Interventi a gamba tesa

I valori di Donnarumma


“Nel senso che in questa canzone esprimo quello che ho sempre pensato: che ci sia ben poco merito nella virtù e ben poca colpa nell’errore. Anche perché non sono ancora riuscito a capire bene, malgrado i miei cinquantotto anni, cosa esattamente sia la virtù e cosa esattamente sia l’errore, perché basta spostarci di latitudine e vediamo come i valori diventano disvalori e viceversa. Non parliamo poi dello spostarci nel tempo: c’erano morali, nel Medioevo, nel Rinascimento, che oggi non sono più assolutamente riconosciute. Oggi noi ci lamentiamo: vedo che c’è un gran tormento sulla perdita dei valori. Bisogna aspettare di storicizzarli. Io penso che non è che i giovani d’oggi non abbiano valori; hanno sicuramente dei valori che noi non siamo ancora riusciti a capir bene, perché siamo troppo affezionati ai nostri”.
Questo era una parte di incipit che Faber era solito fare prima di “Città Vecchia” nei suoi live. E come dargli torto?


“Aspettiamo di storicizzare i nostri valori”

Volendo possiamo adattare questo pensiero alla vicenda Donnarumma.

Una volta c’erano valori, sportivamente parlando, come attaccamento alla maglia, voler diventare una bandiera e rinunciare a cambi di maglia con conseguenti aumenti di stipendio.

Basta pensare ai Totti, ai Zanetti e ai Del Piero, senza contare poi i campioni passati come Bergomi, Maldini e tanti altri. Loro volevano essere i capopopolo e rappresentare i sentimenti di una fede. La loro “missione” era rappresentare la fede. Nonostante, bene precisarlo, gli stessi non abbiano mai lavorato gratis. Oggi questi sentimenti, se vogliamo valori per rifarci alla parole di De Andrè, sono cambiati. I ragazzi mirano ai trofei, alla popolarità, che, innegabile, certamente avevano anche i campioni passati. Guardano le mode e mirano alla fama. E come in ogni lavoro mirano all’aumento di stipendio. La logica che gli guida non è sbagliata, tutti noi vogliamo crescere professionalmente ed economicamente – so che le cose non sono paragonabili perché “quelli” sono milionari, ma è un lavoro- e senza entrare nella diatriba nostalgia/antinostalgia che incarnano, sui social, le due fazioni, voglio semplicemente dire aspettiamo a giudicare. Tra 10 anni magari si rimpiangeranno i “valori” di Donnarumma e co.

Magari no.

Ma aspettiamo.

Non è sbagliato volere la possibilità di “uscire” da un contratto se le cose vanno bene o male. Non è sbagliato chiedere 6 milioni l’anno se ci sono società disposte a offrirteli e non è sbagliato voler aspettare per tirare la corda sul salario. In tutti i lavori si fa. Vi posso dare ragione sulle modalità con cui è stato fatto tutto ciò ma non sul contenuto.

Donnarumma Bacio

Se mai è sbagliato, o incoerente, dire di voler essere una bandiera e poi atteggiarsi all’opposto, ma non credere in “valori” diversi. Quindi aspettiamo a giudicare, che il tempo per diventare una bandiera Donnarumma lo ha. 


Nato nel 1994 a Treviglio (BG), laureato in Management presso l'Università L. Bocconi. Tifoso interista dalla nascita e amante del calcio, un poco di buona musica non guasta mai. Collaboratore @Sportellate.