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2 min

- di Jacopo Landi

Top of the Flop, 29a giornata


Top:

Insigne: ormai costantemente in classifica. Alla fantasia unisce la concretezza di chi deve portare a casa il pizzo a fine mese. Sarri lo esenta dalla vendetta inflessibile che colpirà il resto della rosa. Lorenzo da Napoli, l’oro di Napoli. Zingaro avvisato mezzo salvato. Ma non da Lorenzino.

Belotti: non segna ma è un cazzo di trattore. Medel, Miranda, Murillo, ok non parliamo di Baresi e Maldini ma neanche di Gianni e Pinotto, ci si scaraventa come Goku allo scontro finale col cattivo di turno. Con più zincatura potrebbe andare a correre nella Nascar...

Papu Gomez: “A Bergamo mi sento come un Dio” e lo dimostra a ogni singola partita. Più che un giocatore è una nano sentenza. Devastante. Così completo che mentre gioca scrive alle mogli dei compagni e a quella dell’allenatore. Gasperini medita di usarlo come libero per dare la svolta alla stagione.

Noi ci crediamo.

papu top

 

Flop:

Hart: troppo facile. Troppo facile. Ma anche troppo chiamata la colonna sonora del portiere granata, numero uno inglese (chissà come mai non vincono un Mondiale da quando se lo sono inventati). “Cuore matto” e via in partite dove compie miracoli alternati a potentissime vaccate. Se Pio e Amedeo non gli concedono una puntata di Emigratis la vita non ha più senso.

Genoa: scappiamo da Genova per evitare la contestazione, tanto con il Milan allo sbando facciamo risultato facile. E niente… adesso Preziosi sta pensando di trasferire la squadra a San Marino. Prossimo allenatore Gene Gnocchi, tandem d’attacco Galeazzi-Costanzo.

Crotone: quando al 90’ Kalinic la mette e Cordaz, il portiere, crolla al suolo, qualcosa si rompe nel cuore di tutti gli amanti del pallone ma anche in quello di tutti gli amanti delle scommesse: Crotone, Crotone, perché sei sempre tu Crotone, giochi una partita se infamia e senza lode ma al 90’ mi fai uscire comunque il Madonnone.

Jack Moody


 

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Nato il 6 aprile del 1988 a Milano figlio orgoglioso di una città che ama con odio. Nelle vene sangue misto che ne fanno un figlio del mondo senza fissa dimora. Tra un gin tonic e un whiskey ben concepito ha consacrato la propria esistenza all’arte della buona musica con De Andrè, Shane McGowan e Chat Baker a strapparsi pezzetti di anima. Il cinema come confessione condivisa. L’amore per la beat generation e per quel mostro di James Dean. Interista con aplomb anglosassone per il gioco più bello del mondo. Crede che verranno tanti giocatori meravigliosi ma più nessuno con la corsa di Nicolino Berti.

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