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- di Angelo De Vanna

Puyol, la chioma onnipresente


Quando ci si appresta per la prima volta da bambini a calciare un pallone, a provare ad allontanarlo il più lontano possibile da noi, non si è consapevoli di quello che verrà, di come quel gesto potrebbe influenzare o meno la nostra vita futura, orientandoci verso quell'emisfero di gente che non sa vivere senza una sfera tra i piedi. Per coloro che dopo la prima volta ci hanno riprovato, prendendoci gusto, sicuramente ci sarà stato un giorno in cui ci si è identificati in un calciatore, idolatrandolo ed erigendolo a proprio idolo e fonte d'ispirazione delle proprie giocate; magari per somiglianza fisica o magari per un semplice "colpo di fulmine calcistico", ma fatto sta che quella figura avrebbe accompagnato i nostri idilliaci sogni di sfondare nel calcio che conta, magari imitando le gesta che tanto ammiriamo.


In tanti hanno idolatrato i vari Ronaldinho, Zidane, Henry, giocatori fantastici, giocolieri del pallone, mentori di un'estetica senza eguali.

Raramente ci si rispecchia in un difensore, in un'antagonista del gol, in un onesto mestierante che cerca di negare l'aspetto più bello del gioco del calcio.

Nel mio caso questo colpo di fulmine è avvenuto casualmente, guardando una partita in cui spiccava un piccolo difensore riccioluto che aveva un'incredibile abilità e voglia nel togliere il pallone agli avversari, sembrava quasi vivere per quel motivo, e nel farlo mi trasmetteva una voglia ed una grinta senza eguali. Appassionandomi ho scoperto che quel difensore, stranamente piccolo rispetto alla media (1,78 m.), era il capitano del Barcellona ed era uno dei più forti nel proprio ruolo (Abidal l'ha definito come il più forte di sempre): era Puyol, "El gran capitan", il simbolo catalano che spingeva la propria squadra verso i trionfi e che lo avrebbero portato a vincere 1 Mondiale ed 1 Europeo con la Spagna nel 2010, 1 medaglia d'argento alle Olimpiadi, 2 mondiali per club, 3 Champion's League, 6 campionati spagnoli, 2 coppe del Re, 7 supercoppe spagnole .

Mi chiedevo quanta voglia di emergere avesse avuto uno della sua stazza per andare a togliere il pallone a dei giganti di 1,90 m. o per andare a contrastare maghi del pallone come Beckham, Seedorf, Ronaldo; eppure era talmente bravo, un ammasso di grinta e muscoli che fa riflettere su come bisogna approcciarsi alla vita, combattendo fino all'ultimo e non dando mai nulla per scontato.

Un esempio di umanità e fair play, sempre pronto a capire il momento di stizza di un avversario e non reagire, sempre pronto a guidare i compagni correggendo la loro irriverenza; una figura quasi mitologica per il Barcellona, in grado di tenere sempre sull'attenti tutti i grandi campioni che si sono alternati durante la sua guida (da Ronaldinho e Ibra, fino ad arrivare a Neymar).

Puyol nasce a La Pobla de Segur il 13 aprile 1978, in un piccolo paese che si trova ai piedi dei Pirenei ed è nelle giovanili del Barcellona che esplode: entrato diciassettenne ricopriva inizialmente il ruolo di mediano, ma fu arretrato a terzino, e con Van Gaal sbocciò grazie allo spostamento nel ruolo di difensore centrale, facendolo esordire il 2 ottobre 1999.

Ha collezionato 589 presenze e 19 gol con il Barcellona, 100 presenze e 3 gol con la Spagna, con 1 sola espulsione in tutta la sua carriera (dati: www.transfermarkt.it)

Ho cercato di sintetizzare la sua personalità ed il suo stile di gioco, fatto di recuperi impossibili, grande aggressività, scivolate perfette e stacchi esagerati con una serie di GIF.
Queste:

1. Il re leone: l'eco di quell'urlo lo avvertiamo tutt'ora e ci spinge a tornare indietro nel tempo e scendere in campo (solo) accanto a lui per andare a vincere quella gara contro l'Osasuna

2. Come una chioccia che traccia la retta via: la sua immensa comprensione delle situazioni in campo, una qualità davvero inesistente nel calcio odierno

3. Come un padre nei confronti di un figlio troppo burlone, cosi lui qui nei confronti di un'ingenuo e infantile Piquè

4. Crederci fino all'ultimo, a tutti i costi: estremizzare il concetto che "ogni palla può essere salvata"

5. I riflessi e il senso della posizione

6. L'ultimo ostacolo da superare è sempre il più difficile

7. Il punto più alto (non solo metaforicamente) della sua carriera: lo stacco con cui regalerà la finale mondiale alla Spagna nel 2010

8. Tutta la sua umanità nel far alzare la coppa all'amico Abidal

9. Anticipo + conduzione + veronica + passaggio + attacco dello spazio + assist= Trascinatore

10. La perfezione ed il tempismo in questo intervento: Ronaldo sta ancora cercando di aggirarlo

11. Recuperi fantastici e dove trovarli: sembra che già conosca l'istante perfetto in cui andare in scivolata per poi rialzarsi velocemente ed andare a ringhiare sull'avversario

12. Paura questa sconosciuta

13. Salvataggio sulla linea: uno dei tanti

14. Reattività e forza nelle gambe nel cambio di direzione

Potremmo continuare all'infinito con queste immagini, ma quello che ci lasciano sono la caparbietà e la voglia di lottare che non tutti i giocatori hanno.

E' questo quindi il nostro personale tributo a Puyol, grande campione dentro e fuori dal campo.


 

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Nato a Mesagne il 6/7/1995 ma vive ad Erchie. Laureando presso la facoltà di scienze motorie di Urbino, calcio-dipendente al punto da dedicarvi la propria carriera universitaria e non solo, si diletta nelle analisi tattiche. Tuttora calca i peggiori campi di provincia nei diversi campionati dilettantistici e, tra una scivolata ed una sportellata, trova anche il tempo di allenare i ragazzi e festeggiare i numerosi trofei che la Juventus gli sta regalando. Collaboratore Sportellate.it

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