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- di Redazione Sportellate.it

10 giocatori da non acquistare mai all’asta del fantacalcio


In un periodo in cui anche Giovanni Rana propone la sua guida all’asta del fantacalcio perfetta invece che il suo nuovo ripieno per i tortellini, e persino la massaia sa che Bentancur può diventare il crack della Serie A 2017-’18, noi di Sportellate.it facciamo saltare il banco proponendo 10 giocatori da non comprare mai nella vita al fantacalcio. O eventualmente non strapagare. Attenzione: la maggior parte deve ancora fare la propria asta, qualcuno probabilmente sta bluffando.


1) Mauro Icardi (di Alessandro Autieri)

Ma come, direte voi, questo che scrive è un pazzo o è un incompetente.
Lo score di Icardi (esclusa Wanda) in queste stagioni di A fa paura: 81 reti in 156 partite, ma i dolori e dilemmi di Maurito sono noti, tra le voci di calciomercato fino agli acciacchi che gli hanno fatto saltare gran parte della preparazione, passando per le vicende vissute negli anni con il pubblico di casa che ha alternato amore e odio nei confronti di uno dei tanti figli illustri della ''Cuna de la Bandera''.

Con Spalletti un centravanti come Dzeko ha messo in rete qualsiasi cosa, volete che uno come Icardi non si ripeta? A sostegno della mia idea, non c'è nulla, non ci sono statistische, non c'è una fantamedia negativa, uno straccio di ''Ehi guardate questo video dove Icardi vi mostrerà come perdere partite al fantacalcio, chili e capelli! Fate girare!''. 

Cari possessori del centravanti argentino, quante volte le sue doppiette e le sue triplette vi hanno salvato la partita e ancora peggio, gentili avversari di Icardi, quante volte al venerdì: ''ah va beh tanto il mio avversario ha Icardi, tripletta scritta nelle stelle e prestazione del secolo con bacio accademico della D'Amico, non schiero nemmeno la formazione''. Ma c'è qualcosa di mistico: forse la nottata passata in piedi dopo aver esagerato col calzone ripieno di salsiccia e salamino piccante nel tentativo di mettermi a dieta, cercando di combattere l'insonnia guardando Tom Hardy che prova in tutti i modi a fare lo scalpo a Leonardo Di Caprio.

Vi chiedererete: tutto questo come dovrebbe fare evitare di scegliere Icardi al fantacalcio? Non lo so, è una sensazione. Quella che Dylan Dog chiama(va) ''il mio quinto senso e mezzo'' oppure il ricordo di quando un amico è riuscito a non vincere con Icardi-Dzeko (e Mertens a centrocampo) in un Fantacalcio a 12; sono quelle sensazioni che solo chi gioca al fantacalcio conosce e non si possono descrivere, so solo che quando mi hanno chiesto ''quale giocatore non prenderesti mai al fantacalcio quest'anno?'', la mia risposta è stata semplice, immediata, unica e inequivocabile: Mauro Icardi.

Ecco però che nelle ultime convocazioni di Sampaoli, lui è presente, mentre un certo Higuain no...

argentina

2) Sami Khedira (di Gian Marco Porcellini)

Ma come? Nell’anno che porta al suo (ultimo?) mondiale? Dopo una stagione in cui il passaggio della Juventus al 4231 ha rivalutato la sua importanza in rosa? Detto che Khedira farà di tutto per non uscire dai radar del selezionatore della nazionale tedesca Loew, la sua titolarità in bianconero sembra essere messa in pericolo dal centrocampista centrale da affiancare a Pjanic che Marotta e Paratici - ricerca che si è conclusa poche ore fa con l'arrivo a Torino di Blaise Matuidi - Per tacere di un Marchisio in grande spolvero nel precampionato, che fornisce un’opzione supplementare nell’uscita del pallone dalla difesa e nel ricircolo dello stesso.
Un eventuale ritorno al centrocampo a 3 da parte di Allegri gli potrebbe garantire sì un minutaggio superiore, che potrebbe coincidere però con un decremento delle sue prestazioni, alla luce del suo passo infeltrito e delle difficoltà nel coprire il campo in ampiezza.
La sua intelligenza nell’occupare gli spazi vi potrebbe fruttare comunque 3-4 gol, ma non andate oltre i 15 crediti su una base di 500 per un giocatore storicamente fragile, che oggi rischia seriamente di uscire dal novero dei titolari. E che nell’ultima parte della stagione potrebbe mettersi in ciabatte per non mettere a repentaglio la sua presenza al mondiale.

