Interventi a gamba tesa

Allez Paris


Alle ore 17 di Domenica 19 Marzo nella regione della Normandia esplode ufficialmente la stella di Mbappè che fa volare il suo Monaco portandolo a + 6 su i re di Francia, il Paris Saint Germain, costretto a vincere contro il Lione per evitare la chiusura preventiva della Ligue 1, dopo il fallimento in Champions conclusa con lo psicodramma Camp Nou.  Al cospetto dei Parigini c’è la compagine di Bruno Génésio fresca di passaggio ai quarti di Europa League ai danni della Roma di Spalletti. E’ il big match della 30a della Ligue 1, Cavani vs Lacazette,  Pastore vs Fekir, Verratti vs Tolisso e T. Silva vs Diakhaby ennesimo difensore centrale veloce e roccioso sfornato dalla scuola francese. Una parata di stelle  che si sono esibite nel migliore dei modi al Parco dei Principi. Partita dai due volti nella capitale francese, dove accade tutto nel primo tempo: ospiti in vantaggio dopo 6′, Parigini che ribaltano il risultato prima del fischio di fine primo tempo. Secondo tempo di assoluta gestione da parte degli uomini di Emery con il Lione quasi mai pericoloso in zona Trapp. Risultato finale 2-1 per il PSG, che resta in scia dello strabiliante Monaco. 


Emery, confermato in settimana dalla dirigenza dopo la debacle Europea, si schiera con il suo classico 4-3-3 pronto a cambiar pelle a gara in corso trasformandosi spesso in un 4-2-3-1 o in un  4-2-4. Tra i pali il Tedesco Trapp, da destra Aurier, i due Brasiliani Marquhinos e T.Silva e un ritrovato Maxwell.  Centrocampo con Verratti-Rabiot e Pastore; in attacco a destra agisce Di Maria, a sinistra il campione del Mondo Draxler in supporto al Matador Cavani.

Génésio che ha creato tanti problemi alle Italiane, prima alla Juventus e dopo alla Roma nelle coppe Europee,  conferma il  4-2-3-1  piazzando tra i pali Lopes, da destra verso sinistra Rafael, Yanga-Mbiwa, Diakhaby e Morel. In cabina di regia capitan Gonalons  e Tolisso. Sulla trequarti agiscono a destra  Valbuena, a sinistra Depay e dietro bomber Lacazette c’è il talentuosissimo Fekir.

La chiave tattica dei primi 15 minuti

Il PSG inizia con il suo consueto possesso palla ma il Lione è molto aggressivo e coraggioso portando in fase di non possesso ben 6 uomini nella metà campo avversaria. Il pressing arriva sempre fino a Trapp in modo tale da alzare la linea difensiva fino a centrocampo impedendo imbucate centrali o costruzione della manovra dal basso dove il PSG è maestro. Per i primi 20 minuti vediamo una costante in marcatura, Tolisso fisso su Rabiot che per i primi 20′ prende il posto di Verratti in cabina di regia mandando l’italiano sul versante destro.

Come si può notare Tolisso è in marcatura costante su Rabiot tappando una soluzione di gioco a Emery che al 20′ dovrà cambiare modulo.

Come si può notare Tolisso è in marcatura costante su Rabiot tappando una soluzione di gioco a Emery che al 20' dovrà cambiare modulo

