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- di Federica Milanesi

Gp del Belgio: Hamilton raggiunge numeri da record


In una delle piste più belle del mondiale Hamilton raggiunge numeri da record, Vettel si dimostra sempre pronto a tener testa all’inglese mentre Perez e Ocon salgono sulla giostra degli autoscontri.


Mercedes.
Lewis Hamilton porta a casa un altro weekend quasi perfetto.
Sabato ottiene la 68° pole position di carriera, raggiungendo il record di Michael Schumcher, dalla cui famiglia riceve i complimenti per l'occasione.
Domenica guida la gara dalla prima curva fino al traguardo. E allora cosa impedisce a questo weekend di essere perfetto? Sebastian Vettel. In una pista, infatti, in cui la Mercedes era strafavorita, ritrovarsi per 44 giri il tedesco ad un secondo di distanza non deve essere stato semplice per il pilota inglese.

Valtteri Bottas non deve ancora essersi ripreso dalla pausa estiva, vista la sua gara anonima. In 3’ posizione al via, arriva al traguardo 5’, dopo essere stato sorpassato non solo dalla Red Bull di Ricciardo, ma anche dalla Ferrari di Kimi, per altro penalizzato da uno stop-and-go di 10 secondi.

Ferrari.
Sebastian Vettel, dopo aver firmato un rinnovo triennale che lo legherà alla Ferrari fino al 2020 compreso, fa una buona gara e porta a casa un importante secondo posto.
Sempre incollato al posteriore di Hamilton, Seb non riesce mai a trovare il guizzo in cui tutti i tifosi ferraristi sperano  e a superare l’avversario. L’unico tentativo avviene lungo il rettilineo del Kemmel, non appena la Safety Car, entrata in pista per consentire ai commissari di liberare la pista dai detriti provocati dalla collisione tra le due Force India,  rientra ai box, ma il motorone Mercedes resiste e Lewis rimane davanti.
A fine gara il tedesco non riesce a nascondere un po’ di insoddisfazione, e promette che tirerà fuori gli artigli a Monza, Gran Premio di casa della Scuderia Ferrari.

Kimi Raikkonen fa una gara un po’ al di sotto delle aspettative, anche per colpa della penalizzazione rimediata nei primi giri, reo di non aver rallentato con la doppia bandiera gialla esposta dopo il ritiro di Verstappen.
Giunge sul traguardo 4’, senza gloria né infamia. Si mostra però protagonista di una delle più belle azioni del weekend: un sorpasso a tre con Bottas e Ricciardo sul rettilineo del Kemmel. Valtteri viene superato dagli altri due piloti perdendo 2 posizioni del giro di 5 secondi.

Red Bull.
Daniel Ricciardo si conferma sempre pronto a sfruttare le occasioni. La sua vettura sembrava destinata a non salire sul podio fino a quando non è scesa la Safety Car in pista. Daniel osserva la situazione, rimescola le carte in tavola e appena la Safety Car lascia strada libera attacca Valtteri Bottas, andando a prendersi un 3’ posto che difenderà fino al traguardo dalle ambizioni di Kimi Raikkonen.
E’ sempre un pilota consistente.

Il vero eroe di settimana, tanto per cambiare...

Max Verstappen era il pilota più atteso del weekend, dato che erano migliaia i tifosi olandesi giunti a Spa per supportarlo. Mantiene la sua 5’ posizione alla partenza, difendendosi dal compagno di squadra, ma il sogno di ottenere un podio nel  Gran Premio quasi di casa sfuma dopo appena 8 giri. La macchina lo lascia a piedi per l’ennesimo guasto tecnico, e lui scuote la testa mentre accosta a lato della pista. Questa scena ormai è entrata in loop, la vediamo ogni domenica.

Force India.
In una gara così priva di azione, dobbiamo ringraziare i Perez e Ocon. Paladini dello spettacolo, i due piloti in rosa hanno fatto  scintille. Il primo contatto tra i due avviene in partenza, quando Perez stringe Ocon contro il muro del rettilineo. Le due macchine escono praticamente illese dal contatto e dunque per entrambi la gara continua senza intoppi. Ma come in un match di boxe, i due si rincontrano per il secondo round al 30° giro. La dinamica è sempre la stessa, il messicano spinge il compagno di squadra contro il muro. Questa volta i danni ci sono, eccome. Sarà una questione di karma negativo , ma ad avere la peggio è proprio Perez che prima si trova con una gomma distrutta, e poi sarà costretto ad abbandonare la gara.
Ocon, nonostante tutti i colpi subiti, riesce a passare il traguardo, in 9° posizione.

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Williams.
Ennesimo weekend anonimo. La macchina non è competitiva e nessuno dei due piloti riesce mai, durante il weekend, ad avvicinarsi alle posizioni che contano. Massa chiude 8°, guadagnando comunque numerose posizioni rispetto alla 16° da cui era partito, e Stroll 11°.

McLaren Honda
Fernando Alonso, dopo una buona partenza, deve subire una sfilza di sorpassi in rettilineo a cui non può opporre alcuna resistenza. Il suo motore non può resistere agli attacchi e così Nando sfoga la sua frustrazione via radio: “E’ imbarazzante, è davvero imbarazzante”.
Si consola osservando gli spalti coperti di arancione e sognando che tutto quel supporto sia per la sua McLaren.
Non conclude la gara a causa di un ritiro.
Vandoorne chiude 14°.

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In casa Renault va sottolineata l’ennesima grande gara di Hulkenberg che, dopo essere stato messo in ombra da Palmer nelle prove, in gara ha ampiamente ristabilito le gerarchie. Chiude, infatti, 6°, mentre Palmer passa il traguardo 13°.

Ci rivediamo tra una settimana a Monza.


 

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

Nata a Brescia nel 1996. Fin da piccola si allontana dai giochi, sostituendoli con Valentino Rossi e Michael Schumacher. Studia Lettere Moderne all’Università Cattolica e nella sua vita è riuscita a guadagnarsi un retweet da parte di Paolo Beltramo, con tanto di 15 esaltanti minuti di fama come profetizzò Andy Warhol nella celebre frase "In the future everyone will be world-famous for 15 minutes".

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