Interventi a gamba tesa

Una ragazza bellissima


Napoli-Juventus la possiamo paragonare ad una ragazza bellissima, entrambe la cercano, entrambe ci provano ma nessuno la conquista. A provarci di più è la compagine di Sarri che mette l’abito all’ultima moda per scalzare la Juventus operaia di Allegri, che con tuta ed elmetto tiene botta alle avances dei Partenopei. Si conclude con un nulla di fatto per entrambe, 1-1 che penalizza gli Azzurri visto la mole di gioco creata nei 90′, con la Juventus che sorride per il punto guadagnato in uno dei campi più difficili d’Europa. 12 anni dopo quel Sangiovannese-Aglianese dinanzi a 434 persone, Sarri e Allegri si scontrano in un palcoscenico quasi 200 volte più grande alla guida dei miglior club d’Italia e non solo; questo testimonia ancora una volta la magia di questo stile di vita, perchè chiamarlo sport è sempre riduttivo. 


Sarri prima del match perde Reina ed è costretto a mandare in campo l’eroe di Doha Rafael Cabral Barbosa. Gli unici cambi per scelta tecnica sono Stinic per Ghoulam e Jorginho per Diawara. 4-3-3 classico con Rafael tra i pali, difesa a 4 con Hysaj-Albiol-Koulibaly-Strinic, centrocampo a 3 con Allan-Jorginho-Hamsik e in attacco il tridente leggero con Callejon e Insigne esterni a supporto del bomber tascabile Mertens.

Allegri decide di non far giocare tutti i Sudamericani tranne Higuain e si presenta con il rilanciato Lemina che prende il posto di Cuadrado sulla destra. La Juve si schiera con il 4-2-3-1 che è visibile solo nei primi e negli ultimi 10 minuti. Alterna il 4-4-2 e il 4-5-1 con Pjanic che funge da seconda punta o da regista a seconda del cambio modulo. Tra i pali troviamo Buffon, linea a quattro con Lichtsteiner-Bonucci-Chiellini-Asamoah. Mediana con Marchisio e Khedira, esterni alti Lemina e un Mandzukic non al meglio, Pjanic trequartista alle spalle dell’uomo più atteso, il traditore della patria Gonzalo Higuain.

L’avvio di gara

Il Napoli sin dall’avvio mostra una peculiarità che sarà una grande costante per tutto il match. Il grande pressing in avanti che obbliga la Juve a spazzar via la palla facendo registrare un record negativo per i bianconeri che di solito “fanno la partita” con l’elevato possesso della sfera. Si può notare in quasi tutto il match che il capitano Hamsik è sempre il primo ad uscire in pressing sul centrale difensivo di turno che avvia l’azione costringendolo o a lanciar lungo verso Higuain che perde quasi tutti i duelli con Koulibaly. Il sistema di gioco di Sarri porta una squadra cortissima con una linea difensiva posizionata praticamente a centrocampo. El Pipita è in grande difficoltà giocando solo contro 4. Altra mossa di Sarri è di mettere fisso Allan sull’incursore più pericoloso della Juventus, il tedesco Khedira, cercando di arginare le sue temutissime zingarate ( una di questa porterà al gol).

Già dopo 10 secondi si può vedere come Hamsik con il suo pressing spudorato costringe la Juventus ad indietreggiare. La palla sarà poi data a Buffon che è costretto a lanciar lungo perdendo palla. Allan a uomo su Khedira.

Juventus Napoli

Cambiano gli interpreti ma non la sostanza. Uscito Hamsik, il primo ad ostruire la manovra avversaria è Rog. In questo caso obbliga Pjanic a dare una palla difficile a Higuain.

Cambiano gli interpreti ma non la sostanza. Uscito Hamsik, il primo ad ostruire la manovra avversaria è Rog. In questo caso obbliga Pjanic a dare una palla difficile a Higuain

La palla arriva ad Higuain che la perde. Albiol è in marcatura oltre il centrocampo, il Napoli è padrone del campo e siamo al 78′, a testimonianza che non è un caso isolato dei primi minuti e dello strapotere atletico degli uomini di Sarri. Da apprezzare la mentalità di Rog, che appena uscito dal pressing su Pjanic corre subito verso la palla.

La palla arriva ad Higuain che la perde. Albiol è in marcatura oltre il centrocampo, il Napoli è padrone del campo e siamo al 78', a testimonianza che non è un caso isolato dei primi minuti e dello strapotere atletico degli uomini di Sarri. Da apprezzare la mentalità di Rog, che appena uscito dal pressing su Pjanic corre subito verso la palla.

