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- di Marco Toselli

Dentro il Giro d'Italia - Ogni giorno una nuova tappa


Quando dissero che avrebbero voluto fare passare il centesimo Giro d'Italia sia per la Sardegna, sia per la Sicilia, qualcuno rise e disse che erano pazzi. Poi l'organizzazione di RCS l'ha fatto davvero. Oggi il Giro conclude la sua esperienza nelle isole e prosegue il suo viaggio attraverso il continente, dalla Calabria a Milano.


Le tappe in Sardegna e Sicilia sono state un capolavoro logistico: immaginate di dover spostare ogni giorno migliaia di persone, di mezzi di trasporto, di TIR, di atleti stanchi dalla corsa e di personale di servizio, ogni giorno pronto a fare il suo dovere in una tappa diversa. Il Giro è una sfida contro la natura, e a vincerla è sempre l'Italia.

Fernando Gaviria ha già vinto due tappe e per un giorno ha indossato la maglia rosa, premiato da Giorgia Palmas. Non è poco, Fernando.

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Il bilancio di questi primi giorni? Ci sono le premesse per un Giro molto caldo. Ci si aspettava Nibali in maglia rosa a Messina, la sua città. Era una speranza dettata dal troppo entusiasmo: in Rosa sullo stretto c'è il bravo Bob Jungels, che dietro di sé ha probabilmente la squadra più forte del gruppo, la stessa Quick Step di Gaviria.

Uno che prima o poi, un Giro o un Tour lo può vincere. Non ha ancora 25 anni.

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Nibali è partito in realtà bene, provando addirittura l'attacco sull'Etna, il primo arrivo in salita di questo Giro100. Ce ne saranno altri, e il prossimo e durissimo sarà il Blockhaus, domenica 14 nel basso Abruzzo. Chi avrà la maglia rosa sulla salita della Majella sarà un serio candidato per la vittoria finale.

Il percorso del Giro. Si risale la penisola attraversando l'arco alpino e tornando poi a Milano il 28 maggio.

giro d'italia

Il vero sfidante di Nibali è Nairo Quintana, il grande favorito di questa edizione. Ha già vinto il Giro due anni fa e per ora sta rispettando il pronostico: attende il proprio turno, senza attaccare inutilmente nelle prime tappe, conservando energie e restando in una posizione di attesa tattica. Avrà tutto il tempo di dire la sua sul Blockhaus e sulle Alpi, e servirà il miglior Nibali in salita per arginare il colombiano.

Vincenzo dice che non è al massimo della forma. È probabile che ci possa avvicinare nelle tappe conclusive di questo Giro, come successe lo scorso anno dove nel weekend finale riuscì a passare dal quarto posto al primo, guadagnando la maglia rosa finale dopo due giorni epici sulle Alpi.

Per ora gli unici vincitori finali sono le migliaia di persone che aspettano i corridori sotto il caldo della Sicilia o della Sardegna, seduti per ore a bordo strada ad attendere che per pochi secondi 200 atleti passino a 40 chilometri all'ora. In attesa per il solo fatto che la loro terra, quel giorno, è protagonista di qualcosa di grande, e loro vogliono esserci, e sono lì a fare parte di quella giornata.


 

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