Interventi a gamba tesa

Conquistato il Principato


E’ il 59′ del secondo tempo di Monaco-Juventus e il sergente della truppa d’attacco bianconera Higuain sgancia il secondo colpo di cannone verso la difesa monegasca. Colpita e affondata, ed è in quel momento che anche il Principe Alberto II è costretto ad abdicare il suo regno. Juve in controllo dello Stato con un piede a Cardiff per la conquista dell’Europa, ma il lavoro va completato nella battaglia di ritorno.


Il coordinatore della truppa bianconera Allegri decide di variare formazione e si schiera con un modulo che cambia a secondo delle fasi e circostanze di gioco, che vede una difesa a 3 con l’inserimento di Barzagli per Cuadrado. La partenza è con un 3-4-3  che passa spesso in un 3-4-1-2 con l’accentramento di Dybala, e nel secondo tempo si vedono in fase difensiva il 4-5-1 e il  5-4-1. Juve camaleontica, sinonimo di maturità calcistica ormai totalmente acquistata.  Tra  i pali un Buffon da Pallone d’oro, poi il ritorno della BBC davanti a lui. A centrocampo Dani Alves-Pjanic-Marchisio-Alex Sandro. In attacco Dybala-Higuain-Mandzukic

Colonnello Jardim nella rifinitura perde il suo soldato Mendy ed è costretto a  reinventare lo scudo difensivo davanti a Subasic.  Modulo 4-4-2 che in realtà è uno stra-offensivo 4-2-2-2 con gli esterni d’attacco che si accentrano molto. In difesa al posto di Mendy gioca il terzino destro adattato a sinistra Sidibè, mentre a destra gioca l’esterno di centrocampo Dirar. Centrali Glik-Jemerson. Centrocampo con B.Silva-Fabinho-Bakayoko-Lemar. In attacco la coppia dal gol facile Mbappè-Falcao.

La prima chiave tattica: Pauolo Dybala

Il fuoriclasse Argentino con i suoi movimenti permette il passaggio dal 3-4-3 a uno strano 3-4-1-2 con Mandzukic non vicinissimo a Higuain come nell’azione del 1 gol. Con questi movimenti di ripiego fino a centrocampo per poi supportare Higuain crea tanto spazio per Dani Alves che è letale sulla fascia destra. Ma andiamo ad analizzare meglio con le immagini.

Minuto 10′ Dybala avvia l’azione da dietro il centrocampo. Con questo ripiego e grazie alle sue qualità crea superiorità a centrocampo, e taglia fuori terzino e centrocampista centrale sinistro per creare superiorità numerica a favore di Dani Alves.

Dybala assai arretrato taglia fuori Bakayoko e Sidibè ( linea rossa). Dani Alves può partire sul cambio gioco dell'Argentino

Dybala assai arretrato taglia fuori Bakayoko e Sidibè (linea rossa). Dani Alves può partire sul cambio gioco dell’Argentino.

L’azione si sviluppa e Dybala crea non pochi problemi con la sua posizione tattica perfetta anche in azione avanzata. A destra c’è un buco palese da sfruttare con il cambio-gioco di Pjanic.

Dybala crea confusione tra le linee della catena destra cosi come aveva fatto con il Barcellona. Qui si nota tutta l'indisciplina tattica di Bakayoko ( dovrebbe stare nel riquadro nero) che lascia Sidibe in balia di 2 avversari. Questa cosa si è verificata per 50 metri di gioco, ed è grave.

Dybala crea confusione tra le linee della catena destra cosi come aveva fatto con il Barcellona. Qui si nota tutta l’indisciplina tattica di Bakayoko (dovrebbe stare nel riquadro nero) che lascia Sidibè in balia di 2 avversari. Questa cosa si è verificata per 50 metri di gioco, ed è grave.

L’azione continua con un cross di Dani Alves che non viene impattato da Higuian, ma la Juventus con il suo gioiellino è sempre pericolosa in queste circostanze.