Ma è la Juventus a trovare il vantaggio dopo 6 minuti

Nell’azione del gol gli errori più gravi sono di Jorginho ed Allan coadiuvato da Callejon. Pjanic è troppo libero tra le linee non marcato dall’italo-brasiliano, mentre per Khedira è troppo semplice passare tra Allan e Callejon.

Dall’immagine possiamo vedere bene il ritardo di Jorginho in marcatura su Pjanic. La posizione esatta doveva essere quella del riquadro nero. Higuain è ben posizionato e tiene Albiol. La posizione di Mandzukic è vincente perchè obbliga Hysaj a non potersi muovere da li visto che smarcherebbe il croato; intanto Khedira passa troppo facilmente tra Allan e Callejon.

Dall'immagine possiamo vedere bene il ritardo di Jorginho in marcatura su Pjanic. La posizione esatta doveva essere quella del riquadro nero. Higuain è ben posizionato e tiene Albiol. La posizione di Mandzukic è vincente perchè obbliga Hysaj a non potersi muovere da li per cercar di rimediare al buco che si è venuto a creare tra lui e Albiol per colpa della lentezza dell'Italo-Brasiliano. Intanto Khedira passa troppo facilmente tra Allan e Callejon

Con ormai Jorginho tagliato fuori dai giochi, è Albiol che esce ( in ritardo ) su Pjanic. Hysaj, non per sue colpe, è in ritardo e il Tedesco ne approfitta per scaricare palla sul Bosniaco ed inserirsi nel buco che si è creato tra Albiol e l’Albanese. Sono abili i due campioni della Juve a confezionare il gol dell’1 a 0 con assist e tiro da manuale. Juventus in vantaggio al San Paolo.

Con ormai Jorginho tagliato fuori dai giochi, è Albiol che esce ( in ritardo ) su PJanic. Hysaj, non per sue colpe, è in ritardo e il tedesco ne approfitta per scaricare palla sul bosniaco ed inserirsi nel buco che si è creato tra Albiol e Hysaj. Sono abili i due campioni della juve a confezionare il gol dell'1a0 con assist e tiro da manuale. Juventus in vantaggio al San Paolo

La gara riprende e il Napoli inizia a macinar gioco soprattutto sulla sinistra. Allegri, ripensando a Udine, ripropone il mantra della gara del Friuli.

Se non puoi vincere devi essere bravo a non perdere”

Da questo scaturisce  il passaggio dal 4-2-3-1 a un puro 4-4-1-1, con la posizione di Lemina molto interessante.

Lemina, il jolly tattico che permette un’ottima difesa

Il Gabonese nella fase difensiva viene a giocare molto vicino a Marchiso per aiutare i due centrocampisti centrali che sono in inferiorità rispetto ai tre del Napoli.  La Juve muta cosi in un 4-4-1-1 con un esterno che proprio esterno puro non è ma funge da mezz’ala. Per tanti tratti del match con questa scelta Insigne ed Hamsik sono arginati al meglio non consentendo loro l’imbucata centrale che è il pezzo forte in casa Napoli.

La vera posizione di Lemina dovrebbe essere quella nel riquadro, ma per fare densità e non permettere un attacco a palla scoperta il Gabonese aiuta da mezz’ala Marchisio e Khedira. Anche Mandzukic da il suo contributo stringendo verso il centro e dalla linea rossa possiamo vedere la barricata prima della difesa bianconera in modo tale da non permettere imbucate centrali per gli attaccanti Azzurri che sono maestri a trovare spazio tra quelle linee. La Juventus è un bunker.

La vera posizione di Lemina dovrebbe essere quella nel riquadro, ma per fare densità e non permettere un attacco a palla scoperta il Gabonese aiuta da mezza ala Marchisio e Khedira. Anche Mandzukic da il suo contributo stringendo verso il centro e dalla linea rossa possiamo vedere la barricata prima della difesa bianconera in modo tale da non permettere Imbucate centrali per gli attaccanti che sono maestri a trovare spazio tra quelle linee. La Juventus è un bunker

Come si può vedere la Juve adotta un 4-4-2 puro, e Lemina è più interno che esterno rispetto a Mandzukic. I Bianconeri sopperiscono così all’inferiorità numerica in mezzo al campo trovando una buona soluzione per quasi tutto il match.

Come si può vedere la juve adotta un 4-4-2 puro, e Lemina è più interno che esterno rispetto a Mandzukic. La juve sopperisce così all'inferiorità numerica in mezzo al campo trovando una buona soluzione per quasi tutto il match.

