Interventi a gamba tesa

Remi in Barca

Photo credit should read GIUSEPPE CACACE/AFP/Getty Images


Una Juventus formato Champions risponde all’inno dello Juventus Stadium; “Simili a degli eroi” ieri sera non è stato solo l’intro dei tifosi Bianconeri, ma il richiamo a una vera e propria mutazione degli uomini di Allegri che con mantello, scudo e  vista laser diventano Eroi e annientano gli alieni cattivi provenienti dalla Catalogna. Ancora una volta la kryptonite per Leo Messi è il tricolore Italiano. 


Allegri manda in campo il suo vestito di gala migliore e si presenta con un 4-2-3-1 votato all’attacco. Tra i pali Buffon, linea a quattro con Dani Alves, Bonucci, Chiellini e Alex Sandro. Centrocampo con Pjanic e Khedira, esterni alti Cuadrado e Mandzukic, in attacco a sostegno del pipita Higuain c’è l’uomo più atteso del match, Paulo Dybala pronto a sfoggiare la sua ormai tradizionale Dybala Mask che manda in visibilio i tifosi Bianconeri.

Luis Enrique che indossa la “cravatta della recidiva”, dopo la figuraccia di Malaga ripropone Mathieu titolare e si schiera con un 3-4-3 che cambia pelle dal centrocampo in su, soprattutto sul centro destra dove c’è un continuo movimento tra Messi, Sergi Roberto e Rakitic. Tra i pali Ter Stegen, difesa a 3 con Piquè-Umtiti-Mathieu. Centrocampo con Iniesta, Mascherano, Rakitic e Sergi Roberto. In attacco la MSN: Neymar, Suarez e Leo Messi.

L’avvio di gara : Juve aggressiva con Bonucci che esce fino a centrocampo

Ed è una notizia che uno dei due centrali si spinga così alto. E’ un lavoro di pressing studiato bene, anche grazie alla collaborazione della catena Dani Alves-Cuadrado e della pressione degli uomini d’attacco. In questo modo la Juve recupera più velocemente la palla facendo spazientire e non poco gli inventori del Tiki-Taka.

Il lavoro di squadra. Uno dei 2 mediani, in questo caso Khedira subito alto sul centrale che imposta l'azione. Higuain già prima che il pallone tornasse a ter Stergen pronto in postura per attaccarlo. il portiere tedesco è costretto a rinviare lungo. Pjanic logicamente deve rimanere in quella posizione per tappare l'uscita con il regista avversario in modo tale da far diventare il pressing vincente

Il lavoro di squadra. Uno dei 2 mediani, in questo caso Khedira subito alto sul centrale che imposta l’azione. Higuain già prima che il pallone tornasse a Ter Stergen pronto con la postura giusta  per attaccarlo. Il portiere tedesco è costretto a rinviare lungo. Pjanic logicamente deve rimanere in quella posizione per tappare l’uscita del  regista avversario in modo tale da far diventare il pressing vincente.

Da questa immagine si evince che il meccanismo di pressing della juve dei primi 20 minuti sia vincente. ter Stergen lancia nella zona lasciata vuota da khedira ed è fondamentale la chiusura in avanti di Bonucci. Fondamentali anche Dani Alves e Cuadrado. Entrambi stringono il campo uno prendendo facendo un gioco posizionale efficace. Uno diventa il sostituto dell'altro. La Juventus cosi mantiene un baricentro alto, la squadra è corta con una linea di centrocampo che non permette verticalizzazioni ali avversari.

Da questa immagine si evince come il meccanismo di pressing della Juve dei primi 20 minuti sia vincente. Stergen lancia nella zona lasciata vuota da Khedira ed è fondamentale la chiusura in avanti di Bonucci. Importanti anche Dani Alves e Cuadrado. Entrambi stringono il campo creando  un gioco posizionale efficace. Uno diventa il sostituto dell’altro. La Juventus cosi mantiene un baricentro alto, la squadra è corta con una linea di difesa alta che non permette verticalizzazioni ali avversari.

Dybala fenomeno a tutto campo

L’argentino si differenzia dai giocatori normali per la capacità di trovarlo a tutto campo. Importantissimo il suo ruolo da “falso regista”, quando la squadra è schiacciata è il primo a dare una soluzione al compagno tornando fino al centrocampo. La Juventus in fase di possesso grazie a lui si trasforma in un 4-3-3 con lui vertice basso pronto a scambiare.

Khedira mal posizionato ( riquadro rosso la sua posizione ideale), Pjanic marcato, Dybala si abbassa fino a ridosso della sua area per non far buttar palla al suo compagno di squadra. Grazie al sacrificio dell'Argentino la Juventus riesce a far girare il pallone.