I primi problemi per il PSG

Problemi di un solo genere in questo match, quelli che derivano dai calci piazzati. Il PSG che è anche fisicamente in vantaggio a livello di cm rispetto al Lione soffre gli schemi di Génésio. Uno di questi porta al gol di Lacazette. La forza fisica dei padroni di casa porta logicamente ad una “marcatura a uomo” sugli ospiti. Le prime 2 ingenuità, come possiamo vedere dall’immagine, le compiono i Sudamericani Cavani e Pastore con due  errori di posizionamento da scuola calcio.  Poichè batte un destro El Matador dovrebbe ritrovarsi nel riquadro rosso sul palo per un eventuale battuta a rete diretta, mentre il Flaco Pastore dovrebbe trovarsi  2 metri ( che diventano fatali) più a sinistra, nella prossimità del vertice dell’area di rigore. Cosa ancor più grave per l’Argentino, che non trovandosi nella posizione giusta, fa staccare un calciatore molto basso come Rafael, alto appena 172 cm che sfrutta il delizioso blocco di capitan Gonalons che bracca Marquhinos facendo staccare indisturbato il terzino Brasiliano che la mette sul secondo palo. Forse un errore di presunzione da parte di Pastore vedendo un calciatore cosi basso.

Cavani in posizione errata e Pastore poco vicino al vertice impossibilitato ad intervenire su Rafael visto la distanza troppo ampia tra lui e il Brasiliano.

Cavani in posizione errata e Pastore poco vicino al vertice impossibilitato ad intervenire su Valbuena visto la distanza troppo ampia tra lui e il francese.

La sagra dell’orrore da calcio piazzato si completa con la dormita di Maxwell: contro movimento alle sue spalle da parte di Lacazette che brucia il terzino del PSG e deposita in rete il suggerimento di Rafael. Lione dopo 6 minuti meritatamente in vantaggio.

Tutto troppo semplice per il bomber del Lione che brucia Maxwell e deposita la palla in rete per l’1-0.

Tutto troppo semplice per il bomber del Lione che brucia Maxwell e deposita la palla in rete per l'1-0

Non è un caso isolato e la stessa situazione si ripropone 2 minuti dopo. Ancora una volta protagonisti in negativo i 2 Sudamericani, con Cavani troppo distante dal palo, Pastore troppo distante dal vertice e con Gonalons ancora una volta bravo a fare il blocco che questa volta favorisce Diakhaby. Paris fortunato, Trapp aiutato da Maxwell si ritrova la palla tra le mani.

Pastore e Cavani fuori posizione nei rettangoli  e nei cerchi il blocco di Gonalons e la rincorsa di Diakhaby.

Pastore e Cavani Fuori posizione e nei cerchi il blocco di Gonalons e la rincorsa di Diakhaby.

 

Le chiavi tattiche che portano  alla vittoria 

1) Il continuo passaggio dal 4-3-3 al 4-2-3-1 per non dare punti di riferimento al Lione;

2) L’importanza di Rabiot e Pastore;

3) La capacità di passare da un attacco costruito tramite il fraseggio a un attacco improntato all’uscita lunga con gli esterni d’attacco protagonisti.

 

1)   Il continuo passaggio dal 4-3-3 al 4-2-3-1 per non dare punti di riferimento al Lione

Il PSG è una squadra in moto perpetuo che vuole comandare il gioco attraverso il possesso palla e la costruzione che parte dal basso. Per i primi 20′ minuti si nota un 4-3-3 puro, mentre dal 20′ al 60′ si cambia al 4-2-3-1 per poi ripassare al 4-3-3 grazie all’inserimento di Matuidi. La caratteristica da camaleonte di questo PSG si può notare nell’immagine sottostante.

I due centrali sono in posizione aperta mentre i terzini sono alti in modo da schiacciare la retroguardia avversaria. I due centrocampisti centrali si abbassano e sono i primi riferimenti in uscita nel corto, mentre il terzo di centrocampo si alza a trequartista per dare 2 soluzioni con una sola idea di gioco.

Marquhinos e T.Silva sono larghi, Maxwell e Aurier larghissimi e oltre il centrocampo. Verratti e Rabiot sono le prime soluzioni, mentre Pastore si alza sulla trequarti. Si varia in continuazione con il modulo, e questo porta a un possesso sempre ben saldo per gli uomini di Emery.