Chiave tattica: l’imbucata centrale

Il Napoli è paziente e fa girar palla senza difficoltà. Questo intenso fraseggio che parte dai difensori da l’impressione che possa nascere sempre qualcosa su qualsiasi azione. La Juventus lo sa bene e con tanta umiltà stringe i reparti per creare densità centrale lasciando più gioco sulle fasce dove gli Azzurri sono meno bravi. Ma la squadra di Sarri  non demorde e ne trova 4/5 nel corso della  partita che mettono i brividi alla Juve.

La prima la si può notare al 33′.

Come si può notare l’errore viene commesso da Khedira che si fa attrarre dalla palla ed esce troppo frettolosamente su Hamsik , già pressato da Marchisio ( uscita inutile di  Sami) che è bravo a a consegnar palla a Mertens che approfitta del buco venutosi a creare tra il Tedesco e Chiellini. Splendido anche Callejon che va sempre in profondità sul secondo palo spesso perso da Asamoah.

Come si può notare l'errore viene commesso da Khedira che si fa attrarre dalla palla ed esce troppo frettolosamente su Hamsik che è bravo a a consegnar palla a Mertens che approfitta del buco venutosi a creare tra il tedesco e Chiellini. Splendido anche Callejon che va sempre in profondità sul secondo palo spesso perso da Asamoah

Hamsik con un solo passaggio fa saltare la linea a 4 di centrocampo Bianaconera. Mertens finalmente trova la prima imbucata nello spazio che è visibile nel riquadro rosso. Tiro leggermente fuori del Belga, ma Napoli che si fa sempre più pericoloso.

Hamsik con un solo passaggio fa saltare la linea a 4 di centrocampo Binaconera. Mertens finalmente trova la prima imbucata nello spazio che è visibile nel riquadro rosso. Tiro leggermente fuori del Belga, ma Napoli che si fa sempre più pericoloso

Altro caso eclatante di imbucata centrale lo troviamo al 55′.

Dopo una serie infinita di passaggi che coinvolge anche Rafael, è Albiol che innesca Hamsik.

Lemina è in ritardo su Hamsik che trova uno spazio centrale allettante. Bravo Raul Albiol nel servirlo.

Lemina è in ritardo su Hamsik che trova uno spazio centrale allettante. Bravo Raul Albiol nel servirlo

Altri 2 errori concettuali (ci possono stare tutti a quei ritmi) li fanno Chiellini e Asamoah. L’azione ormai passa da “palla coperta” a “palla scoperta”. In questo caso è buona norma indietreggiare verso la porta visto che non è possibile più attuare la trappola del fuorigioco. Callejon ne approfitta scattando alle spalle di Chiellini non marcato da Asamoah che obbliga il difensore della Nazionale a rimanere sul posto per cercar di contrastare Mertens. Ma la distanza è troppo cospicua con il Belga che ne approfitta. Tiro insidioso ben parato da Buffon. Hamsik se riusciva a  farla passare per Callejon metteva ancora più in risalto queste pecche che si sono susseguite nella catena difensiva sinistra Bianconera.

Altri 2 errori concettuali ( ci possono stare tutti a quei ritmi ) li fanno Chiellini e Asamoah. L'azione ormai passa da " palla coperta" a " palla scoperta". In questo caso è buona norma indietreggiare visto che non è possibile più attuare la trappola del fuorigioco. Callejon ne approfitta scattando alle spalle di Chiellini non marcato da Asamoah che obbliga il difensore della Nazionale a rimanere sul posto per cercar di contrastare Mertens. Ma la distanza è troppo cospicua con il Belga che ne approfitta. Tiro insidioso ben parato da Buffon. Hamsik che riusciva a a farla passare per Callejon metteva ancora più in risalto queste pecche che si sono susseguite nella catena difensiva sinistra Bianconera

Finalmente il gol Azzurro 

Ed è un sonetto che porta la firma di Maurizio Sarri. Il gol arriva da sinistra ma l’azione parte da destra con 15 passaggi di fila senza nessuna intercettazione. Il gol, è una marcatura classica del Napoli che richiama il principio di rotazione Ala-Mezz’ala e Terzino. Questa rotazione viene prettamente eseguita sulla sinistra sfruttando le doti di inserimento del Capitano. Fondamentale anche il lavoro di Mertens che a seconda dei casi o va in profondità o esce dalla marcatura per dare l’appoggio alla Mezz’ala che si inserisce nei buchi che si vengono a creare tra terzino destro e difensore centrale avversario.

