, 16 Aprile 2017

Top of the Flop, 32a giornata


Top

1) Higuain: a Pasqua un uovo per lui e due goal per tutti gli altri. Ogni domenica. Sempre Pasqua. Questi sono i gorditi che ci piacciono. Poche parole e tantissime sorprese, sempre in fondo alle reti avversarie.

2) Borriello: e Bobo Vieri gli deve pagare le vacanze. Esiste una vita migliore di qualcuno che faccia la preparazione estiva a Formentera, se le scopi tutte e lo faccia foraggiato dall’ex bomber per eccellenza. Harry Potter is nothing, Borriello is the way.

Bomber si nasce, non si diventa.

bomber top flop

3) Pasqual:
alla voce “attributi” c’è la sua foto. Prende il pallone del rigore, gettando Pucciarelli in una fatale (ancora non lo sa) depressione. Secca la Fiorentina e torna a casa con la placca che la stessa gli ha dedicato. Quando si dice: botte piena e moglie ubriaca.

Flop

1) Spalletti: a forza di scimmiottare Mourinho, sta ottenendo i risultati di Mazzarri. Nel primo tempo va in scena una seduta di sonno condiviso. Nel secondo tanta foga, poca lucidità e la solita umiliazione per Totti, tanto per non perdere il ritmo.

2) Pioli: si scrive Pioli ma si legge “Polli”. I cambi del mister sono ormai come i comandamenti cristiani “intoccabili”. Banega e Gabigol su di lui hanno lo stesso effetto di Voldemort su Harry Potter. Dopo sei mesi di magie la squadra si sgonfia come un palloncino e lui se lo lascia sfuggire via #Banksy.

Sappi che noi Gabi, siamo con te. Sempre e comunque.

gabi top flop

3) Chievo: va bene staccare la spina ma qui neanche i vaporelli di Mastrota. Entrano in campo con meno voglia di un tedesco in Israele. Cotti e svogliati.

Jack Moody


 

  • Nato il 6 aprile del 1988 a Milano figlio orgoglioso di una città che ama con odio. Nelle vene sangue misto che ne fanno un figlio del mondo senza fissa dimora. Tra un gin tonic e un whiskey ben concepito ha consacrato la propria esistenza all’arte della buona musica con De Andrè, Shane McGowan e Chat Baker a strapparsi pezzetti di anima. Il cinema come confessione condivisa. L’amore per la beat generation e per quel mostro di James Dean. Interista con aplomb anglosassone per il gioco più bello del mondo. Crede che verranno tanti giocatori meravigliosi ma più nessuno con la corsa di Nicolino Berti.

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