Interventi a gamba tesa

L’urlo di Simeone: “Vamos Atletico!”


Se chiedete ad un calciatore qual è il suo sogno nel cassetto, lui ti risponderà presumibilmente “giocare la Champions”. Magari giocare partite proprio come quella di questa sera, la sfida eterna tra Atletico e Real. Partite come queste capitano poche volte nella vita, il giocarsi qualcosa di importante tira fuori di te la giusta rabbia e la giusta determinazione per raggiungere l’obiettivo prefissato. Se per caso in questi giorni siete passati a Madrid nel quartiere Av de la Virgen del Val, avrete sicuramente notato quell’aria di mistero, bella ma anche tesa, che si provava vicino al campo d’allenamento dei ragazzi di Simeone. C’è da ribaltare un 3-0, c’è da vendicarsi sui sempre odiati cugini del Real, c’è voglia di rivincita dopo le ultime due sconfitte in finale.


Insomma, la voglia di certo non manca. Simeone lo ha detto, fino alla morte. Noi ci fidiamo del Cholo e della sua filosofia, la remuntada super del Barcellona di non molto tempo fa ci ha insegnato che tutto è possibile e che nulla è scontato. I giocatori questo lo sanno, credetemi.

Prendete Oblak, la saracinesca di Simeone. Se l’Atletico è arrivato a questo punto il merito è anche suo, merito di alcuni interventi decisivi tra andata e ritorno nella doppia sfida con il Leicester, che hanno permesso alla corazzata biancorossa di volare in semifinale di Champions. Il portiere sloveno, ormai da tre anni, si sta confermando come uno dei migliori specialisti in circolazione. Figuriamoci se proprio uno come lui vuole arrendersi e non vuole cercare di far qualcosa di straordinario. Ha i guantoni per fermare anche i marziani blancos, lui ci proverà.

Il suo triplo salvataggio contro il Bayer Leverkusen resterà a prescindere nella storia.

Che ne dite poi di Filipe Luis, super terzino che ha preferito l’amore per l’Atletico dopo essere stato al Chelsea e aver rifiutato la Juventus. Cose mica da poco. Certo non avrà clienti facili, ma ormai lui è abituato a certi ritmi, il Cholito lo ha abituato bene.

Chi di noi non vorrebbe essere lo Stefan Savic di domani, che dalla Fiorentina in crisi passa ad una delle squadre più blasonate d’Europa e, strano, matura anche piano piano e ripaga l’Atletico per i sacrifici fatti. Ricordate quello che abbiam detto all’inizio? Lui il suo sogno già l’ha realizzato.

Si arriva poi al generale, l’eterno Godin. Ma voi lo sapete quanto è difficile colpire un pallone di testa? Nei suoi 186 centimetri, il flaco Godín, ha reso il colpo di testa un arte, l’unica possibile soluzione all’equazione palla alta nell’area dell’Atletico Madrid.  Diego Godín è sempre lì, pronto a prenderlo di testa. Lui, che è l’esempio della forza di questa squadra, che non molla mai e che il Real lo ha già punito. C’è sempre una seconda volta, noi ci speriamo.

Forse lui è quello più di tutti che sta aspettando questa partita, che quel maggio dell’anno scorso ancora se lo sogna la notte. D’altronde come si fa a dimenticare certi momenti? Juanfran lo sa bene e ha voglia di rivalsa, di rivincita. Lui che dopo il rigore sbagliato scrisse una lettera ai tifosi, lui ha un cuore e l’ha sempre dimostrato. Ora ha voglia di tirar fuori qualcos’altro…

Forse lui è la vera rivelazione di questa squadra: Saul, l’incarnazione vivente del ‘cholismo’. Il primo derby che gioca finisce 4-0 per l’Atletico, lui segna un goal pazzesco in rovesciata e fa pure un assist. Lasciarlo fuori è impossibile , in questa stagione Saul diventa un fattore soprattutto in Champions. Il suo obiettivo è concludere alla grande la stagione con l’Atletico, magari prendendosi proprio la rivincita con l’ex Real nella finale di Champions. Navas lo conosce bene, molto bene.

Da un centrocampista all’altro; Jorge Resurrección Merodio, per tutti Koke, è uno dei talenti maggiori del calcio spagnolo. Koke è cresciuto calcisticamente nelle Giovanili dell’Atletico, per cui può a ragione essere definito un prodotto della Cantera colchonera. Lui anche è uno che non si arrende mai, se giochi nell’Atletico non te lo puoi permettere. L’ultima ‘perla’ di Koke è stato il bel diagonale con cui il trequartista di Simeone ha fatto esplodere di gioia il Calderòn nell’attesissimo derby con il Real Madrid. Coincidenze?

Siamo arrivati a lui, al capitano, a Gabi. Come ogni altra cosa nella vita, anche il calcio è fatto di paradossi, di circostanze che spiegare è impossibile: una di queste è rappresentata dalla mancata convocazione in Nazionale di uno dei migliori giocatori di Spagna, capace di raggiungere obiettivi insperati negli ultimi anni. Ovviamente è il suo caso.