Da questa immagine possiamo vedere cosa fa il napoli per creare spazi. Il primo mantra è la creazione continua di triangolazioni anche se non portano subito all’attacco dell’area avversaria. Inducono l’avversario a correre dietro la palla e stare sempre attenti. In questo caso un grosso buco già si era creato e poteva essere sfruttato da Mertens con uno scatto in profondità. Il Belga preferisce stringere per dare un appoggio. Callejon sempre pronto a tagliare sul secondo palo per ricevere l’opzione lancio di Insigne.

Da questa immagine possiamo vedere cosa fa il napoli per creare spazi. Il primo mantra è la creazione continua di triangolazioni anche se non portano subito all'attacco dell'area avversaria. Inducono l'avversario a correre dietro la palla e stare sempre attenti. In questo caso un grosso buco già si era creato che poteva essere sfruttato da Mertens con uno scatto in profondità. Il belga preferisce stringere per dare un appoggio.

La rotazione continua e sta volta comprende Jorginho e non più Strinic. La Juve è ben piazzata ma c’è l’errore di Lemina che scombussola il pacchetto arretrato. Si distrae, si fa attrarre dalla palla e non è posizionato davanti ad Hamsik ma dietro. Bonucci poteva accorciare ma l’errore parte dal Gabonese. Khedira leggermente in ritardo su Mertens. Posizionamento che sarà fatale visto l’anticipo del Belga che confezionerà l’assist per Hamsik.

La rotazione continua e sta volta comprende Jorginho e non più Strinic. La juve è ben piazzata ma c'è l'errore di Lemina che scombussola il pacchetto arretrato. Si distrae, si fa attrarre dalla palla e non è posizionato davanti ad Hamsik ma dietro. Bonucci poteva accorciare ma l'errore parte dal Gabonese. Khedira leggermente in ritardo su Mertens. Posizionamento che sarà fatale visto l'anticipo del Belga che confezionerà l'assist per Hamsik

Quest’ultima immagine ci fa capire bene l’errore tattico di Lemina. Costringe Bonucci ad uscire dalla propria area di competenza per accorciare su Hamsik. Khedira ha 2 metri di ritardo su Mertens che gli sono fatali visto che non riesce ad intercettare il pallone. Poi bravo Mertens a mandare in porta il Capitano che sfrutta il buco ( riquadro rosso) che si è venuto a creare con l’uscita di Bonucci.

Quest'ultima immagine ci fa capire bene l'errore tattico di Lemina. Costringe Bonucci ad uscire dalla propria area di competenza per accorciare su Hamsik. Khedira ha 2 metri di ritardo su mertens che gli sono fatali visto che non riesce ad intercettare il pallone. Poi bravo Mertens a mandare in porta il Capitano che sfrutta il buco ( riquadro rosso) che si è venuto a creare con l'uscita di Bonucci.

Hamsik tutto solo insacca. 1 a 1 al 60′.

Hamsik tutto solo insacca. 1 a 1 al 60'

La partita continua sempre con la stessa tematica, il Napoli offende e la Juventus non si scompone difendendosi bene. Dal gol dell 1-1 alla fine c’è solo un occasione pericolosissima non sfruttata da Mertens frutto di un errore tecnico di Asamoah.

Finisce 1 a 1 al San Paolo l’ennesimo atto tra Napoli e Juventus. Sarri ha dato dimostrazione che la panchina d’oro non è un caso e questo pareggio sa di amaro per il gioco espresso. I complimenti vanno fatti anche ad Allegri che se giocava a viso aperto portava a casa una sconfitta inevitabile visto la serata di grazia dei Partenopei. La Juventus conquista un punto che vale molto più di un semplice +1, mentre il Napoli giocando in questa maniera può arrivare a mani basse secondo a discapito della Roma. Un abisso troppo grande a livello di gioco tra gli uomini di Sarri e quelli di Spalletti.


 

Gennaro Bruno, nato a Pozzuoli (NA) il 20/07/1994. Vive a Bacoli, comune dei Campi Flegrei nel Golfo Napoletano. Laureando presso la facoltà di Scienze Motorie e Del Benessere della Parthenope di Napoli, ma già Match Analyst di primo livello certificato dall’azienda portoghese Videobserver. Si è avvicinato al calcio grazie ad Alex Del Piero, suo idolo indiscusso, mentre il suo allenatore preferito è Carlo Ancelotti. Insomma, un palato raffinato. Malato di calcio, in qualsiasi salsa esso sia (dalla tv, alla partitella di calcetto del martedi) e di Jorge Sampaoli.