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2 min

- di Jacopo Landi

Top of the Flop, 35a giornata


Top

1) Dzeko: si presenta a San Siro con la nomea del paracarro miracolato. Ne piazza due, uno più bello dell’altro e manda a casa tutti i cercatori di rame della città. Che la Roma fosse più forte del Milan non era un mistero. Che Dzeko sapesse segnare senza una passaggio davanti alla linea di porta no. Viva il Re.

2) Mertens: 30 anni e 30 goal. Neanche Don Pietro Savastano si era giocato il belga come credibile prima punta. Ma il belga non lo sa e fa 30 goal. Tutti a casa. Strizza per il rinnovo e comparsata in Gomorra 3: il nord trema.

3) Higuain: entra svogliato nel derby come me dopo un doppio Big Mac il giovedì sera post Byblos. La piazza a 4 minuti dalla fine per raddrizzare le cose. Per far vedere chi è. Per far vedere come girano le cose. Se non segna vi mangia… Belen esclusa.

Più o meno la stessa cosa.

higuain top

Special Guest: Dybala alla metà del primo tempo compie una finta di corpo che manda l’oppositore granata in psicanalisi. Se in Italia abbiamo fantasia è solo merito suo. Preserviamolo. Sempre.

 

Flop:

1) Kondogbia: più evanescente di un fantasma. Talmente anonimo che quando viene espulso Inter Channel se ne accorge con 5 minuti di ritardo. Non è buono neanche per un reboot degli acchiappa fantasmi. Che vada a recitare con Tom Hardy in Taboo. Chi l’ha visto ? #fantasma

Kondogbia = 40mln.

kondogbia flop

2) arbitro Valeri: oggettivamente… vedere che l’intervento di Acquah fosse sul pallone sarebbe riuscito anche a Bocelli ubriaco. Ma Valeri no, come sempre, COME SEMPRE, interviene e per fare il protagonista rovinando un derby Bellissimo. Chi ha detto che i grandi non si fanno notare ma si fanno ricordare non l’ha mai conosciuto. #grandinesulglande

3) Suso: vi ricordate Krasic? Capita la finta… svelato l’inganno. Più inutile di un pompino la domenica pomeriggio. Ok, ho esagerato, un pompino non è MAI inutile (credetemi). Ma se fosse fatto male, durante una partita a cui tenete e non veniste neppure… beh quello sarebbe Suso questa domenica. E senza birra…

Menzione speciale: diciamo sempre di abbassare i toni. Ditelo anche a Valeri e Miha. Meno protagonisti e più calcio.

#iamJackMoody


 

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Nato il 6 aprile del 1988 a Milano figlio orgoglioso di una città che ama con odio. Nelle vene sangue misto che ne fanno un figlio del mondo senza fissa dimora. Tra un gin tonic e un whiskey ben concepito ha consacrato la propria esistenza all’arte della buona musica con De Andrè, Shane McGowan e Chat Baker a strapparsi pezzetti di anima. Il cinema come confessione condivisa. L’amore per la beat generation e per quel mostro di James Dean. Interista con aplomb anglosassone per il gioco più bello del mondo. Crede che verranno tanti giocatori meravigliosi ma più nessuno con la corsa di Nicolino Berti.

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