3) Leonardo Bonucci (di Andrea Ravasi)

Perché non prendere Bonucci al prossimo fantacalcio? A mio avviso ci sono diversi motivi per cui il neo difensore del Milan non è da considerare più tra i Top difensori in vista della prossima asta.  Il cambio di casacca ha caricato il difensore di aspettative e responsabilità, questo ne andrà ad inficiare a livello di voti, le aspettative alte portano a sottovalutare prestazioni sufficienti. Inoltre, se alla Juve era “difeso” dal buon andamento della squadra e dalle poche reti subite della retroguardia bianconera, favorendone voti più alti, al Milan sarà più difficile, perché assemblare una squadra totalmente nuova nei meccanismi non è così facile.

Aggiungo che da Bonucci quest’anno mi aspetto tanti malus, quando i bonus non sono mai stati tantissimi (altro motivo per non desiderarlo nella mia rosa). Possiamo aggiungere che nell’ultimo periodo alla Juve non sembrava più quello dei primi vittoriosi anni juventini, sia a livello di solidità che di tenuta mentale e fisica; basta rivedersi la finale di Champions dove lui e Chiellini si perdono l’uomo su tutti i gol madridisti. Ovviamente non dovrà affrontare tutte le domeniche CR7, ma gli errori di posizione sono sempre dietro l'angolo.

Infine in una difesa a 4 non l’ho mai visto propriamente a suo agio e nel 4-3-3 o 4-2-3-1 di Motella, moduli che prevarranno, credo che il colpo più sensazionale del mercato italiano troverà più difficoltà di quante ce ne si possa aspettare. Ecco perché a mio avviso Bonucci non va più preso e considerato come Top alla prossima asta ma come un semplice Gamberini del Chievo.

O Capitano! Mio Capitano!

bonucci capitano

4) "Papu" Gomez (di Lucio Pelliccioni)

Udite udite, l'MVP della scorsa stagione nella classifica dei 10 da non acquistare al fantacalcio? Potrà sembrare una follia per non dire di peggio, ma il mio è un ragionamento ponderato. Voglio dire, il Papu andrebbe assolutamente acquistato ma, vista l'ultima strepitosa annata e l'hype che si è creato intorno, il prezzo all'asta salirà alle stelle. I fanta allenatori potrebbero investire cifre astronomiche che io non stanzierei per l'argentino. Non penso possa fornire la stessa quantità di gol e di prestazioni, a meno che non sia realmente pronto al salto di qualità. Oltretutto cosa non da sottovalutare, la "Dea" ha acquistato Ilicic un' accentratore di gioco di tanta personalità e capacità balistiche, non mi stupirei se Josip sottraesse molti "Bonus" che anno scorso erano destinati solo al Papu. Aggiungeteci poi il fatto che l'Atalanta giocherà in Europa e che l'argentino è passato dai centrocampisti agli attaccanti. Ho la sensazione che quest'anno vedremo più "PapuDance" su instagram che sul campo.

5) Dries Mertens (di Daniele Bettini)

La sorpresa dello scorso campionato. Chi lo aveva acquistato, ha fatto bingo, anzi tombola. Uno dei 3 folletti del Napoli di Sarri 2016-'17 in grado di segnare ben 28 gol come punta centrale. Lui, così veloce ma così piccolo, non ha fatto minimamente rimpiangere Arkadiusz Milik, l’unico vero centravanti del Napoli messo ko praticamente per tutta la scorsa stagione a causa del brutto infortunio che ha portato alla rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro. Ai fanta allenatori quest’anno dico: non comprate Mertens, o alla peggio, tenetelo come nome di scorta. 3 semplici motivazioni:

a) Perdita del ruolo di centravanti: per forza di cose, Sarri sarà costretto a consegnare nuovamente lo scettro di prima punta a Milik, che tanto bene aveva fatto nel primo mese dello scorso campionato. Di conseguenza, ogni partita, Mertens si giocherà un posto nell’undici di partenza con Insigne e Cajellon per completare il magico tridente azzurro: se lo acquisterete, preparatevi, ogni santa domenica, ad attendere la lettura ufficiale delle formazioni, perché i ballottaggi sono assicurati.

