Interventi a gamba tesa

Il nuovo allenatore Inter, tra sogno e realtà


Anche se in questi giorni il percorso di Spalletti sembra abbastanza segnato e non paiono esserci più dubbi su chi sarà il prossimo allenatore dell’Inter, abbiamo voluto comunque dire la nostra sull’argomento, sbilanciandoci (tra sogno e realtà) sui nostri papabili prossimi allenatori nerazzurri. Tra nomi deliranti, visioni oniriche e predizioni inverosimili ci siamo resi conto, una volta di più, di essere una redazione con più di un problema mentale. 


50 sfumature di mollo
di Lorenzo Lari

SOGNO
L’Inter vista quest’anno ha dato troppo spesso l’impressione di essere una squadra scollegata fra i reparti, fragile mentalmente e non capace di rialzare la testa di fronte a qualsiasi principio di difficoltà. In una parola: ha dato troppo spesso l’impressione di essere una squadra molle. Risulta scontato, quindi, come una squadra di questo tipo necessiti prima di tutto di un allenatore non molle. Di un allenatore “non demotivato”. Di un allenatore che magari non “farà i salti in panchina”, ma che comunque “fa le esultanze”. Di un allenatore capace di “lavorare 24 ore al giorno (caaazo!)”. Di un allenatore che fa del coraggio e della produzione di vino i suoi punti fermi. Di un allenatore in grado, nel caso in cui le cose sul campo prendessero una brutta piega, di regalare comunque tante gioie ai suoi tifosi fuori dal rettangolo verde.
Alberto Malesani, io scelgo te (caaazo!).

“Ma che mollo?” cit.

REALTA’
Sarò banale, ma credo che tutte le strade portino a Luciano Spalletti. Forse non il nome più affascinante, vero, ma credo che Luciano possa dimostrarsi la giusta soluzione tra i bisogni di uno spogliatoio abituato troppo bene (eufemismo) e una società ancora non abbastanza presente. Ok, non sarà un Conte o Simeone, ma siamo onesti: quante possibilità concrete c’erano/ci sono che i due lascino due piazze come quelle di Londra e Madrid? Pochissime. Giusto ripartire con un allenatore italiano capace di gestire critiche e pressioni. Giusto ripartire con un allenatore motivato, che conosca alla perfezione il nostro calcio e il nuovo coordinatore dell’area tecnica di casa Inter, Walter Sabatini. Giusto ripartire, in definitiva, con Luciano Spalletti.


Delio Rossi, legnate e rivoluzione
di Antonio Cefalù

SOGNO
E se revolución non fosse? Chi sarà l’eroe capace a caricarsi sulle spalle questa banda di ragazzini tanto ricchi di denaro quanto poveri di personalità? Scrivo di un sogno perché in questo calcio di pupette imbellettate ormai si è diventati schizzinosi, però quattro schiaffi cadauno sarebbe la soluzione più pratica ed economica. La connessione è immediata: non pensiamoci due volte e riesumiamo l’indimenticato campione di pesi leggeri Delio Rossi – colpevolmente bistrattato da questo sistema fin troppo buonista. Fra l’altro, sarebbe anche il sarto perfetto per cucire il vestito tattico di questa Inter, accontentando al contempo la stragrande maggioranza dei tifosi. Delio, infatti, ha costruito le sue fortune manageriali sul 4-3-1-2. Dai che avete già capito. Se prima erano 10 a caso + Icardi, ora potrebbero essere 9 a caso + Icardi e Gabriel Barbosa, barbaramente soprannominato Gabigol. Io ci credo, e la speranza è l’ultima a morire.

Immaginatevi la stessa scena con il Gabigol di turno…

REALTA’
Mancini, De Boer, Pioli, Vecchi, un ritmo di cambi da retrocessa: allo stato attuale delle cose, le reali preoccupazioni dell’Inter non possono che essere giocatori e società. Forse il discorso allenatore in questo momento tumultuoso è secondario, ciò nondimeno rimane di cruciale importanza. Con una squadra che i tifosi interisti si auspicano verrà rivoluzionata in estate, indicarne dall’esterno uno da Inter si traduce in un mero discorso di preferenza soggettiva. Vorrebbe dire comprare un vestito per una persona che non hai mai visto: magari è molto bello, ma la taglia? Sarà giusta? Personalmente credo che Spalletti sia la soluzione migliore, non solo perché è bravo, ma soprattutto perché in dirigenza c’è Sabatini, collaboratore fidato e stimato ai tempi della Roma. Se andrà all’Inter, sarà dunque perché Sabatini gli avrà spiegato, con la sincerità di un amico, che la situazione societaria garantirebbe un progetto serio. Vero. Per questo è la figura in cui ogni tifoso dell’Inter dovrebbe sperare. Ecco, se poi facesse un pacchetto unico con De Rossi…


