Interventi a gamba tesa

Dentro al replay


Il primo derby della nuova era Cinese finisce con un 2 a 2 che sa tanto di replay dell’andata. L’ Inter domina il match, ma in avvio è il Milan ad avere le migliori occasioni. Entrambe le squadre sono molto ingenue in momenti ben precisi della partita che portano a uno scoppiettante 2 a 2. Bene il Milan che anche con evidenti limiti tecnici prova a giocare un calcio composto da passaggi palla a terra che non si vedevano da anni, frutto dell’enorme lavoro di Montella. Molto bene l’Inter fino all’80’, con una squadra che pressa bene a tutto campo con il consueto “pressing in avanti” che abbiamo visto anche nell’analisi del mese scorso di Inter-Atalanta. Nei 10′ finali suicidio di Pioli che con un cambio insensato pareggia la partita sopra di 2 gol. 


Pioli lancia Joao Mario dal 1′ e a sorpresa rispolvera Nagatomo.
4-2-3-1 con Handanovic tra i pali, D’ambrosio-Medel-Miranda-Nagatomo. Gagliardini e Kondogbia in mediana, in avanti Candreva-Joao Mario-Perisic a sostegno di Icardi.

Milan con il classico 4-3-3, deve fare a meno di Pasalic squalificato e Montella preferisce Sosa a Locatelli. In porta Donnarumma, da sinistra De Sciglio- Romagnoli-Zapata-Calabria. A centrocampo Mati Fernandez-Sosa-Kucka. In attacco il tridente Deulofeu-Bacca-Suso.

Didattica: il 2 vs 2  con copertura difensiva

Perchè anche nel calcio che conta è sempre importante ricordare e adottare dei concetti chiave da scuola calcio che spesso non vengono rispettati. In questo caso andiamo ad analizzare un contropiede del Milan, neutralizzato bene dalla coppia Medel-Nagtomo.

Suso porta palla e viene fronteggiato da Medel. Deulofeu è bravissimo a tagliare dietro Medel e ad andar a ricercare la così detta " zona pericolosa" ( riquadro giallo) che Nagatomo da ultimo uomo difende alla grande e bracca il taglio dell'avversario

Suso porta palla e viene fronteggiato da Medel. Deulofeu è bravissimo a tagliare dietro Medel e ad andar a ricercare la così detta “zona pericolosa” (riquadro giallo) che Nagatomo da ultimo uomo difende alla grande e bracca il taglio dell’avversario.

Nagatomo è bravissimo a far la diagonale, e a contrapporsi con il fisico tra la porta e l'avversario. Handanovic è facilitato nell'intervenire. Esce bene e fa sua la palla. Il meccanismo è risultato semplice e vincente

Nagatomo è bravissimo a far la diagonale, e a contrapporsi con il fisico tra la porta e l’avversario. La “zona pericolosa” attaccabile in profondità da Dulofeu è stata coperta alla grande. Handanovic è facilitato nell’intervenire. Esce bene e fa sua la palla. Il meccanismo è risultato semplice ma  vincente.

La chiave tattica Nerazzurra: il pressing in avanti e la forza degli esterni 

Una chiave tattica tanto cara a Pioli che con semplici meccanismi mette in grande difficoltà le idee di gioco palla a terra Milanisti costringendo spesso i rossoneri  ad effettuare un possesso  palla sterile tra i difensori, o il rinvio lungo con Bacca quasi sempre mal posizionato. Grazie a questo pressing sono a beneficiare anche esterni e terzini che cercano di mantenere a bada la fonte di gioco più pericolosa del Milan, Deulofeu e Suso che spesso sono costretti a schiacciarsi per dar una mano a Calabria e De Sciglio in fase di non possesso. Tenere i 2 Spagnoli lontani dall’area di rigore è sempre un bene.  Ora andiamo ad analizzare il pressing in avanti con Medel che ha un ruolo molto importante in questo meccanismo.

L'Inter in mezzo al campo è in inferiorità, e Pioli decide di non mandare in pressing fino a centrocampo Joao Mario ( banega spesso si è abbassato in altre partite per fare quel tipo di gioco) ma preferisce far alzare Medel che è sempre il primo ad uscire sulla mezz'ala di scarico rossonera ( Mati Fernandez è sempre il candidato numero 1.) Gagliardini in questo modo può uscire su Romagnoli e Kondobia su Kucka ( perfetto sarebbe il suo posizionamento nel riquadro nero). Grazie all'avanzamento di Medel, l'inter riesce a spostare un baricentro intero in avanti di 20 metri metri, la squadra è raccolta e aggressiva sempre pronta a riconquistare palla.Il meccanismo è vincente per lunghi tratti del match.

