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- di Luca Zaghini

Playoffs!


Finalmente, dopo mesi di turnover, tradimenti familiari, statistiche gonfiate, tankate clamorose e foto rivelatrici dei piani (pessimi) per l'estate delle squadre, i Playoff NBA sono alle porte. Per chi non sapesse di cosa si scrive oggi, i Playoff NBA sono where amazing happens, per rispolverare un vecchio slogan della lega, cioè il periodo in cui le squadre iniziano a difendere: se questo non vi sembrasse amazing sarebbe bene che vi faceste vedere da uno bravo.


Prima di entrare nel merito degli accoppiamenti del primo turno, prendiamoci un attimo per ammirare quello che sarebbe stato il quadro degli scontri se, al posto di quelle cazzo di conference infami, si fosse proceduto incrociando le prime sedici squadre:

Lato sinistro:

1. Golden State Warriors – 16. Chicago Bulls

8. Utah Jazz – 9. Washington Wizards

4. Boston Celtics – 13. Milwaukee Bucks

5. Cleveland Cavaliers – 12. Atlanta Hawks

Lato destro:

2. San Antonio Spurs – 15. Portland Trail Blazers

6. Toronto Raptors – 11. Memphis Grizzlies

3. Houston Rockets – 14. Indiana Pacers

7. Los Angeles Clippers – 10 Oklahoma City Thunder

Guardando questo programma e confrontandolo con quello che, invece, sarà quello effettivo, emerge con prepotenza che siamo al massimo nel Purgatorio cestististico, perché questo sopra sarebbe il Paradiso.

Western Conference:

1. Golden State Warriors – vs 8. Portland Trail Blazers (3 – 0)

Nonostante Jokic sia il miglior giovane lungo della lega (Embiid deve dimostrare di poter stare in campo senza smontarsi e Towns, oltre a dover dimostrare di poter far vincere ai suoi almeno trentatré partite in una stagione, non ha la sua capacità di playmaking), i Nuggets hanno concluso la loro stagione con il solito harakiri, regalando l'ultimo biglietto per la post season ai Blazers. Non per togliere qualcosa a Lillard, McCollum e Nurkic (che si è pure rotto una gamba due settimane fa), tutti e tre con delle buonissime prestazioni dopo la pausa per l'All Star Game, ma i Nuggets ci hanno proprio messo del loro e questa filippica è doverosa considerato che, per un altro anno, dovremo sorbirci questo scontro. Capiamoci: la difesa di Portland è stata la venticinquesima questa stagione, l'attacco di Golden State è stato il primo, nel primo incontro stagionale è finita 135 – 90 per i californiani, che sono i favoriti assoluti quest'anno. Insomma, se Lillard e McCollum non trovano la pozione di Jordan di Space Jam (quella difensiva però), non ci hanno ingannato per tutta la stagione mascherandosi da difensori discutibili, o Steph e Klay non hanno un attacco di diarrea sincrono per tutta la serie, i Blazers hanno speranze minime. Se Durant è anche solo all'ottanta per cento poi...

Pronostico: 4 – 0 Warriors, almeno un calcio nelle balle di Green a Nurkic (anche se in borghese), Lillard si gasa per un tiro prima di prendere un parziale di venti a zero.

2. San Antonio Spurs – 7. Memphis Grizzlies (2 – 2)

Se lo scontro di cui sopra è una carneficina annunciata, si può almeno sperare di vedere qualcuno implodere e segnare una quarantina di punti contro i vicecampioni in carica. In questo accoppiamento invece neanche i colori delle divise saranno allegri. L'anno scorso la stessa serie, complici anche gli infortuni quasi fantozziani agli orsetti, è stata così squilibrata da mettere fuori fase gli speroni prima che affrontassero, perdendo, i Thunder. Quest'anno almeno Gasol e Conley ci saranno, ma come ci hanno insegnato le finali di conference del 2013, quando tutti speravamo nella favola degli ignorantissimi Grizzlies, Popovich ne sa una più del diavolo e Memphis difficilmente sarà qualcosa più di una formalità per Leonard e i cadaveri dei suoi compagni di squadra.

popovich playoffs

Pronostico: 4 – 1 Spurs, possibilità che Gasol si appisoli in panchina in ogni quarto quarto, tre sfuriate di Pop pianificate solo per evitare che i più giovani facciano lo stesso, almeno un balletto di Tony Allen a centrocampo dopo una recuperata.