Marquhinos e T.Silva sono larghi, Maxwell e Aurier larghissimi e oltre il centrocampo. Verratti e Rabiot sono le prime soluzioni, mentre pastore si alza sulla trequarti. si varia in continuazione con il modulo, e questo porta a un possesso sempre ben saldo per gli uomini di Emery

2) L’importanza di Rabiot e Pastore

Questo punto, il più importante, è quello dove analizzeremo anche i gol del PSG. Rabiot in questa partita è stato pressochè eccellente. Oltre ad aver siglato il gol dl pareggio è sempre stato nel gioco con marcature preventive e recuperi palla fondamentali che trasformavano l’azione da difensiva a offensiva. Pastore invece per la sua intelligenza tattica e i 2 assist prende la palma del migliore in campo. Ed è sul gol dell’1 a 1 che si evidenziano tutti i benefici del gioco di Emery. Come si può vedere nell’immagine sottostante, Pastore da mezz’ala si sgancia sulla trequarti ed è pronto a dialogare con Di Maria e Aurier che intanto è altissimo proprio come abbiamo descritto nel punto 1. E’ Molto importante vedere questa immagine che richiama anche ad un principio di Guadiola. La costruzione dei triangoli in qualsiasi zona del campo per creare superiorità numerica e tenere sempre il possesso della palla (vertice+2 appoggi laterali e il sostegno).

Pastore da terzo di centrocampo si spinge sulla trequarti. Ben posizionato Aurier. Di maria fornisce l’appoggio per la chiusura del triangolo. Il quadrato rappresenta la porzione di campo vuota che Pastore sfrutterà per siglare l’assist che porterà al gol di Rabiot.

Pastore da terzo di centrocampo si spinge sulla trequarti. Ben posizionato Aurier. Di maria fornisce l'appoggio per la chiusura del triangolo. Il quadrato rappresenta la porzione di campo vuota che Pastore sfrutterà per siglare l'assist che porterà al gol di Rabiot

La triangolazione avviene con successo. Pastore chiama lo scambio a Di maria. Cavani è fenomenale su Yanga-Mbiwa creando insieme a Verratti lo spazio per Rabiot che a fari spenti si trova da solo sul secondo palo.

La triangolazione avviene con successo. Pastore chiama lo scambio a Di maria. Cavani è fenomenale su Yanga-Mbiwa creando insieme a Verratti lo spazio per Rabiot che a fari spenti si trova da solo sul secondo palo.

Per Rabiot è un gioco da ragazzi insaccare il cioccolatino servito da Pastore. El Flaco sugli scudi si fa perdonare dopo le colpe sul primo gol.

Cavani porta a spasso il centrale difensivo del Lione mentre Rabiot è tutto solo sul secondo palo. Pastore confeziona 3/4 del gol

Sul secondo gol oltre alla bravura di Rabiot che innesca il gol, e del solito Pastore, troviamo un altro principio base del modello di gioco di Emery. L’importanza dell’attacco della profondità di Cavani, oltre al concetto e la capacità dei trequartisti di giocare tra le linee quando l’avversario lo concede. Il secondo gol è un mix di quest’ultimi due concetti.

Cavani è strepitoso nell’andare in profondità e tagliare completamente dai giochi Morel e Diakahby. Rabiot da palla a Pastore che intanto insieme a Draxler ondeggia alle spalle di ben 3 centrocampisti del Lione. I 2 concetti richiesti dal tecnico basco sono stati applicati.

Cavani è strepitoso nell'andare in profondità e tagliare completamente dai giochi Morel e Diakahby. Rabiot da palla a Pastore che intanto insieme a Draxler ondeggia alle spalle di ben 3 centrocampisti del Lione. I 2 concetti richiesti dal tecnico basco sono stati applicati

Da qui si può vedere bene lo spazio creato da Cavani ( riquadro nero) sfruttato dal tedesco che riceva palla da Pastore. Troppo semplice per Draxler portare in vantaggio i suoi.

