Interventi a gamba tesa

Cavallo pazzo


Non poteva che finire così. Sembra strano a dirsi, soprattutto per chi non segue il tennis, ma quello della vittoria contro il grande campione seguito dalla sconfitta nella prova del nove è un refrain non nuovo nella carriera di Fabio Fognini.


La vittoria contro il numero 1 del mondo Andy Murray, ottenuta oltretutto col lapidario punteggio di 6-2 6-4, aveva mandato in visibilio anche i meno appassionati, nella speranza di avere finalmente un giocatore in grado di raggiungere le fasi finali dell’unico torneo del circuito ATP rimasto in Italia. Era stata la qualità del gioco espresso, però, a illudere maggiormente, perché una vittoria contro lo scozzese nel rosso casalingo Fabio l’aveva già ottenuta in Coppa Davis a Napoli, nel 2014, col punteggio di 6-3 6-3 6-4.

Gli highlights di una partita dominata.

Nulla da fare, però. E’ stato il tedesco Alexander Zverev a fermare la corsa del tennista taggiasco già agli ottavi di finale, col punteggio di 6-3 6-3. Va detto, ad onor del vero, che il tennista di origine russa oltre ad aver vinto poi il torneo, è uno dei più lucenti astri del tennis attuale, numero 17 del mondo a soli 20 anni. Rimane comunque quell’amaro in bocca che sa di occasione perduta, anche in considerazione del fatto che sconfiggere il numero 1 del mondo significa prendere il suo posto nel tabellone ad eliminazione diretta, posto che certamente aiuta a garantire incontri più agevoli nel prosieguo del torneo.

Il futuro del tennis mondiale.

zverev

L’unica parziale consolazione per Fabio sta in una promessa che lui stesso aveva fatto, è cioè nella circostanza che avrebbe abbandonato il torneo, anche senza aver subito sconfitte, in caso di nascita del figlio che da lui aspettava Flavia Pennetta. Il figlio poi è nato il 19 maggio, giorno in cui Alexander Zverev ha giocato il turno successivo a quello della vittoria contro lo stesso Fabio. Sarebbe cambiato poco.

O forse potrebbe cambiare tantissimo, perché la nascita di un figlio, come un matrimonio, è uno di quegli eventi che solitamente aiutano le teste calde ad acquisire serenità, consapevolezza e, conseguentemente, una maggiore costanza. Sarebbe una manna per Fognini, tennista dal talento cristallino e dalle grandi doti fisiche, che costantemente paga dazio per via del carattere fumantino.

Ora non rimane che concentrarsi sul Roland Garros, secondo Grande Slam dell’anno nonché unico sulla terra battuta, superficie da sempre prediletta da Fabio Fognini come dalla maggior parte dei tennisti del nostro paese.

Augurandoci che all’audacia si unisca anche una maggiore fortuna.


 

La redazione di Sportellate.it nasce in un attico riminese nell'estate del 2012. Oggi è la voce di una trentina di ragazzacci da tutta Italia. Non ama prendersi troppo sul serio.