3. Houston Rockets – 6 Oklahoma City Thunder (3 – 1)

Il derby degli aspiranti MVP del popolino si preannuncia come il migliore tra i quattro scontri ad ovest. Se, come ormai sembra, Westbrook riuscirà a vincere il trofeo dopo una stagione passata a tirare ventiquattro tiri a partita (!!!), non mi stupirei se Harden la prendesse sul personale e totalizzasse una tripla doppia di media contro il vecchio compagno di squadra nel momento più importante della stagione di entrambi (echi di Olajuwon contro Robinson, ovvero la serie in cui the Dream, snobbato, abusò dell'Ammiraglio ed iniziò pure a tormentarlo nel sonno). Però, per quanto possa non sembrare, il basket è uno sport di squadra e, specie nei Playoff, sono gli altri a fare la differenza quando più conta: da una parte, Williams, Anderson e Gordon potrebbero tutti avere almeno una partita a testa da trenta punti in una serie, mentre dall'altra parte giusto Oladipo potrebbe avere una partita un po' sopra le righe (anche se, se l'altro non gli passa la palla, è comprensibile che possa fare fatica a prendere ritmo). C'è anche da dire che i Thunder hanno perso per quattro anni l'occasione di vincere il primo titolo per la loro tendenza ad attaccare in isolamento con le stelle alla fine delle partite, e ora, orfani di Durant, vivono e muoiono in base alle serate di Westbrook che tirerebbe pure le sedie delle panchine e il tavolo se gliele passassero; non sono grandi premesse. Però, se riuscissero a rallentare il ritmo della partita, il trio Kanter-Adams-Gibson, più ignorante del cibarsi portando il coltello alla bocca e meno raccomandabile del fidanzato con la moto ed il giubbotto di pelle per la vostra figlia piccola, potrebbe creare problemi alla difesa latitante dei texani.

Pronostico: 4 – 2 Rockets, Beverley che si fa espellere per fare espellere Westbrook almeno una volta, Eric Gordon che si infortuna bevendo il Gatorade in panchina, trentadue tiri di Westbrook con il 30% dal campo almeno in una partita.

4. Los Angeles Clippers – 5. Utah Jazz (3 – 1)

Nonostante gli infortuni falcidianti e la chimica di squadra ormai peggiore della mia scolastica nell'anno del debito, i Clippers hanno giocato sorprendente bene contro la miglior difesa del campionato. Entrambe le squadre entreranno nella post-season con più dubbi che certezze: per i primi, Paul, Griffin e Reddick, cuore di una squadra che non convince da troppo tempo per gli anni canini dell'NBA, saranno free agent, per i secondi Hayward, il giocatore migliore di cui non avete mai sentito parlare, parrebbe già essere pronto a tornare dal vecchio coach Stevens, a Boston. La modalità con cui entrambe le squadre affronteranno questo primo turno determinerà il futuro della lega per diversi anni a venire e questo dovrebbe bastare per predire già almeno due risse (e occhio agli armadietti di Felton, nel caso). Il cervello mi dice che Los Angeles sta crollando e che i giovani Jazz sono pronti e preparati per fare il salto, ma il cuore mi ricorda di quanto è ignorante, figlio della merda e paurosamente dominante Chris Paul e che, per vincere, non penserebbe due volte a piazzare, idealmente e concretamente, il piede sotto quello degli avversari per spaccare loro le caviglie. E questo, nei Playoff NBA, ha sempre un valore non indifferente.

Pronostico: 4 – 3 Clippers, DeAndre che tira centonovanta liberi e ne mette meno della metà, Diaw che ruba un hot dog ad un tifoso seduto in panchina, Griffin che si infortuna, Doc Rivers che inizia a protestare alla prima palla a due.