Ed il gol nasce proprio da un tacco di Dybala che è nella stessa posizione dell’azione precedente

Con una lunga corsa di ripiego dalla trequarti, Dybala proviene dal quadrato giallo, li dove ha creato lo spazio per Dani Alves con un tacco geniale. In questo caso Sidibè è in ritardo e Lemar non può contrastare 2 giocatori. L'azione continua

Con una lunga corsa di ripiego dalla trequarti, Dybala proviene dal quadrato giallo, li dove ha creato lo spazio per Dani Alves con un tacco geniale. In questo caso Sidibè è in ritardo e Jemerson non può contrastare 2 giocatori. L’azione continua.

Il giovane difensore Brasiliano è costretto dall’indisciplina tattica di Bakayoko e Fabhino ad uscire fino al centrocampo. Higuain può puntare Glik nell’ 1vs1.

Orrore tattico Monegasco. Bakayoko in ritardo su Dani Alves. Sidibè e Jemerson non posizionati bene ( posizione esatta riquadro bianco, ma tutto salta se il centrocampo non ruota). Fabhino addirittura non è presente nell'azione a testimoniare le enormi carenze difensive dei padroni di casa. Higuain è solo 1 vs 1 contro Glik e la piazza facilmente sulla corsa di Dani Alves ( spazio sfruttabile riquadro giallo)

Orrore tattico monegasco. Bakayoko in ritardo su Dani Alves. Sidibè e Jemerson non posizionati bene (posizione esatta riquadro bianco, ma tutto salta se il centrocampo non ruota). Fabinho addirittura non è presente nell’azione a testimoniare le enormi carenze difensive dei padroni di casa. Higuain è solo 1 vs 1 contro Glik e la piazza facilmente sulla corsa di Dani Alves (spazio sfruttabile riquadro giallo).

Jemerson si fa attrarre dalla palla e insensatamente va a raddoppiare un calciatore girato di spalle già marcato creando una voragine centrale. Bakayoko ancora in ritardo su Higuain lo lascia tutto solo. Dani Alves da campione fiuta l'affare e con un tacco serve el Pipita.

Jemerson si fa attrarre dalla palla e insensatamente va a raddoppiare un calciatore girato di spalle e già marcato, creando una voragine centrale. Bakayoko ancora in ritardo su Higuain lo lascia tutto solo. Dani Alves da campione fiuta l’affare e con un tacco serve el Pipita.

0 a 1 Juventus, azione meravigliosa ma quanta indisciplina tattica per gli uomini di Jardim.

Manuale del difensore: Andrea Barzagli

Una delle scelte più sorprendenti di Allegri è l’utilizzo dal 1′ di Barzagli. Difensore tatticamente perfetto, ha un senso della posizione innato. Lo omaggiamo con un piccolo appunto, visto che Mbappè è stato praticamente annullato dal trentaseienne toscano. Barzagli in questa gara ha dato lo spunto di come si difende anche se si è più lenti dell’avversario giocando molto sul posizionamento del corpo. Lo andiamo ad analizzare nelle immagini.

La scelta: velocità di pensiero 

Barzagli sa che Mpabbè è più veloce di lui e soprattutto che è destro, e per arginare la sua velocità sta a suo contatto praticamente a 50 cm con la classica posizione a " pugile" che si insegna nelle scuole calcio ma che spesso in alti livelli non vine applicata marcando " di faccia" dando la possibilità all'avversario di prendere il tempo sia a destra che a sinistra. Con la postura del corpo perfetta Barzagli manda il controllo di Mbappè sul suo piede debole, il sinistro.

Barzagli sa che Mpabbè è più veloce di lui e soprattutto che è destro, e per arginare la sua velocità sta a suo contatto praticamente a 50 cm con la classica posizione a “pugile” che si insegna nelle scuole calcio ma che spesso in alti livelli non vine applicata. Con la postura del corpo perfetta Barzagli manda il controllo di Mbappè sul suo piede debole, il sinistro.

