Interventi a gamba tesa

Achtung!

Ottava vittoria consecutiva sul circuito tedesco per il pilota del team Repsol


Ancora un po’ stordito dall’interminabile serie di curve a sinistra del Sachsenring il circus della MotoGP si avvia alla pausa estiva con una corsa al titolo mondiale più aperta che mai: a separare i primi quattro piloti della classifica, infatti, ci sono solamente dieci punti.


A catapultarsi in vetta è Marc Marquez, che conduce una gara in testa (quasi) dall’inizio alla fine e si riconferma per l’ennesima volta kaiser della pista sassone: sono ben pochi a poterlo insidiare su questo tracciato.

Oggi, però, sembrava poterci riuscire un outsider inatteso: dopo un weekend tra alti e bassi Jonas Folger deve aver fatto colazione con gli spinaci di Braccio di ferro, perché parte fortissimo sin dai primi giri all’inseguimento di Marquez, molesta fisicamente la sua Yamaha che non vuole saperne di restare composta ed è costretto ad arrendersi soltanto nel finale in seguito a qualche errore di troppo (sfortunatamente, perché un arrembaggio all’ultimo giro era nelle corde del pilota tedesco).

Chi invece non solo non si scompone, ma anzi per quasi tutta la gara non incontra nessuno è Daniel Pedrosa: con un passo troppo lento per rimanere con il duo di indiavolati in testa e troppo veloce per essere raggiunto dal gruppo degli inseguitori, raccoglie un terzo posto tanto anonimo per le telecamere quanto utile per il pilota spagnolo, che come un novello Pac-Man “divora” qualche punticino ai leader della classifica.

Seguono a ruota le due Yamaha ufficiali: Vinales dopo un avvio davvero sottotono smaltisce i postumi del sabato sera, realizza di trovarsi in gara e inizia una rimonta che lo porterà a raggiungere un quarto posto davanti al compagno di squadra Valentino Rossi, che riesce a non perdere il treno delle posizioni utili per la corsa al mondiale.

Chi invece precipita e raccoglie risultati pessimi è la squadra delle Ducati, ad esclusione di un Bautista autore di una gara più che buona soprattutto nelle fasi finali: solo Dovizioso, che sta ufficialmente vivendo il suo anno d’oro, riesce a sopperire un poco alle mancanze del pacchetto tecnico ma i pochi punti che riesce a racimolare non sono comunque sufficienti a mantenere la testa del mondiale.

Dispersa invece la Ducati di Jorge Lorenzo e ancor più quella di Danilo Petrucci, che non riesce a difendere il buon risultato raccolto nelle qualifiche sul bagnato: se l’esperienza del pilota maiorchino è ancora lontana dalla maturità agonistica auspicabile per la prossima stagione, il ben più “navigato” numero 9 non fa meglio con la sua GP17.

Ma se c’è qualcuno che può consolare chi è andato male, è sicuramente Andrea Iannone: uno 0 che pesa tantissimo su una stagione ormai disastrosa, per lui e conseguentemente per la casa giapponese che è chiamato a rappresentare come prima guida.

Menzione speciale, invece, per una Aprilia competitiva tra le mani di Aleix Espargaro e per le KTM che, nonostante i piazzamenti “soltanto” a metà classifica, sono protagoniste di un weekend in cui si evidenzia un sensibile miglioramento nella prestazione complessiva: gli austriaci sembrano avere le spalle larghe (e uno sponsor di quelli che pesano nel mondo dello sport), si tratta solo di capire quanto tempo occorrerà all’armata arancione per diventare realmente in grado di lottare per le posizioni che contano.

motogp

L’appuntamento con la MotoGP è quindi il sei agosto in quel di Brno, Repubblica Ceca: con un motomondiale così aperto l’attesa è di quelle che rischiano di accalorare gli animi degli appassionati, come se la calura estiva da sola non bastasse.


 

Andrea Antonio Carlomagno, nato a Rimini il 31 agosto 1993. Studia Giurisprudenza all'Università di Bologna, ma la sua vera passione sono i motori: dopo un'adolescenza fatta di miscela, per un certo periodo pensa di comprarsi una Harley-Davidson, poi per fortuna ritorna in sé. Oggi per lui ogni scusa è buona per lasciare i panni dell’aspirante giurista e indossare la tuta, che sia per piacere o per lavoro. Petrolhead, provocatore e avvocato del diavolo: se non lo aveste capito, meglio stargli alla larga.