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- di Alessandro Autieri

Milan e adesso che si fa?


Signore e signori, ragazzi e ragazze, benvenuti sulle montagne russe del calciomercato milanista: dopo aver attraversato il tunnel dell'orrore di stagioni mediocri all'insegna dei risultati negativi in campionato con cambi di allenatore più consoni all'altra sponda (quella nerazzurra ça va sans dire), dopo essere saliti e scesi dalla nave pirata dei prestanome con trattative per il cambio di proprietà più enigmatiche di una escape room, eccoci finalmente a visitare l'attrazione principale e più emozionante del parco divertimenti rossonero.


Siamo saliti in picchiata sulle montagne russe con problemi legati all'età di Kessie e il rifiuto di Morata, per poi scendere vertiginosamente con gli arrivi di Musacchio, Andrè Silva e  Ricardo Rodriguez, esterno svizzero di sicura affidabilità.

Il salto nel vuoto, quello che ti fa urlare, svenire, piangere, divertirti a seconda dei gusti, è sicuramente il caso Donnarumma, momenti da pelle d'oca e buco nello stomaco. Montato ad arte da tutte le parti in causa, o forse no, la sensazione in queste ultime ore è che dopo essere stato trattato come un paziente affetto da una piaga capace di portare l'umanità allo sterminio, si possa andare verso un soddisfacente, per giocatore e procuratore, per il Milan e per i tifosi, rinnovo del contratto.

Montella da aeroplanino a comandante

Tecnico giovane, ma di rara intelligenza, Vincenzo Montella sta crescendo anno dopo anno lasciandosi alle spalle l'impronta dogmatica di un calcio fatto tutto di possesso e palleggio, virando su una fluidità di gioco (e schemi) più consona al calcio di questi giorni e senza abbandonare i princìpi del pressing alto e del governo del match. Impostando in questa maniera il modulo sulla rosa a disposizione, ci sono grosse possibilità che in casa rossonera vedremo anche quest'anno la difesa a 3, ma senza veto berlusconiano, alternato a più classici 433 o 4312 fino al 442/4231, sempre a seconda dei momenti della stagione, della partita, la forma dei giocatori in rosa e il tipo di avversario.

Berlusconi cinesi? No, grazie.

berlusconi milan

La fine dell'epopea berlusconiana significa soprattutto l'assenza dell'inopportuna e costante ombra, come il castello di Dracula in Transilvania, delle idee calcistiche dell'ex Primo Ministro. Significa per il tecnico campano poter lavorare con il libero arbitrio, senza dover rendere conto a chi di mestiere fa tutt'altro e non dovrebbe mettere becco sulla gestione tecnico-tattica della squadra.

La nuova proprietà, dovrebbe, anzi togliamo il condizionale, far lavorare in pace la dirigenza capitanata da Mirabelli e Fassone e tutta l'equipe del tecnico napoletano.

Vediamo però, caso Donnarumma a parte, che cosa ci potrebbe riservare il mercato milanista, già ben avviato in queste prime settimane di trattative.

L'enigma portieri

https://www.youtube.com/watch?v=nJxSxdkFv9A

Donnarumma si o Donnarumma no? Questo lo capiremo seguendo quella che sarà una delle hit di successo dell'estate. Intanto Plizzari seguirà con costanza la prima squadra, anche se chi vi scrive non crede affatto in un Donnarumma-bis: troppo diverso il carisma tra i due portieri. Il classe 2000 sarà probabilmente il terzo portiere. Storari farà invece il secondo di quello che arriverà (Neto? Perin? Leno? Szczesny è in mano alla Vecchia Signora, mentre su Reina o Casillas, ci credo poco) o di chi resterà. In uscita Gabriel.

Ultimi ritocchi in difesa

Mirabelli e Fassone stanno impostando intelligentemente il loro lavoro: l'argentino Musacchio, prelevato in scadenza di contratto per 18 milioni dal Villareal, è un ragazzo che porta buona esperienza da un campionato dai contenuti tecnici più elevati del nostro, anche se tatticamente meno opprimente, mentre Ricardo Rodriguez, ex Wolfsburg è un sicuro colpo che porta tanta qualità sulla fascia sinistra. Passato quasi in sordina, l'acquisto del 25enne svizzero di matrice spagnola è manna per la potenziale top 11 estiva della squadra rossonera. I due andranno ad affiancarsi ai confermati Paletta e Romagnoli tra i difensori centrali, mentre  Zapata o Gustavo Gomez potrebbero essere in uscita.