Eastern Conference:

1. Boston Celtics – 8. Chicago Bulls (2 – 2)

Boston, che nell'era di Stevens gioca molto bene ma deve ancora vincere una serie di Playoff, è la prima indiziata ad essere sbattuta fuori a sorpresa al primo giro: nelle ultime due settimane la catena è scesa e ha continuato a scendere finché Cleveland, nell'unica partita giocata con criterio, ha deciso di romperla, e questo è il peggior momento di tutti per essere in striscia negativa. Oltretutto ormai le difese hanno capito come rallentare Isaiah, mandando i raddoppi a centrocampo e costringendolo a far tirare laterizi al mai timido Smart; sull'altra parte del campo poi, l'ex Huskie resta un punto debole macroscopico, così come lo sono le difficoltà a rimbalzo. Dall'altra parte ci sono quella cosa brutta che sono stati i Bulls quest'anno (Rondo è il secondo miglior tiratore della squadra. RONDO!) e che sono riusciti ad acchiappare l'ottavo posto solo perché Waiters si è fatto male e Butler, spiritato, gioca per guadagnarsi la libertà da questa gabbia di matti. I Bulls due settimane fa erano in panchina a ballare mentre i compagni giocavano, hanno provato a cacciare Rondo, hanno sbolognato Snell per Carter-Williams (che odiano), Gibson e McDermott per mandare Payne a giocare in D-League e insegnare zumba ai compagni, e giocano spesso in quattro in attacco perché Robin Lopez, dopo il primo tiro, torna in difesa, a prescindere. Per quanto possano essere stati disfunzionali, l'esperienza di Wade e di Rondo non può essere liquidata come se fosse nulla, così come il fatto che, se le partite si giocassero di giovedì e quindi fossero trasmesse da TNT, la serie sarebbe già in tasca a quelli dell'Illinois che non perdono uno scontro in diretta nazionale da circa quattro anni. La speranza di tutti comunque è un revival della serie del 2009, quella in cui gente della caratura di Scalabrine, Eddy House, Ben Gordon e Salmons decise di mandare a centoventi overtime i campioni in carica, prima di cedere in gara 7.


Pronostico: 4 – 2 Celtics, Rondo ci ricorda chi è il maestro delle triple doppie in almeno due partite, trentello di Wade, Horford riesce a prendere venti rimbalzi complessivi nella serie, almeno due overtime.

2. Cleveland Cavaliers – 7. Indiana Pacers (3 – 1)

Cleveland quest'anno le ha provate tutte per far dubitare di sé, ma scivolare al secondo posto potrebbe essere stata una furbata, dato che coi Bulls le avevano perse tutte e quattro. Il fatto che LeBron e compari abbiano perso con quella banda di scappati di casa la dice lunga sulla presenza mentale dei campioni durante la stagione. Ma, come sempre, la stagione conta poco o nulla, una volta che si entra nei Playoff: James è ancora il più forte ed il più tutelato, e questo ha un certo peso. La difesa dei Cavs, per tutto l'anno, si è fatta penetrare come la più classica pornodiva casualmente capitata nel quartiere sbagliato: gli avversari hanno tirato la palla in una vasca e come i residenti del quartiere di cui sopra devono aver tirato salami nel corridoio della gentildonna citata; la resistenza, in entrambi i casi, è stata solo apparente. Scommettere contro LeBron al primo turno, se non si trova contro Waiters, mi pare follia, ma George è storicamente uno dei migliori difensori che il Prescelto abbia mai incontrato nelle sue post-season. I Pacers dovevano spaccare tutto ad inizio stagione, ma hanno finito con lo spaccare solo lo spogliatoio: i Playoff sono diventati una realtà solo perché, post All Star Break, George si è ricordato che se sarà votato come All NBA potrà guadagnare qualcosa come quaranta milioni extra al prossimo contratto e la cosa pare averlo motivato, ma, per il resto, Indiana si presenta come un'accozzaglia sbiadita pronta ad essere smantellata questa estate (come dimostra il ritorno di Lance). Nonostante questo, i campioni in carica inizieranno un po' più in salita rispetto al solito.

lance-lebron

Pronostico: 4 – 1 Cavaliers, Lance si gestisce i sei falli a partita solo per rompere il cazzo a James, almeno un quarantello di George, settanta piantini di Lebron, quaranta urli di Lebron a Thompson per pigrizia, Cleveland sostituisce Tyron Lue con un rastrello in giacca e cravatta senza che nessuno se ne accorga.