Da qui si può vedere bene lo spazio creato da Cavani ( riquadro nero) sfruttato dal tedesco che riceva palla da Pastore. Troppo semplice per Draxler portare in vantaggio i suoi

Il primo tempo finisce con il meritato vantaggio dei Parigini che dopo un avvio stentato alzano i ritmi del possesso palla schiacciando sempre di più il Lione.

Secondo Tempo

Gènèsio incomprensibilmente al 50′ cambia Lacazette con il trequartista Darder, spostando Fekir prima punta. Nella ripresa sono poche le note da evidenziare, quella più importante sviluppa il punto 3 sopracitato.

3) La capacità di passare da un attacco costruito tramite il fraseggio a un attacco improntato all’uscita lunga con gli esterni d’attacco protagonisti.

Come abbiamo detto fino ad ora i Parigini prediligono una costruzione corta della manovra, ma se ne hanno l’opportunità sono pronti a velocizzare il gioco con verticalizzazioni improvvise da parte degli esterni che lanciano il centrocampisti che si inseriscono a turno nella retroguardia avversaria. Come possiamo vedere nell’immagine qui sotto è Di Maria che trova spazio rientrando a centrocampo imbucando con un lancio lungo la difesa avversaria che non ha accorciato preventivamente con il centrocampo per mettere gli uomini di Emery in fuorigioco.

Dall’immagine si vede benissimo il rientro di Di Maria fino a centrocampo con Pastore che taglia il campo in maniera verticale. Male la difesa del Lione che non accorcia con il centrocampo in maniera tempestiva (linea nera) perdendo Pastore che si invola verso la porta.

Dall'immagine si vede benissimo il rientro di Di Maria fino a centrocampo con Pastore che taglia il campo in maniera verticale. Male la difesa del Lione che non accorcia con il centrocampo in maniera tempestiva ( linea nera)

4 minuti dopo la stessa situazione a testimoniare che non è un caso. Retroguardia del Lione messa ancora peggio con un buco enorme tra difesa e centrocampo. Rafael, ultimo a destra è addirittura ancora sulla linea di metà campo e Pastore potrebbe servire addirittura Matuidi indisturbato sulla corsia sinistra. Preferisce Di Maria che si invola verso la porta con un nulla di fatto, ma il concetto ancora una volta si è avverato alla grande.

La linea nera rappresenta la voragine che c’è tra difesa e centrocampo. Rafael disastroso non rientra nella linea a 4. Matuidi è libero di colpire ma Pastore preferisce Di Maria.

La linea nera rappresenta la voragine che c'èe tra difesa e centrocampo. Rafael disastroso non rientra nella linea a 4. Matuidi è libero di colpire ma Pastore preferisce Di Maria.

I temi tattici principali si susseguono nei restanti 25 minuti con il PSG che amministra bene il vantaggio con un estenuante possesso palla. Lione non pervenuto in questo match. Dispiace vedere questa compagine fuori dalla Champions, è molto ben organizzata con tante idee di gioco interessanti, ma di questa stagione tutti ricorderanno solo quel 6 a 1 in terra catalana. Lione ancora in corsa per l’Europa League, ma con questo atteggiamento rischia e non poco di uscire già ai quarti contro il Besiktas. La 30a giornata di Ligue 1 ufficializza la corsa a 2 e non più a 3 per il campionato, con protagoniste fino alla fine Monaco e PSG.


 

Gennaro Bruno, nato a Pozzuoli (NA) il 20/07/1994. Vive a Bacoli, comune dei Campi Flegrei nel Golfo Napoletano. Laureando presso la facoltà di Scienze Motorie e Del Benessere della Parthenope di Napoli, ma già Match Analyst di primo livello certificato dall’azienda portoghese Videobserver. Si è avvicinato al calcio grazie ad Alex Del Piero, suo idolo indiscusso, mentre il suo allenatore preferito è Carlo Ancelotti. Insomma, un palato raffinato. Malato di calcio, in qualsiasi salsa esso sia (dalla tv, alla partitella di calcetto del martedi) e di Jorge Sampaoli.