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- di Luca Zaghini

Attenti al lupo?


Dopo la desolazione dei Playoff, l'off-season NBA ci sta dando una carica di emozioni e colpi di scena che, in mancanza di gare 7, o 6, o 5, sembrano grasso che cola (ma occhio anche alla Summer League). Come accennato nello scorso articolo, Minnesota è riuscita ad organizzare un furto con scasso, assicurandosi Jimmy Butler; vediamo dove possono arrivare questi Wolves.


Ancora prima di poter parlare di Minny va sottolineato che Danny Ainge sia il vero perdente sia di questa che della trade che ha portato George ad OKC: la pila di pedine accumulate in questi anni inizia a scadere e i Celtics hanno dovuto scambiare Bradley per uno dei gemelli Morris. Lo scambio risparmia ai verdi qualche milione e fornisce una buona ala grande, ma sono ormai tre anni che aspettiamo uno scambio significativo e non era questo che avevamo in mente.

Lo scambio...

Minnesota ha spedito a Chicago La Vine, buon talento offensivo, pessimo difensore e reduce da un infortunio al crociato, Dunn, che si è rivelato più deludente della vera forma di una merendina dentro la confezione rispetto all'immagine sopra alla scatola, e la settima scelta (rivelatasi poi Lauri Markkannen, cui è già stato dato il soprannome di “Bargnani finlandese”), ottenendo non solo Butler, ma pure la sedicesima scelta che i Bulls avevano, diventata Patton (un centro atletico). Quello che stanno facendo i Bulls è molto affascinante: vista l'inaspettata competenza dimostrata dai Kings dalla fine della stagione, sembrano voler conquistare la palma per la squadra più insensata, per eguagliare i maestri ce ne vorrà, ma sono già sulla buona strada (si veda la vendita di scelta ai Warriors per pagare il buy-out di Rondo).
Per quanto riguarda Minnesota, con la trade Thibodeau si riunisce a Butler; entrambi avevano nostalgia. L'ex Bulls, nonostante aver calato un po' difensivamente, è diventato un all-star e una prima punta offensiva, quello che Wiggins sembra destinato a non diventare mai.

https://www.youtube.com/watch?v=xhNR_CagCME

… e il resto

Oltre a Butler, Minnesota ha firmato Taj Gibson, il cadavere di Jamal Crawford e Jeff Teague, preferendo l'ex-Indiana a Rubio, spedito ai Jazz: con queste decisioni si conferma la tendenza di Tibs a preferire i giovani.

La prossima stagione

Nonostante l'ottimo lavoro completato coi Bulls nel suo periodo come capo-allenatore, il coach-GM Thibodeau, come ogni coach-GM, inizia a fare alcune mosse almeno discutibili. L'assetto di questa squadra inizia a ricordare quella dei vecchi Bulls, una squadra di un'altra epoca: sia Dieng che Gibson sono refusi storici, quattro rognosi e spigolosi incapaci di tirare più in là del gomito. In una NBA sempre più incentrata sulle spaziature però, forse usare qualcuno in grado di tirare dagli angoli per poter lasciare libertà di manovra a Towns, che è e sarà legittimamente illegale nel futuro prossimo, non sarebbe malissimo. Oltretutto, per quanto Butler sia un innesto notevole, l'anno scorso ha tirato solo con il 36,7 % da tre, percentuale che si aggiunge al 35, 6% di Wiggins e al 36, 7% di Teague che, più che un playmaker come lo è Rubio, è un portatore di palla a cui piace tirare e i cui giorni da all-star sembrano ormai un ricordo sbiadito. In un roster in cui Towns è il primo talento offensivo (e non di poco) e attorno ai quali stanno anche Wiggins e Butler, forse un playmaker puro avrebbe avuto più senso: Rubio, per quanto sia in NBA da sempre, ha solo ventisei anni e ha dimostrato, nell'ultima parte della stagione, di poter anche tirare decentemente. A parte questo, è un ottimo difensore e un passatore come pochi altri, la scelta di Teague come rimpiazzo ha tolto un po' di gioia per quello che questa squadra potrebbe essere sulla carta. Insomma, il campo non sarà troppo largo per i Wolves, che potrebbe essere un'ottima strategia (e sicuramente dieci anni fa lo era), come potrebbe essere uno spreco immane del talento di KAT.
I T-Wolves vogliono stringere il campo e limitare gli avversari piuttosto che segnare più di loro, così come Thibodeau doveva essersi immaginato già all'inizio dell'estate scorsa. Purtroppo però, durante la stagione 2016-2017 Minnesota è stata la ventisettesima difesa, posizione inspiegabile considerato il background di Tibs, la prestanza di Towns e il difensore che era Wiggins al college, di cui non si hanno più notizie. Butler e la dipartita di La Vine aiuteranno in questo contesto, ma c'è da dire che, nel migliore dei casi, è difficile ipotizzare che questa squadra arrivi oltre al quinto post ad Ovest: Warriors, Spurs, Rockets e Thunder hanno tutte una squadra migliore e si potrebbe preferire a quelli di Minneapolis anche Nuggets e Jazz (forse persino i Clippers). La trade che ha portato Jimmy ai Wolves sembrava molto più esaltante quando è accaduta, ma, ancora, solo perché questa post-season è un colpo di scena continuo: magari, tra una settimana, potrebbe esserci un altro scambio in grado di spingerli nella top four della conference, ma sembra altamente improbabile.

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ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

Luca Zaghini, nato a Cattolica il 17 gennaio 1993. Laureando in Italianistica, appassionato di linguaggio e pallacanestro: le mie giornate (ed il mio cuore) sono come un pendolo che oscilla incessantemente fra i maggiori pensatori di tutti i tempi e i più grandi ignoranti pieni di sé che abbiano mai messo piede su un parquet. Fermo oppositore dei compromessi, mi concentro solo sugli estremi della gerarchia cestistica, NBA e campionato universitario bolognese. Già redattore della pagina Deportivo la Piadéina.

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