b) La difficoltà di ripetersi: raramente, chi non è abituato a segnare tanti gol e raggiunge un exploit come fatto da Mertens lo scorso anno, riesce a ripetersi. Voi mi direte: “anche se segna la metà dei gol, è da acquistare”. E io vi rispondo “vero, ma occhio alla cifre, ponderate bene la decisione”.

c) Calo Napoli: mentre la maggior parte di addetti ai lavori, colleghi, amici e conoscenti gonfiano il Napoli cucendogli già lo scudetto addosso, io resto della mia idea: la squadra, pur rimanendo identica allo scorso campionato, non ha puntellato la difesa con uomini di esperienza, proprio quella difesa che è il punto debole della squadra di Sarri. Gli avversari dopo 2 anni iniziano a conoscere il gioco del Napoli, motivo per cui ho la sensazione che i piccoletti là davanti troveranno diverse “gabbie avversarie”.

Giusto per essere precisi, i gol di Mertens al termine del campionato 2017-'18 saranno 12.

6) Mattia Destro (di Giuseppe Orio)

L’estate appena trascorsa è filata via senza alcun problema fisico per Mattia Destro: l’attaccante, a differenza degli anni scorsi, ha potuto lavorare tanto e bene nel ritiro di Castelrotto, preparando al meglio quella che dovrà essere la stagione della riscossa personale. “Lui è il bomber, l’uomo simbolo di questa squadra e uno dei principali trascinatori, vederlo stare così bene e sorridere è un piacere per tutti. Spero si porti dentro questa voglia e questa serenità fino alla fine e che possa vivere una stagione importante, se la merita”: parole e musica di Simone Verdi, capofila di una pattuglia di giovani trequartisti affamati che quest’anno avrà il compito di innescare settimanalmente il terminale offensivo rossoblù. Obiettivo comune: un viaggio premio in Russia nel 2018.
Il 4231 sperimentato più volte sul finire della scorsa stagione sembrerebbe calzare a pennello con le ambizioni di una squadra vogliosa di scrollarsi di dosso la mediocrità del recente passato, in favore di un gioco più aggressivo: se metà classifica dovrà essere, che lo sia all’insegna di un maggiore spettacolo e divertimento per gli interpreti ed i tifosi. Destro non potrà che beneficiare di un contesto del genere.
Mister Donadoni, fresco di rinnovo fino al 2019, potrà lavorare con serenità sulla crescita dei suoi giovani gioielli e dare continuità ad un progetto che non ha mai visto in discussione il bomber marchigiano, sempre confermato nei momenti di difficoltà, e per il quale sono state spese parole impegnative. Inoltre, l’attuale assenza nella rosa del Bologna di una reale alternativa - escluso forse Palacio, appena giunto dall'Inter - all’ex milanista nel ruolo di punta centrale non fa che accrescerne ulteriormente l’appeal fantacalcistico.

È per tutti questi motivi che non prenderò Mattia Destro al Fantacalcio.

“La civetteria è una promessa di coito non garantita”
La prima volta che Mattia Destro destò il mio interesse fantacalcistico fu nella primavera del 2012. Militava nel Siena di Sannino, dove segnava a ripetizione. Decisi che nel settembre seguente avrebbe fatto parte della mia rosa, ovunque avesse giocato. Il trasferimento alla corte di Zeman non fece altro che accrescerne ulteriormente l’hype. Mi svenai, ma alla fine lo presi. Fu l’inizio di una serie di promesse non mantenute.
Roma, Milano, e poi Bologna. Negli anni, sono cambiate le piazze, non il copione. Dichiarazioni roboanti, grandi annunci, ma poi…poco. Brevi parentesi davvero godibili, intervallate da enormi periodi di vacche magre. Quella di Destro è un’opera mai davvero entrata nel vivo.

E poi di nuovo promesse, e bei propositi, e buone intenzioni per il futuro.

Cosa rende un giocatore valido dal punto di vista fantacalcistico? La costanza, nelle prestazioni e nei bonus. Caratteristica che Destro non ha mai avuto. Per me è soprattutto una questione di testa: avesse avuto sempre l’umiltà, la fame e l’abnegazione del Gallo, forse oggi il paragone fra i due non suonerebbe così sacrilego.
L’ho seguito per anni, ho fatto il tifo per lui, ma adesso non gli credo più. Tu che stai leggendo, non commettere il mio stesso errore. Tappati le orecchie, non cedere al canto della sirena. Rifuggilo come la peste: Mattia Destro è una gatta morta.