L’Inter in mezzo al campo è in inferiorità, e Pioli decide di non mandare in pressing fino a centrocampo Joao Mario (Banega spesso si è abbassato in altre partite per fare quel tipo di gioco) ma preferisce far alzare Medel che è sempre il primo ad uscire sulla mezz’ala di scarico rossonera (Mati Fernandez è sempre il candidato numero 1). Gagliardini in questo modo può uscire su Romagnoli e Kondobia su Kucka (perfetto sarebbe il suo posizionamento nel riquadro nero). Grazie all’avanzamento di Medel, l’Inter riesce a spostare un baricentro intero in avanti di 20 metri, la squadra è raccolta e aggressiva sempre pronta a riconquistare palla. Il meccanismo è vincente per lunghi tratti del match.

Medel recupera palla e l'Inter riparte

Medel recupera palla e l’Inter riparte.

L’importanza degli esterni e l’imprevedibilità di Joao Mario

L’Inter è la squadra che crossa più in Europa e fa degli esterni la sua forza principale. Grazie a questa caratteristica si sviluppano parecchie opzioni di gioco tra cui le continue superiorità sulla destra di D’Ambrosio che permettono l’accentramento di Candreva per creare superiorità per vie centrali o cercare il tiro (un’azione due soluzioni). Milan costretto ad abbassare le ali, che almeno nel primo tempo giocano a 40 metri dalla porta avversaria.

Nagatomo e soprattutto D'Ambrosio molto alti per tenere basi le fonti di pericolosità del Milan. E' il classico esempio di come l'attacco sia la miglior difesa

Nagatomo e soprattutto D’Ambrosio molto alti per tenere bassi le fonti di pericolosità del Milan. E’ il classico esempio di come l’attacco sia la miglior difesa.

Joao Mario 

La posizione sempre molto complessa da interpretare è una delle forze nerazzurre messe a disposizione in questo match. Il Portoghese fluttua tra le line e spesso crea spazi tra l’ultimo mediano del Milan Sosa e Zapata. Nella prossima immagine vedremo una bella azione interista che richiama i tre mantra di Pioli. Terzino alto, accentramento dell’esterno e il trequartista tra le linee a creare buchi.

Immagine interessante che racchiude tutto ciò scritto sopra. D'Ambrosio è alto ed è pronto a prender il posto di Candreva che intanto si accentra. Joao Mario tra le linee fa impazzire Sosa e Zapata. Il mediano è in ritardo e costringe Zapata ad uscire per non far verificare un 3 vs 2 con Candreva e Icardi. Uscendo dai ranghi difensivi Joao Mario ha creato un vuoto tra Calabria e Romagnoli ( riquadro rosso) che può essere sfruttato da Icardi che può o andare con un taglio o andar lungo in profondità. L'Argentino decide di allungare e Joao Mario scarica su Candreva. Tiro alto per l'esterno della NAzionale

Immagine interessante che racchiude tutto ciò scritto sopra. D’Ambrosio è alto ed è pronto a prender il posto di Candreva che intanto si accentra. Joao Mario tra le linee fa impazzire Sosa e Zapata. Il mediano è in ritardo e costringe Zapata ad uscire per non far verificare un 3 vs 2 con Candreva e Icardi. Uscendo dai ranghi difensivi Joao Mario ha creato un vuoto tra Calabria e Romagnoli (riquadro rosso) che può essere sfruttato da Icardi che può o andare con un taglio o lungo in profondità. L’Argentino decide di allungare e Joao Mario scarica su Candreva. Tiro alto per l’esterno della nazionale.

I gol Nerazzurri 

Se il primo è un errore macroscopico di De Sciglio coadiuvato da Donnarumma, il secondo gol nerazzurro è ben confezionato e viene dall’esterno sinistro.

Ancora una volta fondamentale il posizionamento di Joao Mario tra le linee. Il portoghese costringe Zapata ad uscire dai blocchi difensivi visto che Sosa non riesce a capire che è il suo uomo. Si viene a creare un buco centrale ( riquadro rosso) dove Perisic e Icardi hanno più libertà di manovra.

