Interventi a gamba tesa

Giro d’Italia 2017

ANSA/CLAUDIO PERI


Inizia Maggio, e questo per la stagione ciclistica significa che è tempo di Giro d’Italia. Il 5 Maggio prende il via da Alghero la centesima edizione della corsa rosa, con un percorso insidioso, in cui ogni giorno potrà portare novità nella classifica generale.


La corsa si aprirà purtroppo con una delle peggiori notizie che si potessero ricevere. Al nastro di partenza non ci sarà uno dei veterani del gruppo, Michele Scarponi, recentemente scomparso in un tragico incidente durante una sessione di allenamento. La notizia ha colpito come un fulmine a ciel sereno l’ambiente ciclistico, che aveva in Scarponi uno dei volti più amati dal grande pubblico. Un atleta dal carattere umile e con una esemplare dedizione al lavoro, che gli ha permesso di vivere una lunga carriera, in cui la vetta è senza dubbio rappresentata dalla vittoria al Giro nel 2011. Scarponi avrebbe sostituito come capitano del team Astana Fabio Aru, assente per infortunio.

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Michele Scarponi, del team Astana, tragicamente scomparso il 22 Aprile scorso, per un incidente occorso durante un allenamento

Chi invece arriverà pronto a lottare per il gradino più alto del podio? I nomi dei più quotati sono quelli di Vincenzo Nibali, Nairo Quintana, Geraint Thomas, e Steven Kruijswijk. Su questi atleti saranno puntati i riflettori fino al traguardo di Milano, dove la corsa si concluderà il 21 Maggio.

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Vincenzo Nibali correrà da questa stagione con il team Bahrain-Merida

Basta dare un rapido sguardo al “Garibaldi” (link: http://static2.giroditalia.it/wp-content/uploads/2017/04/Garibaldi_2017.pdf) per capire che nelle tre settimane di corsa non ci sarà alcuno spazio per distrazioni o cali di forma. Chi vorrà trionfare dovrà poter contare su una squadra solida, capace di controllare la corsa, ma soprattutto dovrà contare su gambe fresche, in ogni momento, senza sottovalutare nemmeno un singolo metro delle 21 tappe. Ogni minimo errore rischia di essere amplificato da un percorso “cattivo” disegnato in modo da toccare in modo quanto più omogeneo l’intera penisola.

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Le tappe più “calde” della edizione numero 100

Nelle tre settimane di gara i corridori non avranno vere e proprie pause. Sono ormai lontani i tempi in cui il Giro era spezzato in due, con le prime tappe a tutto vantaggio di velocisti o fuggitivi in cerca di successi parziali, e l’ultima settimana ricca di salite storiche, in grado di dare forma alla classifica finale. Da Alghero a Milano, quest’anno, ci saranno molte tappe ondulate, che possono costare preziosi secondi a chi sottovaluta i chilometri finali, e vere e proprie salite fin da subito. Il 9 Maggio (quarta tappa), per esempio, il gruppo arriverà in cima all’Etna. Forse troppo presto per produrre verdetti in chiave assoluta, ma se qualche corridore dovesse entrare in crisi in questo momento della corsa, le ambizioni rosa potrebbero già chiudersi. Altra tappa pericolosa sarà probabilmente la numero 9, con arrivo al Blockhaus. Tra la tappa 11 e la 15, il gruppo si muoverà tra gli appennini e ci saranno giornate favorevoli a tentativi di fuga da lontano. I duelli più attesi, si vedranno invece tra le tappe 16 e 20. In pratica ci saranno 5 giorni in montagna (tra il 23 ed il 27 Maggio), con gli arrivi, rispettivamente, a Bormio, a Canazei, a Ortisei, a Piancavallo, e ad Asiago. Con planimetrie da fare bruciare le gambe alla sola lettura, lo spettacolo sarà assicurato. Come sempre poi, massima allerta per le tappe seguenti alle giornate di riposo, in particolare alla tappa 18 (23 Maggio), con arrivo a Bormio. In questi casi infatti, il giorno di pausa può portare più danni che benefici, spezzando il ritmo di lavoro a cui i fisici dei ciclisti si sono adattati e, paradossalmente, il rischio di una crisi improvvisa può innalzarsi.

Se alla partenza di Milano i giochi fossero ancora aperti, ci sarà la possibilità di lottare fino in fondo con una prova a cronometro, invece della “tradizionale” (e noiosissima) passeggiata finale. Chi avrà sulle spalle la maglia rosa quel giorno, potrà dire di averla conquistata con pieno merito.

E allora, chi vincerà? Il profilo dei vincitori dei grandi giri a tappe ormai è chiaro: un solido scalatore, con ottime doti a cronometro, aggressivo in discesa, e supportato da gregari affidabili. Se state pensando a Vincenzo Nibali, non siete i soli. Il bello di una grande corsa a tappe come il Giro sta però nella sua intrinseca imprevedibilità. Tante, forse troppe variabili entrano in gioco, gli equilibri della classifica possono variare in modo repentino, gli imprevisti sono ad ogni curva: basta una foratura, un errore di alimentazione, una strategia di squadra mal progettata, e il corridore più in forma potrebbe ritrovarsi nel ruolo di inseguitore.

Non resta dunque che seguire giorno dopo giorno questo magnifico evento.


 

Riccardo Guareschi, nato a Bologna nell’88, ma cresciuto e vissuto a Rimini fino al 2007. Mi sono laureato in chimica a Ferrara nel 2012 e ho proseguito la carriera accademica tra Paesi Bassi (2012-2016) e Germania (dal 2017). La prima cosa da fare in una nuova città? Trovare la palestra e la piscina più vicina. Attorno allo sport, quello da praticare, prima che da guardare, ruota infatti la mia giornata. Appassionato della palla a spicchi, che iniziai a fare rimbalzare nei playgrounds in riva al mare, mi sono innamorato presto del nuoto. In mezzo all’acqua mi sento libero e se non posso averla sempre attorno a me, mi piace almeno raccontare le sue storie.