Interventi a gamba tesa

Azzerare i Blaugrana

zero a zero

Zero a zero è un simbolo: è l’annullamento dei marziani, degli extraterrestri, del tiqui-taca. Zero a zero al Camp Nou è più di una vittoria, perché disegna una solidità quasi surreale su 90 e su 180 minuti. Determinata dagli episodi e dai fil-di-palo, ma anche da un’organizzazione difensiva che solo poche squadre in Europa possono garantire. Forse, solo due squadre.


Capisci che è la serata dei bianconeri quando Bonucci e Chiellini vanno in raddoppio di marcatura su Messi anche per chiedergli la maglietta a fine partita.

“È mia!”

Una partita tatticamente esemplare quella della Juventus, che ha annullato l’incubo remuntada e lo spauracchio del Camp Nou con il più sottovalutato dei risultati calcistici: lo 0-0, il risultato perfetto come disse Annibale Frossi, “espressione dell’equilibrio totale tra l’attacco e la difesa delle squadre in campo“. Un equilibrio che ha le sembianze del muro difensivo bianconero, dell’organizzazione corale in fase difensiva, e purtroppo anche di diverse occasioni sprecate in contropiede, quando i blaugrana erano spaccati a metà e il Camp Nou offriva praterie.

Zeroazero è però una parola che in Catalogna è sconosciuta: gliel’ha fatta conoscere una squadra italiana, che aveva premura, ansia e voglia di dimostrare di non essere francese e parigina.

La sintesi di quanto sia spaccata la Champions League nella fase difensiva

10 partite giocate in Champions, 12 gol subiti. Il dato passivo del Barcellona mostra tutta la difficoltà dei catalani a interpretare gli attacchi degli avversari. Una difficoltà che trova spazio nel circolo ristretto delle pretendenti alla coppa solo se l’attacco sa sfondare, sempre.

Sembra essere proprio questo il dipinto dell’edizione 2017: o hai campioni che la mettono sempre dentro alla Ronaldo, gioco aperto e invitante alla Monaco, o cali il poker d’assi in difesa. Ad avere la mano giusta sembrano essere solo due squadre, i bianconeri e quella del Cholo Simeone, garanzia tattica con 3 semifinali per l’Atletico negli ultimi quattro anni. La differenza la faranno ora i sorteggi.

A proposito di statistiche difensive.

Sarebbe possibile approfondire le prestazioni individuali, ma si trasformerebbe forse in un torto all’organizzazione complessiva impressa da Allegri, che ha chiesto sacrifici tattici a giocatori con caratteristiche diverse. Era stato criticato per non saper integrare Pjanic nel centrocampo Juve: la quadra è riuscita con successo. Era stato messo in discussione per aver allontanato la punta Mandzukic dalla porta: ora si fanno associazioni con Mourinho-Eto’o. Cuadrado è forse l’aspetto più eclatante della trasformazione tattica degli individui nel blocco Juve: lucidità sottoporta sacrificata per una copertura coast-to-coast sulla fascia, a volte decisivo nell’uno contro uno in fase difensiva.

Però in contropiede potevi metterla dentro, Juan…

In Spagna si tessono giustamente le sue lodi. Chissà che in futuro Max non vada a portare il suo calcio anche da quelle parti.

MVP: Allegri

Perché in fondo puoi avere un attacco stellare ma capace di oscillare tra 0 e 6 gol realizzati a partita, a seconda dell’interpretazione e dell’attenzione degli avversari. Puoi approfittare delle disattenzioni e fare una partita stellare, o piangere a fine match pensando che il pallone d’oro si allontana (vedi alla voce Neymar). Tutto dipende da te, ma soprattutto dipende da chi hai di fronte.

Insomma, se non hai la difesa buona…


 

Classe '90, originario di Rimini e residente a Roma. Sono un maniaco dei dati, dei grafici e delle statistiche: il giorno del sorteggio di Champions League è sempre un bel giorno. Sono quello in bici in mezzo alla strada: se do fastidio mi dispiace. Collaboratore Sportellate.it