Ancora una volta fondamentale il posizionamento di Joao Mario tra le linee. Il portoghese costringe Zapata ad uscire dai blocchi difensivi visto che Sosa non riesce a capire che è il suo uomo. Si viene a creare un buco centrale (riquadro rosso) dove Perisic e Icardi hanno più libertà di duettare.

Zapata è poco reattivo e avrebbe tutto il tempo di ritornare in posizione, ma al momento dello scambio rimane impiantato sul posto dove ha perso il duello aereo ( nel calcio anche 2 secondi sono decisivi) e non riesce a chiudere la linea di passaggio di Perisic ( posizionamento esatto del colombiano riquadro nero). Male anche Romagnoli che si fa attrarre dalla palla invece di stare 2 metri in dietro per cercar di contrastare Icardi

Zapata è poco reattivo e avrebbe tutto il tempo di ritornare in posizione, ma al momento dello scambio rimane impiantato sul posto dove ha perso il duello aereo (nel calcio anche 2 secondi sono decisivi) e non riesce a chiudere la linea di passaggio di Perisic (posizionamento esatto del colombiano riquadro nero). Male anche Romagnoli che si fa attrarre dalla palla invece di stare 2 metri in dietro per cercar di contrastare Icardi. Doppio vantaggio Inter al 45′

Il Milan nel secondo tempo arriva a giocare con 5 punte mantenendo il possesso palla per lunghi tratti, ma non è mai concretamente pericoloso. 

Il suicidio Nerazzurro arriva all’ 80′ quando Pioli sostituisce Joao Mario  con Murillo facendo schiacciare tutto il baricentro di 20 metri all’indietro in modo tale da far saltare tutti i concetti di pressing sopra descritti, visto che le distanze per farlo sono proibitive.

Montella ha un idea geniale, che nella disperazione è risultata vincente. Schierare tutte le punte a disposizione per creare confusione per vie centrali. il milan ha ben 4 attaccanti negli ultimi 25 metri di campo avversario, e nel riquadro rosso si vede l'enorme buco che si è venuto a creare per colpa dello schiacciamento nerazzurro e per la mancanza di un uomo che raccolga il reparto di centrocampo e attacco. Inter molto male negli ultimi 10 dove subirà la rimonta per colpa di questo schiacciamento

Montella ha un idea geniale, che nella disperazione è risultata vincente. Schierare tutte le punte a disposizione per creare confusione per vie centrali. Il Milan ha ben 4 attaccanti negli ultimi 25 metri di campo avversario, e nel riquadro rosso si vede l’enorme buco che si è venuto a creare per colpa dello schiacciamento nerazzurro e per la mancanza di un uomo che raccolga il reparto di centrocampo e attacco. Inter molto male negli ultimi 10′ dove subirà la rimonta per colpa di questo atteggiamento ultra difensivo.

Il 2 a 2 proviene da un calcio d’angolo al 97′ nato dal continuo lavoro degli esterni (soprattutto a destra) che andavano costantemente alla ricerca di cross o giocate. Da qui scaturisce l’angolo della salvezza milanista. Zapata fa 2 a 2 su spizzicata di Mati Fernandez lasciato colpevolmente solo nell’area di rigore.

Entrambe le squadre sono state distratte su tutti e 4 i gol, forse l’Inter ha qualcosa in più rispetto al Milan, ma i rossoneri hanno un cuore secondo a nessuno. Una partita scoppiettante decisa da un errore tattico di Pioli, che fino a quel punto aveva vinto il confronto con Montella. Bravo l’aereoplanino a crederci, e a dar fiducia ai tanti giovani promettenti che possono dare una grossa mano al futuro della nostra Nazionale.


 

Gennaro Bruno, nato a Pozzuoli (NA) il 20/07/1994. Vive a Bacoli, comune dei Campi Flegrei nel Golfo Napoletano. Laureando presso la facoltà di Scienze Motorie e Del Benessere della Parthenope di Napoli, ma già Match Analyst di primo livello certificato dall’azienda portoghese Videobserver. Si è avvicinato al calcio grazie ad Alex Del Piero, suo idolo indiscusso, mentre il suo allenatore preferito è Carlo Ancelotti. Insomma, un palato raffinato. Malato di calcio, in qualsiasi salsa esso sia (dalla tv, alla partitella di calcetto del martedi) e di Jorge Sampaoli.

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