3. Toronto Raptors – 6. Milwaukee Bucks (3 – 1)

Se Lowry non si fosse infortunato appena dopo l'All Star Game, Toronto sarebbe potuta essere comodamente in cima alla conference, invece si ritrova contro la più ostica delle avversarie. I Bucks, che hanno perso Parker appena ritrovato Middleton, sono la squadra più cagacazzo delle possibili, considerato che possono sfoderare un quintetto di mutanti sproporzionati, pronti a sporcare ogni pallone. E poi c'è Giannis, come cazzo lo fermi Giannis in contropiede?! Ai cerbiatti, che possono sempre contare sull'estro del Michael Beasley nazionale, manca però la possibilità di tirare da fuori decentemente e per questo sono destinati a perdere contro quella che potrebbe essere la migliore squadra ad est, ad oggi: DeRozan ha fatto una stagione che se vi faccio un disegno non rende ancora, Lowry lo ha seguito a ruota e gli innesti di Ibaka e Tucker hanno provveduto a coprire il buco offensivo in ala grande e a fornire il malavitoso con cui non vuoi discutere quando inizia a farsi calda la situazione (chiedere a Lance). L'unica perplessità che rimane per quanto riguarda i canadesi è che sono qualcosa come cinque anni che iniziano i Playoff come Shy Ronnie inizia il duetto con Rihanna, cagandosi clamorosamente in mano (e per periodi prolungati nel caso dell'anno scorso!), anche se la squadra è sembrata molto più cattiva e ignorante negli ultimi tempi.

Pronostico: 4 – 1 Raptors, Beasley sbaglia l'orario di almeno una partita, DeRozan supera il proprio career high nelle prime due partite, piove a Toronto in una delle gare in casa così quei deficienti non se ne stanno fuori dal palazzetto a urlare come gli scemi.

4. Washington Wizards – 5. Atlanta Hawks (4 – 0)

Per questa serie c'è lo stesso rischio che c'è tra Spurs e Grizzlies. Atlanta è inspiegabilmente rimasta a galla, come un troccolo nel mare che non sappia dove dirigersi, se tankare, giocare per vincere, sperimentare coi giovani... In tutto questo sono riusciti a vincere una partita clamorosa contro i campioni in settimana. Millsap e Hardaway, free agent a luglio, giocano per assicurarsi soldoni e se il secondo può essere il vostro prossimo bidone strapagato da Kings/Knicks, l'ala grande è un all star veterano e navigato capace di fare male. Dall'altra parte Washington è in missione per conto di Dio dall'inizio della stagione e Wall ha completato un anno da indemoniato, è difficile pensare che non approcci la serie come Adinolfi il pranzo pasquale e Schroder, per quanto tamarro come pochi, ha ancora molto l'aspetto di un agnellino in questo contesto. Se Beal poi riesce a non farsi male scaccolandosi, la serie sarà abbastanza scontata. I dubbi, per i Wizards, arriveranno nei turni successivi dato che Bogdanovic, per quanto possa essere salvifico in attacco, in difesa è una mancanza statisticamente molto pesante. bradleybealjohnwall

Pronostico: 4 – 0 Wizards, Howard si fa espellere in gara quattro dopo aver spaccato il tabellone di casa con un libero la partita prima, Jennings impazzisce in almeno una gara, Wall appoggia i testicoli su tutta la difesa avversaria schiacciando.


 

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

Luca Zaghini, nato a Cattolica il 17 gennaio 1993. Laureando in Italianistica, appassionato di linguaggio e pallacanestro: le mie giornate (ed il mio cuore) sono come un pendolo che oscilla incessantemente fra i maggiori pensatori di tutti i tempi e i più grandi ignoranti pieni di sé che abbiano mai messo piede su un parquet. Fermo oppositore dei compromessi, mi concentro solo sugli estremi della gerarchia cestistica, NBA e campionato universitario bolognese. Già redattore della pagina Deportivo la Piadéina.

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