Con la postura a " pugile" Barzagli ha 2 opzioni difensiva. La prima, ed è quella che adotta è di mettere il corpo tra se e l'avversario anche con l'aiuto del braccio sul petto, in modo tale da mandare l'avversario in verticale ( linea gialla) rendendo più difficile il dribbling. Tempo preso, Mbappè può solo perdere palla ora.

Con la postura a “pugile” Barzagli ha 2 opzioni difensive. La prima, ed è quella che adotta è di mettere il corpo tra se e l’avversario anche con l’aiuto del braccio sul petto, in modo tale da mandare l’avversario in verticale (linea gialla) rendendo più difficile il dribbling. La seconda opzione è se Mbappè sterza, in quel caso con il piede sinistro nella rotazione del bacino dell’avversario intercetterebbe facilmente palla. Tempo preso, Mbappè può solo perdere palla ora.

Barzagli recupera palla. Non marca mai frontalmente per non essere bruciato sul suo sinistro, portando il suo avversario sul piede forte. Sembra un gioco da ragazzi ma non lo è.

Barzagli recupera palla.
Non marca mai frontalmente per non essere bruciato sul suo sinistro, portando l’avversario sul suo piede forte. Sembra un gioco da ragazzi ma non lo è.

La chiave tattica del Monaco: aggressività e la ricerca della profondità di Mbappè.

La Juve passa in vantaggio al 29′, ma tra il 10′ e e il 20′  è il Monaco a giocar meglio con un pressing furibondo e Mbappè indemoniato. Ed è proprio il talentino francese a crearsi un occasione con il suo consueto taglio alla ricerca della profondità.

La Juve perde palla e Marchisio fa fatica a recuperare su Falcao ( posizione esatta riquadro bianco), lasciando Bonucci e Barzagli 2 vs2 contro Falcao e Mbappè. Il francesino scatta in profondità.

La Juve perde palla e Marchisio fa fatica a recuperare su Falcao ( posizione esatta riquadro bianco), lasciando Bonucci e Barzagli 2 vs2 contro Falcao e Mbappè. Il francesino scatta in profondità.

cross perfetto dalla destra. Barzagli leggermente in ritardo viene aiutato d Bonucci, ma Mbappè è fenomenale a prendere il tempo ad entrambi. Serve un Buffon da antologia per non subirel 1'a 0. Marchisio in netto ritardo su Falcao, frutto del pressing avversario che ha tagliato il centrocampo bianconero

Cross perfetto dalla destra. Barzagli leggermente in ritardo viene aiutato da Bonucci, ma Mbappè è fenomenale a prendere il tempo ad entrambi. Serve un Buffon da antologia per non subire l’ 1 a 0. Marchisio in netto ritardo su Falcao, frutto del pressing avversario che ha tagliato il centrocampo bianconero.

Il primo tempo finisce 0 a 1. Juve bella a tratti, ma troppo distratta. Monaco ottimo in attacco ma con evidenti limiti difensivi. 

Il secondo tempo vede una reazione degli uomini di Jardim, ma è la Juve a confezionare il gol dello 0 a 2 con un recupero palla di Dybala che la passa a Dani Alves. Il brasiliano con il contagiri la serve al Pipita che sentenzia il Monaco. I temi tattici che si susseguono nel finale sono quasi sempre gli stessi, la Juve a seconda delle circostanze difende a 3 a 4 o a 5. Monaco pericoloso, ma ci pensa San Buffon a tenere la porta inviolata in più di qualche circostanza.

Adesso la gloria è a soli due passi.


 

Gennaro Bruno, nato a Pozzuoli (NA) il 20/07/1994. Vive a Bacoli, comune dei Campi Flegrei nel Golfo Napoletano. Laureando presso la facoltà di Scienze Motorie e Del Benessere della Parthenope di Napoli, ma già Match Analyst di primo livello certificato dall’azienda portoghese Videobserver. Si è avvicinato al calcio grazie ad Alex Del Piero, suo idolo indiscusso, mentre il suo allenatore preferito è Carlo Ancelotti. Insomma, un palato raffinato. Malato di calcio, in qualsiasi salsa esso sia (dalla tv, alla partitella di calcetto del martedi) e di Jorge Sampaoli.