Khedira mal posizionato non può ricever palla perchè è troppo distante dall’azione (riquadro rosso la sua posizione ideale), Pjanic marcato, Dybala si abbassa fino a ridosso della sua area per non far buttar palla al suo compagno di squadra. Grazie al sacrificio dell’argentino la Juventus riesce a far girare il pallone.

E questo appunto è la prefazione al gol dell’1 a0.

Da questo sacrificio scaturisce la punizione che fa ripartire la Juventus per l’ 1  a 0.

Higuain, critiche ingiustificate

Perchè se non segna El Pipita è sempre sul banco degli imputati per l’enorme mole di soldi investita dalla Juventus, ma Higuain è come la Santissima Trinità e funge un ruolo tattico fondamentale per il primo gol. Viene a giocare da trequartista puro per far inserire Dybala e con un lancio preciso serve Cuadrado pronto a far venire il mal di testa al povero Mathieu. Ma andiamo per ordine con le immagini.

Primo orrore tattico Blaugrana. Sono in 4 ad andare su 2 Bianconeri lasciando libero Higuain che si stacca dalla marcatura di Umtiti. Dybala e Cuadrado sono pronti ad azzannare Mathieu, mentre Iniesta è in netto ritardo in fase di ripiego

Primo orrore tattico Blaugrana. Sono in 4 ad andare su 2 Bianconeri lasciando libero Higuain che si stacca dalla marcatura di Umtiti. Dybala e Cuadrado sono pronti ad azzannare Mathieu avendo la superiorità numerica creata dal bomber di Brest, mentre Iniesta è in netto ritardo in fase di ripiego.

Nel riquadro rosso possiamo vedere lo spazio creato dal Pipita che favorisce Dybala. La Joya può far quel che vuole, o attaccare la profondità o braccare il difensore Francese insieme a Cuadrado. Iniesta e Neymar ancora molto staccati in fase di ripiego.

Nel riquadro rosso possiamo vedere lo spazio creato dal Pipita che favorisce Dybala. La Joya può far quel che vuole, o attaccare la profondità o braccare il difensore Francese insieme a Cuadrado. Iniesta e Neymar ancora molto staccati in fase di ripiego.

Il blocco dei 4 resta imbambolato su 3 bianconeri. Piquè per rimediare all'uscita di Umtiti è in ritardo su Dybala, cosi come Iniesta che è troppo distante in marcatura sul 21 Bianconero. Troppo facile per Dybala giustiziare ter Stergen con un sinistro a fil di palo. Male anche il posizionamento del portiere Tedesco che aiuta l'Argentino a trovare l'angolo con estrema facilità

Il blocco dei 4 resta imbambolato su 2 bianconeri. Piquè per rimediare all’uscita di Umtiti è in ritardo su Dybala, cosi come Iniesta che è troppo distante in marcatura sul 21 bianconero. Troppo facile per Dybala giustiziare Ter Stergen con un sinistro a fil di palo. Male anche il posizionamento del portiere tedesco che aiuta l’argentino a trovare l’angolo con estrema facilità.

L’importanza di saper soffrire 

E’ un tema molto importante. La sofferenza passa con il 4-4-2, se ben gestito.

La palla è ben girata dai catalani  che però non riescono per i primi 20 a tirar nello specchio di Buffon. La Juve a differenza di Napoli si schiaccia meno e decide di mantener il baricentro un pò più alto con il 4-4-2 per  due motivi ben precisi.

1) Non consentire a Suarez di andare in profondità perchè è letale;

2) Non permettere le famigerate triangolazioni in qualsiasi parte del campo con il concetto “vertice + 2 appoggi laterali e il sostegno”.

La Juventus è pressochè perfetta difendendo con il 4-4-2. I reparti sono stretti e l'ultima linea si trova a 25 metri da Buffon. Suarez non può scattare in profondità visto che andrebbe in fuorigioco, e con questo assetto compatto ma allo stesso tempo aggressivo non si possono sviluppare le consuete triangolazioni per creare azioni gol e possesso palla offensivo. La palla può girare benissimo a centrocampo, ma per vie centrali la Juventus è un bunker.

La Juventus è pressochè perfetta difendendo con il 4-4-2. I reparti sono stretti e l’ultima linea si trova a 25 metri da Buffon. Suarez non può scattare in profondità perchè andrebbe in fuorigioco, e con questo assetto compatto ma allo stesso tempo aggressivo non si possono sviluppare le consuete triangolazioni per creare azioni gol e possesso palla offensivo. La palla può girare benissimo a centrocampo, ma per vie centrali la Juventus è un bunker.

Ma il Barcellona è pur sempre uno dei Club più forti della storia del calcio ed è doveroso far vedere l’unica volta che riescono a smontare questi due principi.

Siamo al 66′ sul 3 a 0 per i bianconeri e finalmente Suarez riesce a fare il suo movimento migliore e in più si verificano le triangolazioni anche in fase offensiva.