“Daremo tutto. Domani proveremo e faremo qualcosa di veramente difficile. Abbiamo bisogno di una prestazione completamente diversa rispetto all’andata. Siamo una squadra compatta, solida e non cambieremo il nostro stile. Del resto ci ha portati fin qui. Ma dobbiamo capitalizzare le nostre occasioni. Il fatto che poi sarà l’ultima partita in Champions League al Vicente Calderon sarà qualcosa di speciale e speriamo sia una notte speciale per noi”.

Se l’ha detto, noi ci crediamo.

Si passa poi al primo dei tre interpreti del tridente d’attacco, Ferreira-Carrasco. Arrivato nel 2015, ha già giurato amore all’Atletico rinnovando il proprio contratto fino al 2022. E’ insieme a Saul la vera rivelazione di questa stagione e se vale 40 milioni (o forse di più) un motivo ci sarà. Lui è onnipresente nella banda di Simeone, 50 le presenze quest’anno in tutte le competizioni con 14 gol fatti. Ha già punito il Real in finale l’anno scorso, con dedica alla ragazza. Magari la ragazza potrebbe aspettarsi una seconda dedica stasera…

C’è poi Kevin Gameiro, il regalo estivo per Simeone. L’attaccante che ha fatto una tripletta in 4 minuti è già abituato a record e ad imprese memorabili. Certo, stasera non avrà di fronte la difesa dello Sportin Gijon ma la speranza è l’ultima a morire, questo lo sanno tutti e lo sa benissimo lui che dopo un lungo infortunio si è ripreso l’attacco dell’Atletico e lo ha trascinato fin qui. Lui c’è, risponde presente.

Siamo arrivati all’uomo copertina, le pètit diable, Antoine Griezmann. Lui la squadra l’ha già portata una volta in finale. Oggi è il gioiellino della squadra, eppure, emergere per il classe 91 non è stato affatto facile. Inizia a giocare all’età di 6 anni ma in patria viene scartato a tutti i provini per via del suo fisico molto esile. Griezmann, però, non demorde: il suo sogno è quello di diventare calciatore professionista. Nel 2005, in prova al Montpellier, gioca una partita amichevole contro le giovanili del Psg e la Real Sociedad si accorge di lui e gli offre un periodo di prova a San Sebastian. La società spagnola si innamora del piccolo talento francese che compie tutta la trafila nelle giovanili fino ad esordire in prima squadra nel 2009: Griezmann si mette in mostra realizzando 52 reti in 202 presenze con la maglia della Real Sociedad in sei stagioni. Nel luglio del 2014 è giunto il momento, all’età di 23 anni, di fare il salto di qualità: l’Atletico Madrid del Cholo Simeone paga per intero la clausola rescissoria, 30 milioni di euro, e lo porta al Calderon. Stasera è la sua serata, noi tutti lo aspettiamo.

Si, se non l’avete ancora capito faccio parte di quei “credenti”.

cristiani

E infine c’è lui, el Cholo Simeone. Sarà una notte particolare per Diego a prescindere dal risultato finale. Il sogno si avvicina all’impossibile: rimontare il Real e cancellare il 3-0 (il secondo infertogli quest’anno da Zidane) dell’andata, cosa che ai blancos non è mai capitata in un doppio confronto nella storia, né in ambito nazionale né in campo internazionale. La cornice sarà in ogni caso da brividi perché vedremo l’ultimo match di Champions disputato al Vicente Calderon, un’emozione in più come se non bastasse già l’importanza della partita e la posta in palio.

“Crediamo in noi stessi e in ciò che sappiamo fare, nei nostri ‘strumenti’ sul campo. Domani non cambieremo, sappiamo di cosa siamo capaci e ho piena fiducia nei miei: so che domani forniranno una grande prestazione: dobbiamo sfruttare a dovere anche il vantaggio di giocare in casa“.  “Non ho bisogno di motivare i miei, se lo facessi sbaglierei. Per certe sfide le motivazioni ce le hai da quando ti svegli la mattina. Domani ci aspetta una sfida dura, contro una squadra che ci ha battuto in due finali e pochi giorni fa per 3-0 nella semifinali di andata. Quindi per noi non ci potrebbero essere stimoli maggiori, e dobbiamo crederci“.

Ormai manca poco, pochissimo. Intorno al Vicente Calderon inizia ad alzarsi quel velo di gioia, tensione e malinconia. Noi siamo dei romantici, crediamo nelle belle storie anche perchè fino ad ora ne abbiamo viste tante. Noi tifiamo per l’anima dei Colchoneros e per questo ora ci vien da dire solo una cosa, “Vamos Atletico”.


 

Classe 2000, aspirante giornalista, da sempre amante del calcio. Amo raccontare tutto ciò che succede dentro e fuori il campo da calcio, che sia giocato o parlato. Nulla é più bello del vedere la palla in rete.