Evviva l’Argentina, evviva la follia, evviva il futbol
di Andrea Ravasi

SOGNO
Bielsa. Sarebbe davvero divertente il Loco sulla panchina neroazzurra. Il Loco per la squadra “Pazza” per eccellenza: una combinazione davvero esplosiva. Il suo 3-3-3-1 sarebbe fantastico per il pubblico di San Siro che, difficilmente vedrebbe alzare un trofeo, ma almeno si divertirebbe come poche altre volte nell’ultimo ventennio. Mi immagino già ritmi alti, verticalizzazioni e palla giocata in velocità. Sogno già un’Inter veloce e dinamica come poche volte si è vista nella storia. Mi immagino Icardi segnare 40 gol e Banega fornire decine e decine di assist. Sicuramente i due argentini sarebbero i più valorizzati dal sogno Loco, ma mi rendo conto che è impossibile, quindi smetto di sognare.

Scherzavo non riesco a smettere e dato quindi che di un sogno si tratta, perché non sognare in grande? Un 3-3-3-1 classico del Loco, votato all’attacco. Boateng e Rudiger per sistemare la difesa. Nainggolan ad accompagnare Joao Mario e Galgiardini a centrocampo per garantire corsa e inserimenti. Banega a rifinire. Perisic e Di Maria sugli esterni per creare 1 vs 1 e cross al centro per Icardi. Come si farebbe a non apprezzare una squadra del genere guidata dal Loco?

bielsa Inter

REALTA’
Tornando alla realtà un allenatore che da tifoso mi farebbe letteralmente impazzire è Simeone. Ok, ormai ha detto che resterà all’Atletico, ma nel caso di un attacco di follia, lo voglio vedere sulla panchina dei neroazzurri la prossima stagione. Il suo 4-4-2 solido e compatto farebbe tornare emozione su quelli spalti che 7 anni fa hanno visto vincere tutto. Il sacrifico che chiede ai suoi giocatori è il simbolo di quanto il Cholo entri nelle menti degli stessi ed è proprio questo che gli interisti si aspettano di vedere il prossimo anno. Un gruppo, una squadra che giochi insieme e che lotti per la maglia e chi meglio del Cholo può trasmettere questi sentimenti, lui che la maglia l’ha indossata e con cui ha vinto? A mio avviso nessuno. Quindi, spero ancora che la società riesca a far diventare realtà questa mia illusione. Inoltre la sofferenza con cui le sue squadre conquistano la vittoria è, come la pazzia del Loco, inisita nella storia interista. “Una continua sofferenza per arrivare alla vittoria” è lo stesso inno dell’inter che richiama il Cholo a San Siro e chi siamo noi per dire di no?!

4-4-2 classico e compatto e dato che si tratta di realtà solo colpi possibili e facilmente raggiungibili. Zappacosta e Dalbert per sistemare il problema terzini senza troppi esporsi (30 milioni). Altri 20/30 milioni per prelevare il difensore tedesco dalla Roma e rafforzare il reparto difensivo, andando a comporre un duo solido con Miranda, già allenato e apprezzato dal Cholo. A centrocampo la conferma di Perisic a sinistra e Joao Mario a destra come nel Portogallo e come Koke all’Atletico. Un solo innesto in questo reparto Strootman (40 milioni) per dare solidità e geometria alla ripartenza neroazzura. In avanti Icardi, cercato dal Cholo per il suo Atletico la scorsa estate, e Berardi cuore neroazzuro per il rilancio della società (35 milioni). Totale 135 milioni spesi e squadra che lotta per il vertice guidata dalla sapiente mano del Cholo. Firmate con me?

