo rispetto al vincitore e 24 secondi rispetto al compagno di squadra.
Dopo la disfatta di questo weekend sarebbe bello avere il neuralizzatore di Men in Black, per cancellarne ogni ricordo.

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Red Bull.
Per fortuna esiste Daniel Ricciardo, sempre pronto a regalare adrenalina agli spettatori.
16° in griglia a causa di cambi sulla sua macchina, non parte a cannone come il suo compagno di squadra, ma il recupero di Daniel è comunque costante e inarrestabile. Travolge uno dopo l’altro tutti i piloti che si trovano sulla sua strada e alla fine corona questa rimonta con un paio di sorpassi da urlo: quello su Perez alla staccata della Roggia, condito con una bella finta, e quello su Kimi Raikkonen.
Chapeau a Daniel che si sarebbe anche meritato di prendere Vettel, giusto per salire sul podio e godersi  gli applausi strameritati del pubblico italiano.
Max Verstappen finalmente non subisce nessun problema tecnico. Ma è nostalgico e così, dopo una grandiosa rimonta nelle prime fasi e 5 posizioni recuperate, decide giustamente di crearseli lui i problemi: entra in contatto con Massa e butta via la sua gara, infatti l’anteriore destra si buca e lui è costretto a rientrare ai box per cambiare le gomme. Ricomincia così la sua seconda rimonta, che dall’ultima posizione lo porta 10° al traguardo.

Force India.
Ocon ha dimostrato il suo potenziale. Giovane, alle prime armi in Formula 1, sabato conquista un eccezionale 3° posto in griglia e domenica tiene testa a tutti quei mastini che lo inseguono. Non potendo battagliare con i tre team maggiori, riesce a portare a casa il 6’posto. Un weekend da applausi.
Perez dopo aver fatto a sportellate con Ocon in Belgio, qui in Italia si ritrova da solo. Niente contatti, niente scaramucce, si potrebbe dire che sia stata una gara noiosa per i suoi standard.
Arriva sul traguardo 9°, anche se nelle ultime fasi sembrava potesse riuscire a superare le Williams davanti a lui.

Williams.
Le due vetture bianche sono tornate protagoniste in questo weekend italiano.
Stroll scrive di nuovo la storia, diventano il pilota più giovane a partire dalla prima fila in un Gran Premio di Formula 1. Zitto zitto questo ragazzino si sta portando a casa conquiste importanti.
Conduce un’ottima gara, sempre a sangue freddo e con la testa sulle spalle. Non commette nessuna sbavatura e nel finale riesce a difendersi da un insidiosissimo Massa. Chiude 7°.
Felipe Massa parte 7° e nelle prime fasi si ritrova assorbito in una lotta con Max Verstappen, per fortuna del brasiliano sarà proprio Max ad avere la peggio, a causa di una foratura.
Felipe chiude la corsa appena alle spalle del compagno di squadra.

Toro Rosso.
Vista la poca potenza di motore di cui dispongono le vetture di Kvyat e Sainz, le ambizioni prima del Gran Premio non erano esattamente alte. Kvyat passa il traguardo 12’ e Carlos Sainz 14’.

Haas Ferrari.
Magnussen arriva quasi in zona punti, ma sul finale si fa soffiare il 10° posto da Verstappen.
Grosjean chiude 15’. Weekend anonimo per il pilota francese, protagonista solo durante il sabato, quando è andato a muro a causa dell’acquaplaning.


Sauber Ferrari.
Wehrlein e Ericsson purtroppo non dispongono di una macchina che sia in grado di esaltare le loro capacità. Passano il traguardo rispettivamente in 16’ e 18’ posizione

McLaren Honda.
Alonso sta decisamente sentendo la frustrazione, tanto che in gara si preoccupa più delle sorti di Palmer, con cui ha ingaggiato una lotta senza esclusione di colpi, piuttosto che delle proprie.
Vandoorne non conclude la gara.

Renault.
Palmer non combina niente di positivo in questo weekend, e per chiudere in bellezza si ritira al 29’ giro.
Hulkenberg  arriva 13’.
Il prossimo appuntamento è a Singapore, pista in cui la Ferrari dovrebbe riuscire a tirare fuori gli artigli.
Dopo la disfatta di questa domenica, le Rosse dovranno dimostrare che la casa di Maranello può ancora vincere il mondiale.


 

Nata a Brescia nel 1996. Fin da piccola si allontana dai giochi, sostituendoli con Valentino Rossi e Michael Schumacher. Studia Lettere Moderne all’Università Cattolica e nella sua vita è riuscita a guadagnarsi un retweet da parte di Paolo Beltramo, con tanto di 15 esaltanti minuti di fama come profetizzò Andy Warhol nella celebre frase "In the future everyone will be world-famous for 15 minutes".