Interventi a gamba tesa

La storia infinita


La Juventus riceve in casa i diavoli rossoneri, che navigano al 7° posto in classifica, distanti ben 17 punti dalla vecchia signora: vittoria meritata per la Juventus, che nonostante il rigore dubbio da cui è scaturito il 2 a 1, ha creato molto di più, come ci confermano anche le statistiche (ben 24 tiri in porta per i bianconeri, con un Donnarumma fuori da ogni logica).

Montella schiera un 4-3-3 con Zapata terzino destro, Romagnoli e Paletta centrali e De Sciglio terzino sinistro. Mediana con il regista Sosa, Pasalic e Bertolacci. Terzetto davanti composto da Ocampos e Deulofeu che affiancano la punta Bacca. 

I bianconeri arrivano dal fortunoso pareggio in casa dell’Udinese, probabilmente la prima prova discutibile del nuovo 4-2-3-1 targato Allegri, che schiera i suoi con un 4-2-3-1: Asamoah esterno basso sinistro e Barzagli esterno basso a destra, Bonucci e Benatia centrali, Pjanic e Khedira a centrocampo, con D. Alves che prende il posto di Cuadrado sulla destra e Pjaca quello di Mandzukic sulla sinistra. Dybala dietro ad Higuain in attacco.


Prima di analizzare tatticamente la gara ho scritto qualche riga su ciò che circonda l’ambiente Juve e sull’ostilità derivante.

Ognuno di noi, fin dalla nascita, impara a pensare e vedere le cose secondo un proprio punto di vista, secondo una propria interpretazione, che può avvicinarsi o meno all’oggettività: è una situazione intrinseca dell’uomo in quanto tale, e probabilmente, è la ragione che ci ha permesso di evolverci ed arrivare a quello che siamo oggi, grazie alla rielaborazione personale delle informazioni che conosciamo e che ci sono state tramandate nel tempo.

Difficilmente scendiamo a patti con idee che non si conciliano, che non si sposano con il nostro pensiero, e siamo sempre pronti ad osservare ed ingigantire ogni minimo dettaglio che vada a favore della tesi da noi sposata e che indebolisca la corrente di pensiero che ci è avversa, trascurando ovviamente anche ciò che potrebbe mettere in discussione la nostra opinione.

E’ un processo graduale, formatosi tra le nostre convinzioni come dei granelli di sabbia che rivestono gradualmente la spiaggia dell’opinione comune, fuorviando da ciò che è veramente rilevante e meritevole di un’ analisi più approfondita.

Ebbene nello stesso modo si formano gli stereotipi che, purtroppo, molta gente si trascina e si porta dietro, convinta che sia il modo migliore di approcciarsi alla vita ed alle sue difficoltà, erigendo un muro tra sè ed il fatto considerato in quanto tale: esempi del genere sono l’immigrato che ruba il lavoro, i meridionali che sono tutti terroni, i giovani studenti fannulloni e mammoni, ecc,… Questo discorso ovviamente non è esente al mondo del calcio e anzi, lo ingloba ancor di più, considerando la passione che abbiamo noi italiani nel guardare un pallone che rotola.

Lo stereotipo della Juventus che ruba è un classico da sempre: la scusa perfetta, “il pane fresco per pettegoli”.  Il tutto, per non ammettere l’evidenza. Fatto sta che quello che è successo durante l’ultima gara alimenta queste stupide convinzioni così come della benzina alimenta un incendio sempre più grande ma sempre relativamente piccolo e insignificante se paragonato all’immensità del terreno che dovrebbe coprire affinché  essa diventi un dato di fatto.

Ora vediamo cosa è davvero successo nella gara di ieri.

Il piano tattico della gara è abbastanza prevedibile: il Milan lascia l’iniziativa alla Juventus e cerca di creare spazi per eventuali transizioni positive (la specialità di Deulofeu), situazione agevolata anche dall’assenza di Suso, l’accentratore della manovra del Milan tra le linee.

Teoricamente dovremmo aspettarci una Juve maggiormente propositiva sul lato sinistro con l’asse Asamoah-Pjaca, ma la maggior parte delle azioni si verificano sul lato destro con Daniel Alves e Barzagli.

juve attacca a destra

La Juventus domina la gara anche se il Milan dà costantemente l’impressione di poter far male in contropiede, quasi invitando i bianconeri a stazionare nella loro metà campo per poi attaccarli alle spalle.

D. Alves non ha lo spunto di Cuadrado ma ha una maggiore lucidità nello stazionare sulla tre quarti accentrandosi, mentre l’imprevedibilità è una prerogativa del lato opposto con Pjaca.

La posizione di Pjaca costringe il Milan ad abbassare l’esterno di competenza e difendere con un 5-4-1, mettendo in difficoltà i 4 di centrocampo nel coprire l’ampiezza, che la Juve trova spesso con la qualità dei cambi di gioco.

milan difende 451 (8)

 Dybala, come ormai sappiamo, staziona tra le linee e questa situazione crea i primi pericoli fin dall’inizio, con Pjaca che andrà a concludere prima di Khedira, ma Donnarumma è sempre pronto.

La Juve invoca anche un rigore per l’atterramento dell’argentino da parte di Zapata.

Il Milan non riesce ad accorciare con i tempi giusti e spesso i reparti si muovono indipendentemente tra loro, perdendo i collegamenti: questo è il vero tema tattico della gara che porterà, oltre alle tante occasioni, ai 2 gol.

higuain..

Il Milan non riesce ad uscire e ad innescare il contropiede, Deulofeu è tenuto bene in velocità da Asamoah,  Bacca è troppo statico e slegato dal resto della squadra e il gol dei bianconeri è una conseguenza.

