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2 min

- di Jacopo Landi

Top of the Flop, 37a giornata


Top

1) Mandzukic: ignorante come un “se io sarei”, cattivo come uno zingaro nel lancio del rame... sta di fatto che nel momento della verità, sfregia il difensore del Crotone, anticipa il Panza Higuain e dentro la porta, la appoggia lui. Re Mandzu, il re dei Balcani sopra le Alpi.

2) Andreolli: quando negli ultimi 5 anni hai giocato 5 partite e sei più conosciuto per la tua somiglianza con Facchetti piuttosto che per la bravura nel tuo mestiere, il rischio di perdersi è elevato, va detto. Ma Marcone nostro no e appena è sicuro che l’Inter non è più in grado di qualificarsi neanche per i giochi senza frontiere, segna con un colpo di testa che Van Basten spostati.

3) El Shaarawy: bistrattato, commentato…anche qui un paio di gemme nel momento più atteso. Il goal contro la Juve ha un coefficiente di difficoltà che solo l’ingegner Cane potrebbe calcolare, quelli con il Chievo sono solo il dolce lascia passare per la dolce vita romana. Il Faraone è tornato.

 

Flop:

1) Borriello: Re della gnagna ed eroe di mille battaglie. Oggi sbaglierebbe anche partner sessuale, finendo con Malgioglio a pecora. Segna un bellissimo goal di testa nella sua porta. Regala un rigore. Defibrilla uno spettatore sano. Ogni tanto, semplicemente, le cose vanno così. Borri’s anatomy.

2) Paulo Sousa: dopo averlo conosciuto a Firenze hanno riscritto il significato etimologico della parola: apatia. Far giocare Bernardeschi fluidificante di sinistra non era facile. Farlo con una faccia che dice “Mi pagano per inventarmi cazzate e io lo faccio” è già da eroi della nostalgia.

Paulo Sousa "Il Napoli è una delle squadre più forti incontrate nella mia carriera".

sousa flop

3) Hoedt: Quello che riesce a combinare nell’azione dell’autogoal è da fantascienza e al contempo da sua negazione. Un’azione talmente no sense, talmente brutta calcisticamente e concettualmente; che neanche un ergastolo potrebbe salvarlo. E’ come scoparsi la più bella del liceo, essere pronti al gran finale ma poi arriva il ciccione della classe che ti chiede se hai 20 cent per il the verde. E addio orgasmo.

#iamJackMoody


 

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Nato il 6 aprile del 1988 a Milano figlio orgoglioso di una città che ama con odio. Nelle vene sangue misto che ne fanno un figlio del mondo senza fissa dimora. Tra un gin tonic e un whiskey ben concepito ha consacrato la propria esistenza all’arte della buona musica con De Andrè, Shane McGowan e Chat Baker a strapparsi pezzetti di anima. Il cinema come confessione condivisa. L’amore per la beat generation e per quel mostro di James Dean. Interista con aplomb anglosassone per il gioco più bello del mondo. Crede che verranno tanti giocatori meravigliosi ma più nessuno con la corsa di Nicolino Berti.

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