Come si può vedere dall'immagine Messi-Sergi Roberto e Rakitic riescono a triangolare. Suarez pronto ad ingannare Bonucci co uno scatto,

Come si può vedere dall’immagine Messi-Sergi Roberto e Rakitic riescono a triangolare. Suarez pronto ad ingannare Bonucci con uno scatto,

La Juventus anche se ben disposta deve inchinarsi alla Pulga. Dribbling secco su Chiellini e palla al bacio nello spazio che Suarez si è creato. Tiro a botta sicura, ma Buffon fa ricordare ai fan di Neuer chi è il numero Uno dei numeri Uno di ogni epoca con un riflesso da leggenda

La Juventus anche se ben disposta deve inchinarsi alla Pulga. Dribbling secco su Chiellini e palla al bacio nello spazio che Suarez si è creato. Tiro a botta sicura, ma Buffon fa ricordare ai fan di Neuer chi è il numero Uno dei numeri Uno di ogni epoca con un riflesso da leggenda.

L’ultima chiave tattica che porta al gol del 2 a0 e altre occasioni nel secondo tempo: la palla all’indietro a tagliare la difesa. 

Perchè la Juventus questa soluzione l’ha studiata molto bene, anche grazie all’assenza importantissima di Sergio Busquets che con il suo equilibrio poteva impedire questo tipo di giocata. Mascherano che ormai è un difensore centrale da anni, Rakitic- Iniesta prima e Andrè Gomes poi non hanno questa affinità nel difendere tatticamente la propria porta. Da questo concetto che capiremo con le immagini nasce il 2 a 0 e tante occasioni nel secondo tempo.

Con un azione partita da Khedira e rifinita da Higuain con un tacco si arriva alla seguente immagine. E' molto grave tutto lo spazio lasciato a Dybala tra le linee. Mascherano in netto ritardo posizionale sul connazionale ( posizione giusta quella del riquadro arancio)

Con un azione partita da Khedira e rifinita da Higuain con un tacco si arriva alla seguente immagine. E’ molto grave tutto lo spazio lasciato a Dybala tra le linee. Mascherano in netto ritardo posizionale sul connazionale (posizione giusta quella del riquadro arancio).

Voragine per Dybala che può far quel che vuole. Stoppare, avanzare o tirare di prima. La Joya non ci pensa due volte e la palla di Mandzukic a tagliare difesa e centrocampista è perfetta. Raddoppio Juventus

Voragine per Dybala che può far quel che vuole. Stoppare, avanzare o tirare di prima. La Joya non ci pensa due volte e la palla di Mandzukic a tagliare difesa e centrocampista è perfetta. Raddoppio Juventus.

E non è un caso isolato. 

Nel secondo tempo ricapita al 52′. Stavolta è Andrè Gomes a fare una brutta figura tatticamente.

Inspiegabilmente Andrè Gomes si fa attrarre dalla palla e va su Cuadrado quando è già marcato da Umtiti. Higuain a rimorchio ha tutto lo spazio lasciato libero dal portoghese che invece doveva correre (freccia nera) verso Higuain (riquadro nero). Tiro ben parato da Ter Stergen ma tema tattico utilizzato per la seconda rete.

Juventus

La Juventus chiude i conti al 54′

Con un gol di Chiellini sugli sviluppi da calcio d’angolo. Mascherano è molto ingenuo e perde il duello fisico con il difensore della Nazionale. Estasi Juve.

La gara scivola via con il gran possesso del Barca che confeziona un azione gol con Suarez che abbiamo analizzato in precedenza. La Juventus non si scompone mai e riparte quando può. Capolavoro tattico di Allegri che umilia Luis Erique che manda in campo una formazione molto mal piazzata con evidenti lacune concettuali in fase difensiva. Ritorno al Camp Nou tra 7 giorni, dove le cose andranno molto diversamente rispetto al match di Torino, con un risultato da gestire da parte dei bianconeri che ormai sono maturi per questi palcoscenici. La cosa non può che far ben sperare per un’ipotetica semifinale.


 

Gennaro Bruno, nato a Pozzuoli (NA) il 20/07/1994. Vive a Bacoli, comune dei Campi Flegrei nel Golfo Napoletano. Laureando presso la facoltà di Scienze Motorie e Del Benessere della Parthenope di Napoli, ma già Match Analyst di primo livello certificato dall’azienda portoghese Videobserver. Si è avvicinato al calcio grazie ad Alex Del Piero, suo idolo indiscusso, mentre il suo allenatore preferito è Carlo Ancelotti. Insomma, un palato raffinato. Malato di calcio, in qualsiasi salsa esso sia (dalla tv, alla partitella di calcetto del martedi) e di Jorge Sampaoli.