Il tutto nasce da un grande anticipo di Benatia su Bacca, col marocchino che va a concludere l’azione.

gol juve (28)

Montella allora, resosi conto che Deulofeu non riesce a esprimersi al meglio con davanti a sè il ghanese, decide di spostarlo a sinistra, invertendolo quindi con Ocampos (assente nel primo tempo). E’ la mossa giusta, che facilita e rende palese le intenzioni del Milan: invitare i bianconeri a pressare pericolosamente il loro primo palleggio (soprattutto a sinistra con De Sciglio, più a suo agio col pallone tra i piedi rispetto a Zapata) per poi attaccare gli spazi alle spalle dei difensori bianconeri: nasce così il gol del rapace Bacca su un contropiede perfetto.

gol milan (42)

Nella ripresa Allegri risponde sostituendo Barzagli per Lichtsteiner per contenere la velocità di Deulofeu. Questo cambio consente alla Juventus, oltre a tenere a bada Deulofeu,  di guadagnare anche sulla produzione offensiva, sfruttando le sovrapposizione più frequenti dello svizzero.

La gara è piacevole, sempre scoppiettante, con la Juventus costantemente pericolosa ed il Milan in attesa dell’occasione giusta per ripartire.

Pjaca in conduzione è un incubo per Zapata, che quando viene saltato costringe il Milan a scalare, creando spazi da attaccare per Khedira e non solo.

Il croato è croce e delizia per i tifosi bianconeri: dà sempre l’impressione di poter essere pericoloso, ma quando si tratta di concretizzare non riesce ad avere la giusta freddezza.attacco del corridoio verticale o spazio di mezzo

Zapata si fa attirare dal pallone e non si accorge dell’inserimento di Khedira alle sue spalle.

Immagine1 (poco dopo gol mila tra 50 e 58)

Montella allora prova Ocampos falso nueve, sostituendo Bacca con Kucka: l’esterno  ha nelle corde una maggiore capacità di muoversi tra gli spazi e venire incontro, garantendo una sponda più agevole per i compagni, mentre Kucka garantisce una maggiore fisicità, utile per contrastare più efficacemente il possesso prolungato dei bianconeri.

Ocampos è cresciuto considerevolmente dopo lo spostamento come punta.

movimenti ocampos (74)

Il Milan difende con 2 linee molto strette e compatte, che però non sono sempre coordinate nelle fasi intermedie, in cui bisogna capire se aggredire in avanti o indietreggiare per impedire la profondità.

risalita milan male (58)

La porta di Donnarumma sembra insuperabile: anche la traversa ad impedire il nuovo vantaggio ai bianconeri sul tiro di Pjanic.

Khedira come sempre galleggia alle spalle dei centrocampisti avversari, fiutando ogni minimo spazio da attaccare, ma trovando sempre pronto il portiere rossonero.

Milan che continua a limitarsi alle transizione negative, con una di queste sventata all’ultimo da Khedira.

Immagine2 (72)

Nel Milan entra Poli per uno spento Pasalic mentre Rugani rileva Benatia per infortunio.

L’entrata del centrocampista italiano permette qualche inserimento in più, agevolato dal fatto che Pjanic non è sempre impeccabile nell’assorbire questi movimenti alle sue spalle.

Incursione di Poli con Pjanic che se ne accorge in ritardo.

poli inserimento (76)

Siamo all’80° e la Juve non ci sta, continua a macinare gioco, mostrando ancora coraggio nel pressing offensivo e accettando sempre il rischio di una transizione negativa.

Sul finale Sosa viene espulso per fallo sull’uscita palla al piede di Asamoah: il Milan è costretto a difendere in inferiorità numerica il forcing finale.

Il rigore che porterà i 3 punti ai bianconeri arriva su una situazione che più volte il Milan ha dimostrato di soffrire, cioè la risalita su palla scoperta: sempre  Daniel Alves che riesce a trovare Higuain, che ancora una volta trova il miracoloso intervento di Donnarumma, ma sugli sviluppi c’è il fallo di mano di De Sciglio.

Dybala si prenderà la rivincita su Donnarumma, che in supercoppa parò il suo rigore decisivo.

azione 2 gol juve

Il rigore al 97′ finale poteva non essere fischiato a causa della breve distanza tra il cross e il braccio de terzino italiano, che comunque non dovrebbe tenere cosi le proprie braccia, ma a termini di regolamento non è scandaloso.

Il Milan evidenzia come l’assenza di Suso penalizzi notevolmente lo sviluppo della manovra, che si fonda solo su rapide ripartenze con Deulofeu: senza il fantasista spagnolo il Milan non riesce ad attaccare e limita anche le sovrapposizioni dei terzini (vedi Abate), creando nun effetto domino con l’assenza dei cross per Bacca; l’assenza di Bonaventura accentua tutto questo poichè l’italiano da sfogo alla manovra, permettendo di riciclare l’azione con più qualità.

La Juventus dimostra ancora una volta che, nonostante cambino gli interpreti, la mentalità e lo stile di gioco restano uguali, smentendo sul nascere le voci degli scettici sui dubbi del 4-2-3-1: la compattezza dei bianconeri è qualcosa di unico, ne è l’esempio Benatia, poco utilizzato fin’ora ma sempre pronto e ieri anche decisivo.


 

Nato a Mesagne il 6/7/1995 ma vive ad Erchie. Laureando presso la facoltà di scienze motorie di Urbino, calcio-dipendente al punto da dedicarvi la propria carriera universitaria e non solo, si diletta nelle analisi tattiche. Tuttora calca i peggiori campi di provincia nei diversi campionati dilettantistici e, tra una scivolata ed una sportellata, trova anche il tempo di allenare i ragazzi e festeggiare i numerosi trofei che la Juventus gli sta regalando. Collaboratore Sportellate.it