Interventi a gamba tesa

Top of the Flop, 35a giornata


Top

1) Dzeko: si presenta a San Siro con la nomea del paracarro miracolato. Ne piazza due, uno più bello dell’altro e manda a casa tutti i cercatori di rame della città. Che la Roma fosse più forte del Milan non era un mistero. Che Dzeko sapesse segnare senza una passaggio davanti alla linea di porta no. Viva il Re.

2) Mertens: 30 anni e 30 goal. Neanche Don Pietro Savastano si era giocato il belga come credibile prima punta. Ma il belga non lo sa e fa 30 goal. Tutti a casa. Strizza per il rinnovo e comparsata in Gomorra 3: il nord trema.

3) Higuain: entra svogliato nel derby come me dopo un doppio Big Mac il giovedì sera post Byblos. La piazza a 4 minuti dalla fine per raddrizzare le cose. Per far vedere chi è. Per far vedere come girano le cose. Se non segna vi mangia… Belen esclusa.

Più o meno la stessa cosa.

higuain top

Special Guest: Dybala alla metà del primo tempo compie una finta di corpo che manda l’oppositore granata in psicanalisi. Se in Italia abbiamo fantasia è solo merito suo. Preserviamolo. Sempre.

 

Flop:

1) Kondogbia: più evanescente di un fantasma. Talmente anonimo che quando viene espulso Inter Channel se ne accorge con 5 minuti di ritardo. Non è buono neanche per un reboot degli acchiappa fantasmi. Che vada a recitare con Tom Hardy in Taboo. Chi l’ha visto ? #fantasma

Kondogbia = 40mln.

kondogbia flop

2) arbitro Valeri: oggettivamente… vedere che l’intervento di Acquah fosse sul pallone sarebbe riuscito anche a Bocelli ubriaco. Ma Valeri no, come sempre, COME SEMPRE, interviene e per fare il protagonista rovinando un derby Bellissimo. Chi ha detto che i grandi non si fanno notare ma si fanno ricordare non l’ha mai conosciuto. #grandinesulglande

3) Suso: vi ricordate Krasic? Capita la finta… svelato l’inganno. Più inutile di un pompino la domenica pomeriggio. Ok, ho esagerato, un pompino non è MAI inutile (credetemi). Ma se fosse fatto male, durante una partita a cui tenete e non veniste neppure… beh quello sarebbe Suso questa domenica. E senza birra…

Menzione speciale: diciamo sempre di abbassare i toni. Ditelo anche a Valeri e Miha. Meno protagonisti e più calcio.

#iamJackMoody


 

Jacopo Landi, sangue misto nato nell'aprile del 1988 in quel di Milano ma in realtà appartenente (in parti uguali), per origini, a: Emilia Romagna, Toscana, Valle d'Aosta, Lazio, Abruzzo ed India. Lavora un po' in tutti i settori possibili, tranne quello del narcotraffico. Matura esperienza come giornalista, prima cinematografico e poi sportivo presso il giornale on-line Italia Post, il sito calciomercato.com e le collaborazioni coi giornalisti Fabrizio Biasin e Alfredo Pedullà. Ha inoltre collaborato con la compagnia teatrale "I Birbanti" e firmato un corto personale "Una birra al bar" tratto da una novella del buon (e sacrosanto) Bukowski. Dal 2013 collabora prima con la Nella Longari arte, poi con la M77 Gallery e infine con la Renata Fabbri Arte contemporanea; prima di tornare nel mondo della produzione in qualità di sceneggiatore. Non potrebbe vivere senza filosofia, donne, cinema, whisky e buona musica. Collabora con Sportellate perché dopo il video di Corona sul "pene" di Adriano non riteneva di poter essere da meno.