Per le fasce, detto dello sbarco di Rodriguez sulla sinistra, sulla destra tiene banco la possibilità di arrivare ad uno dei maggiori talenti del calcio italiano, Andrea Conti. Se non si farà niente per l'atalantino, nome caldo è quello di Darmian, già griffato di rossonero in passato e mai troppo a suo agio nel recente biennio all'Old Trafford. L'esterno della nazionale italiana porterebbe sicuramente un importante bagaglio d'esperienza guadagnato sotto il cielo mancuniano, utile a far crescere ulteriormente la rosa milanista. Se Abate resterà a Milanello e sarà la prima alternativa ai titolari (stessa sorte per il giovane Calabria e per Antonelli, alle prese con l'ennesimo recupero da un infortunio), per De Sciglio siamo ai titoli di coda, senza nessun colpo di scena.

Centrocampisti tuttocampisti

https://www.youtube.com/watch?v=y5Oyepz6lhU

Kessie ha tanti anni quanto si è dimostrato forte nel campionato appena concluso e oltre ad essere un perfetto prototipo di tuttocampista,  è uno dei giocatori con più ritmo e forza in circolazione nei campi di Serie A. Per Biglia pareva concluso l'affare, ma quando c'è di mezzo Lotito bisogna scomodare il Trap ''non dire gatto se non ce l'hai nel sacco''. Restano i nodi Montolivo, con i tifosi che non perdono occasione per dedicargli il sempreverde ''c'eravamo tanto odiati'' e Bertolacci, dato in partenza (biglietto di nuovo in direzione Genova?) e anche lui mai troppo ben voluto dall'esigente palato rossonero. Kucka resterà perché serve qualcuno che faccia legna, nonostante Montella prediliga ricamatori alla Mati Fernandez, tornato a Firenze per fine prestito, ma in odore di rientro. Locatelli dopo l'exploit dei primi mesi stagionali e il calo fisologico, dovrebbe rimanere, anche se si potrebbe paventare l'ipotesi Atalanta, nell'eventuale affare Conti. Montella invece a Bonaventura, leader silenzioso e jolly imprescindibile, difficilmente rinuncerà. Perso Pasalic anche lui per fine prestito, il Milan farà un tentativo per riprenderlo, altrimenti andrà alla ricerca di un sostituto. L'ideale sarebbe stato Pellegrini, ma la Roma difficilmente rinuncerà all'opzione di ricompra su un talento del genere.  Non sembra andato a buon fine il tentativo per Borja Valero, da non escludere il ritorno di fiamma per Baselli e per l'altro gioiello granata, Benassi. Da valutare il rientrante Mauri, mentre Honda è svincolato. Sosa e Poli, due rincalzi che non hanno mai convinto fino in fondo, verranno probabilmente messi sul mercato.

Attaccare!

https://www.youtube.com/watch?v=ip6J8V2-yEM

Il 3 giugno non è stato un dramma solo per i tifosi juventini, anche quelli rossoneri hanno dovuto incassare un bel pugno dalle merengues. Il rifiuto di Morata, annunciato in televisione, ancora riecheggia tra i muri di Casa Milan. Perso forzatamente un altro spagnolo, quel Deulofeu autentica sorpresa dello scorso campionato e rientrato a Barcelona dopo aver girovagato più di una carovana di giostrai, l'arrivo dell'astro nascente del calcio lusitano Andrè Silva, duttile e adattabile su tutto il fronte offensivo, prova a scaldare gli animi del pubblico meneghino.  Mentre uno tra Bacca e Lapadula probabilmente lascerà (il colombiano per età, richieste e valore è il maggiore indiziato, magari in Cina),  confermato il sempre più convincente Suso, trasformato dalla mano sapiente di Montella in un potenziale fuoriclasse, per completare il pacchetto offensivo servirà agire ulteriormente sulle fasce. Se Montella vorrà mantenere il tridente offensivo o quel 442 visto spesso la scorsa stagione, i nomi che si fanno sono quello di Keita soprattutto, ma si faranno dei tentativi anche per Berardi o Bernardeschi e non solo per rifiatare il jolly Bonaventura.

In uscita Niang, mai entrato in vera sintonia con questa maglia, nonostante gli sprazzi da grande giocatore. Troppo acerbo, troppo balotelliano. In uscita anche Ocampos per fine prestito.
Il sogno, da 9 settimane e ½, resta Belotti.

Il calciomercato è un gioco in perenne mutazione, è probabile che lo scenario profetizzato in queste righe venga stravolto,  ma serve a strappare qualche risata a farci scambiare delle opinioni, a passare il tempo con in faccia l'aria condizionata dell'ufficio e a sognare trofei, rinascite e rivincite sul bagnasciuga o sotto l' ombrellone. Non prendetelo sul serio.


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Classe '82 come Contador, Kakà e Gilardino, ma non ho mai vinto né Tour de France, né Champions League, né Mondiale. Ho praticato diversi sport, ma gli unici che mi si addicono davvero bene sono quelli da vedere sul divano. Juve, fumetti, cinema horror, ciclismo e cibi unti, le mie più grandi passioni.

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