7) Lucas Leiva (di Simone Grassi)

Mi sono (quasi) sempre fidato della coppia Lotito – Tare in tema di calciomercato. Negli anni laziali sono riusciti a sorprendermi spesso con acquisti rivelatisi poi di spessore. Penso ai vari Milinkovic Savic, De Vrij, Biglia, Lichtsteiner, Keità e via dicendo. Di Lucas Leiva, però, non mi fido proprio per niente e per questo non scucirò neanche un credito per accaparrarmelo. L’ostacolo principale che lo separa dalla mia fantasquadra è di natura prettamente tattica: è stato acquistato e indicato come erede di Lucas Biglia, arrivando a Formello proprio in seguito alla cessione dell’argentino al Milan. Sinceramente non ho mai visto Lucas Leiva giocare come regista basso davanti alla difesa. L’ho visto giocare difensore centrale, centrocampista centrale, mediano di rottura... ma mai l’ho visto impostare un’azione. Se davvero la speranza dei tifosi biancocelesti è quella di aver rimpiazzato una “mente” come Biglia con un combattente come Leiva, ci rimarranno parecchio male.I numeri poi, sono impietosi secondo me: 247 partite in Premier League con una sola rete segnata. Manco Mascherano col Barça o Barzagli con la Juve. Una Coppa di Lega vinta come unico trofeo in carriera. Ventidue presenze con la nazionale brasiliana (l’ultima a novembre 2013, ben 60 secondi in campo contro il Cile). In compenso, una data importante segna la sua carriera: 1 dicembre 2011, quarti di finale di Carling Cup contro il Chelsea. No, non sto parlando del suo unico gol realizzato in Inghilterra (quello risale a un 3 a 0 contro il Newcastle nel maggio 2009), ma della rottura del legamento crociato anteriore. Dal rientro dall’infortunio patito, Lucas non è lo stesso: altri 7 infortuni (più o meno gravi) ne limitano l’utilizzo in campo, escludendolo gradualmente anche dal giro della nazionale verdeoro. Negli ultimi anni è stato accostato compulsivamente a Milan, Inter e Napoli, che giustamente hanno preso poi altre strade. Insomma, se avete davvero voglia di centrocampisti utili al vostro fantacalcio, sapete chi non dovete prendere.

Intanto il buon Lucas ha già vinto più titoli in un mese di Lazio che in 10 anni di Liverpool.

lucas leiva

8) Douglas Costa (di Leonardo Salvato)

Ebbene sì, io scelgo proprio il colpo di mercato di questa estate bianconera. Ma come, sconsigli un giocatore di quel calibro, per di più un centrocampista che gioca in posizione molto offensiva, che avrà un ruolo centrale nel 4-2-3-1 col quale Allegri imposterà la prossima stagione? Ammetto che in effetti può risultare strano, e infatti io stesso mi sto meravigliando del mio “sconsigliare” un calciatore che ha tutte le caratteristiche che io stesso tengo in enorme considerazione per permettere a un giocatore di far breccia nel mio cuore di appassionato del gioco.
Parliamoci chiaro: Douglas Costa ha tutte le skills per candidarsi al ruolo di idolo delle folle bianconere che affolleranno gli spalti dell'Allianz Stadium; a partire dagli strappi in velocità con i quali può spaccare le difese, per non parlare della facilità di dribbling (6.3/90 min lo scorso anno, con un'impressionante percentuale di successo pari al 60%) e della delicatezza con cui controlla il pallone, finendo poi con il suo mancino al veleno col quale tenta più volte la conclusione a giro da lontano.