simeone Inter


Non è un paese per giovani
di Leonardo Salvato

SOGNO
Il colpo di scena più assurdo di sempre, di fronte al quale Chazelle cederebbe di sua spontanea volontà l’Oscar a Zhang Jindong, chiamandolo “maestro” con la stessa riverenza di Luke Skywalker nei confronti di Yoda. L’eroe di una delle più grandi imprese compiute da una squadra nerazzurra, il condottiero dell’Inter dei record del 1989, Giovanni Trapattoni. Che sembra un po’ come il nonno che ognuno di noi ha avuto, quello che ci staccava da videogiochi per insegnarci a giocare a briscola. Già ce lo vedo, a sequestrare gli smartphone di Icardi e Brozovic prima di ogni allenamento, strigliandoli per bene perché li vede “deboli come una vuoto bottiglia”. E poi, dopo i risultati con il tedesco e l’inglese, vogliamo davvero perderci il Trap alle prese col cinese?
#makeIntergreatagain #strunz

REALTA’
L’allenatore ideale di questa Inter è un rebus abbastanza intricato a cui dare risposta. Il candidato infatti deve rispondere a un identikit ben preciso per sposarsi con quella che adesso è la realtà dell’Inter: una squadra di medio-alta classifica non certa di garantirsi l’accesso alle coppe europee; con una società ambiziosa ma inesperta; e tifoseria depositaria di una nobiltà ben radicata (per quanto decaduta sul campo) che vedrebbe di cattivo occhio un “nuovo Mazzarri”. L’Inter insomma non ha bisogno di un santone, ma di un tecnico magari anche di poche idee, ma ben chiare. E soprattutto col carisma necessario per inculcarle a una rosa piena di “cani sciolti”. I profili ideali che si delineano in questo modo sono quelli di Simeone e Conte, forse però poco disponibili a un salto nel vuoto così grosso a questo punto della loro carriera. Chi non ha di questi problemi è Capello, uno con la fama di vincente che accetterebbe di buon grado questa grande sfida, forse l’ultima della sua carriera.


La solidità prima di tutto
di Lucio Pelliccioni

SOGNO
Walter Mazzarri, appena sentito la notizia del suo addio a fine stagione al Watford, l’ho immaginato subito alla Pinetina. Nella mia mente da amante dei grandi ritorni avrebbe portato con se il figliol prodigo Ranocchia e Isla (uno che per gli juventini ha sempre avuto la faccia da interista). Avrebbe risistemato la squadra col suo famoso 3 5 2, ma questa volta super offensivo, con Icardi e Gabigol davanti e Perisic e Candreva sugli esterni. Centrocampo con Gagliardini Kondogbia e Joao Mario, bello dinamico come piace a lui. Linea difensiva bassa e contrattacchi veloci e diretti. Riporterebbe in Italia un pò di sano contropiede che non fa mai male, soprattutto per le squadre che devono rifarsi da stagioni mediocri o disastrose. Poi non dimentichiamo quelle belle conferenze stampa polemiche che piacciono tanto al bel paese. “Io non voglio parlare degli arbitri, però quello era rigore.” cit.

REALTA’
Penso che tutti siamo d’accordo che all’Inter servano allenatori di prima fascia sia per conoscenze tattiche che per temperamento, esempio Conte, Simeone o Klopp, ma non ho molta fiducia che questi possano sposare l’attuale progetto di Suning (spero di sbagliarmi). Io da instancabile romantico fossi in Sabatini punterei su Hector Cuper, l’Hombre Vertical, l’uomo tutto d’un pezzo e dalla personalità forte al pari dei sopra citati e a mio parere l’unico dopo Mourinho ad aver amato veramente l’Inter negli ultimi 20 anni. Un grande ritorno che potrà sembrare folle ma le sue pacche sul petto e la sua gestione del gruppo aiuterebbero sicuramente l’Internazionale nella risalita verso l’elite italiana. Ormai è etichettato come eterno secondo fra le 2 finali col Valencia di Champions, il 5 maggio e l’ultima coppa d’Africa, ma sicuramente far tornare l’Inter una contendente allo scudetto sarebbe il suo obbiettivo per la stagione 2017/2018.

La redazione di Sportellate.it nasce in un attico riminese nell'estate del 2012. Oggi è la voce di una trentina di ragazzacci da tutta Italia. Non ama prendersi troppo sul serio.