Eppure, continuo a non caldeggiare il suo acquisto al fantacalcio, perlomeno non ad ogni costo.Il fantacalcio infatti è un gioco crudele, asettico, privo di amore e sensibilità al tipo di arte che può rappresentare il calcio. Al contrario è parecchio sensibile ai numeri, i quali invece ci danno un'immagine meno fenomenale dell'ala verdeoro: quale che sia il campionato infatti – sia in Bundesliga che nella più ovattata Prem'er-Liha ucraina – Douglas Costa non è mai andato oltre i 7 gol stagionali, e in particolare al Bayern viene da due stagioni da 8 gol in 50 partite di campionato, numeri ripartiti in maniera identica fra prima e seconda stagione. Un numero di +3 decisamente esiguo da offrire alla propria fantasquadra, specialmente se paragonato a numeri di altri “top di ruolo” degli anni passati come Gomez, Hamsik e Nainggolan. Certo, ci sono gli assist, fondamentale nel quale eccelle e dal quale si può ricavare un buon numero di bonus leggeri, ma non sufficienti a giustificare un posto nell'olimpo dei giocatori da fantacalcio come il prezzo a cui verrà venduto in sede d'asta - decisamente gonfiato proprio a causa dell'hype smisurato con cui l'ex Bayern arriva in Italia - indicherebbe. Questi insomma i motivi, strettamente correlati allo scopo del gioco fantacalcio, che mi spingono a non comprare Douglas Costa. A meno che non riusciate a strapparlo a un prezzo non altissimo affiancandolo ad altri top ovviamente, in quel caso fareste un colpaccio.

9) Federico Chiesa (di Antonio Cefalù)

Se c’è una categoria che al fantacalcio fa gola a tutti è quella degli attaccanti aggiunti, giocatori offensivi che spesso sono considerati centrocampisti solo dalle liste di siti e giornali. Ai volti noti appartenenti a questa razza, quest’anno si aggiunge Federico il figlio di Enrico Chiesa, ormai centro del progetto tecnico della nuova Fiorentina di Stefano Pioli. Dopo l’ottima stagione d’esordio in A e le buone prestazioni all’Europeo Under-21, so che siete pronti a svenarvi per lui. Eh, piccoli ingenuotti? Non cadete nel tranello del “tanto gioca in attacco”, non tanto perché si farà schiacciare dalla pressione di sostituire Bernardeschi – la piazza sarà clemente col suo gioiellino, che comunque sa il fatto suo – ma perché la Viola sta mettendo in piedi una squadra inguardabile, che con tutta probabilità dopo il girone d’andata riposerà inerte all’ombra della sua insipida salvezza come fosse un Chievo qualunque. E con lei il buon Chiesa. Non fatevi fregare dalla beltà della giovinezza: preferite un navigato Cigarini ad una sfilza di 5 d’ufficio.

10) Hakan Çalhanoğlu (di Davide Rovati)

Al fantacalcio di quest’anno non comprerò Hakan Çalhanoğlu. Piedi sopraffini e grandi capacità di calcio in realtà danno l’idea di un giocatore molto prolifico, che potrebbe portare tanti bonus, soprattutto dai piazzati. Queste qualità, unite al ruolo di centrocampista nel “listone”, mi fanno immaginare un’asta scatenata per accaparrarsi le prestazioni dell’ex Bayer (o forse ho troppi amici milanisti…). Io però ho il forte sospetto che Çalhanoğlu possa disputare una stagione al di sotto delle aspettative. Innanzitutto è un giocatore la cui carriera ha gradualmente perso abbrivio: fosse arrivato un paio di estati fa, quando era la next big thing del primo Leverkusen di Schmidt, sarebbe stato accompagnato da un hype pazzesco. La sensazione di una crescita rallentata è stata certo acuita dalla squalifica di 4 mesi subita a febbraio 2017, ma anche dal progressivo spostamento verso l’esterno del campo di un giocatore che ama toccare tanti palloni.Di qui la domanda chiave: qual è il ruolo (sia tattico, sia emotivo) di Çalhanoğlu nel Milan nascente? Il giovane trequartista turco saprà convincere Montella a inserirlo in un contesto che ne esalti le doti? Stiamo parlando di un giocatore che, qualità balistiche a parte, appare ad oggi incompleto e non ancora pronto per incidere sensibilmente sugli equilibri di una squadra. La mia sensazione è che il Milan, che ha cambiato tantissimo, dovrà trovare nuove certezze e solidità nel minor tempo possibile. In questo senso, Çalhanoğlu potrebbe faticare ad adattarsi al nuovo contesto tattico e rimanere tagliato fuori dall’11 titolare, a favore di giocatori più rodati in Serie A come Bonaventura e Suso. Se poi Montella dovesse trovare la quadratura con la difesa a 3, ritagliare uno spazio a Çalhanoğlu diventerebbe davvero difficile.


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