Interventi a gamba tesa

Il timore di Espirito Santo e l’azzardo di Allegri: la Juve doma i dragoni


La Juventus si presenta alla sfida in un ottimo periodo di forma fisica, anche se arriva dalla difficile situazione di Bonucci, escluso da Allegri. Juve quindi che propone l’ormai consolidato 4-2-3-1, con Pjanic e Khedira davanti a Lichtsteiner, Barzagli, Chiellini e Alex Sandro ed i 4 giocatori offensivi che partita dopo partita continuano a smentire le critiche riguardanti un loro improbabile impiego contemporaneo. Porto che si schiera invece con un 4-1-3-2: Danilo Pereira davanti alla difesa, con Herrera, R. Neves e Brahimi alle spalle di Soares e A. Silva.


Primi minuti di marca portoghese, con la Juve che inizialmente non riesce ad accorciare in avanti con i giusti tempi a causa del pressing offensivo della squadra di Espirito Santo. Situazione che genererà per il Porto una pericolosa punizione dal limite.

3. errore chiellini causa punizione limite

Col passare dei minuti la Juventus però inizia a prendere campo, sfruttando anche le defezioni in fase di non possesso del Porto (in difficolta nel coprire l’ampiezza) che si piazza con un 4-4-2, cosi come anche la Juve si posizionerà con questa disposizione quando il pallone sarà tra i piedi del Porto.

2. Porto in fdnp 442 e juve poss 4231

I bianconeri, consapevoli di queste difficoltà del Porto, velocizzano il giro-palla accentuando le difficoltà dei Dragoes a scivolare sul lato debole, sfruttando inoltre le qualità di Khedira nell’inserirsi alle spalle del centrocampo avversario.

6. Porto scivola male, prateria x lichtst  7. Khedira tra le linee

Oltre a queste situazioni la Juventus a volte riesce a produrre azioni veramente piacevoli, come ad esempio il doppio triangolo tra Dybala, Mandzukic ed Higuain con quest’ultimo chiuso all’ultimo da Marcano. Il pressing del Porto è sempre meno aggressivo e la risalita dei bianconeri ne giova, con uno tra Pjanic e Khedira sempre pronti a ricevere dalla difesa, complice anche il posizionamento errato dei due attaccanti Silva e Soares nel mettere in zona d’ombra i centrocampisti bianconeri; una volta che viene saltata la prima linea di pressione, il Porto è costretto a indietreggiare per non concedere la profondità e ad scivolare lentamente in zona palla.

10. Pjanic in zona luce

Al 26′ Telles si fa cacciare per doppia ammonizione: Espirito Santo è costretto a far uscire Silva per Layun. Una scelta indicativa questa, che porta a pensare come il tecnico sacrifichi la qualità del miglior realizzatore dei Dragoes per puntare sulla sola fisicità del brasiliano, più abile del portoghese nel fare reparto da solo.

La Juventus ora, con un uomo in più, arriva ovviamente con molta più facilità sul fondo anche se comunque il Porto, nelle rare occasioni in cui riesce, prova a proporre un pressing offensivo, esponendosi a tutti i rischi del caso.

Ecco i rischi del caso di cui parlavo…

13. tanti spazi juve su inizio azione

Higuain va vicino al gol al 38′, il Porto prova a giocare di contropiede ma le marcature preventive dei bianconeri sono perfette. Il Porto, che in fase di non possesso ora forma un 4-4-1, continua a soffrire l’ampiezza, più di prima ora che ha un uomo in meno, concedendo principalmente le conclusioni da fuori (palo di Dybala).

15. herrera non sa che fare

Nonostante questo si chiude la prima frazione sullo zero a zero e nella ripresa, dopo il gol annullato a Dybala, è il Porto ad andare vicino al vantaggio,  paradossalmente sfruttando proprio la situazione che tanto soffre

16. porto attacca lato debole juve

Il Porto in fase di difesa posizionale tende ad abbassarsi eccessivamente, con la Juve che fraseggia sul limite e continua a provare il tiro da fuori, sfruttando anche le sponde di Mandzukic che guadagna centimetri nel duello con Maxi Pereira.

I Dragoes, oltre alle ripartenze, provano a far male sfruttando gli strappi palla al piede di Brahimi, bravissimo tecnicamente, ma queste situazioni non sono mai pericolose a causa delle difficoltà di Soares nella gestione della sfera, troppo lento e macchinoso (forse non sarebbe stato più utile rischiare A. Silva ?). E. Santo al 60′, inserisceo Corona per R. Neves, con Herrera che si posiziona accanto a D. Pereira; il piano è chiaro, sfruttare l’1 vs 1 degli esterni.

Non è una mossa che funziona, soprattutto perché dal lato sinistro Mandzukic copre bene le avanzate di Alex Sandro, come possiamo notare anche dalla heatmap.

Mandzukic (17) addirittura alle spalle di Alex Sandro (12)

19. posizioni juve con mandzukic piu basso

Le fasi attacco posizionale dei bianconeri avvengono tramite una rete di passaggi perimetrale e quando si riesce ad entrare in area la difesa portoghese è sempre attenta. Higuain sfiora il gol grazie ad un corridoi verticale troppo libero.

Allegri al 66′ decide di giocarsi la carta Pjaca al posto di Cuadrado, oggi poco propositivo nell’ 1 vs 1 rispetto al solito.

E’ una mossa vincente: proprio il croato porta in vantaggio la Juventus sfruttando il solito movimento dietro al centrocampo portoghese di Dybala che mette un filtrante nello spazio per il croato, con Layun (poco reattivo nell’occasione) che devia in modo decisivo il pallone spedendolo sui piedi di Pjaca che insacca

Si può definire come rimpallo, ma non era la prima vola che i bianconeri entravano in area del Porto

20. gol juve

La Juventus raddoppia al 73′ con D. Alves: A. Sandro crossa liberamente grazie al movimento ad accentrarsi di Mandzukic che gli porta via Corona, l’ex Barca si inserisce dimenticato dal neo entrato D. Jota e insacca il 2 a 0.

Il gol è il manifesto della gara del Porto: la difficoltà a scivolare velocemente in zona palla

21. raddoppio juve

A questo punto calano i ritmi, con la Juventus che gestisce tranquillamente il pallone e va vicino al 3 a 0 con Khedira dopo forse la più bella azione del match.

In definitiva, vittoria meritata per i bianconeri, agevolata dall’espulsione di Telles. I Dragoni probabilmente pagano il timore del proprio tecnico, con la scelta conservatrice di puntare su Soares e non su A. Silva, il quale poteva garantire, quando il Porto riusciva ad affacciarsi sulla tre quarti, una maggiore qualità e pericolosità. Allegri dalla sua, forte dell’equilibrio che la Juventuè riuscita a trovare e della qualità della rosa a disposizione, ha osato il cambio, azzeccandolo, con la catena di destra a trazione anteriore (D. Alves e Pjaca) ed ha avuto la fortuna di vedere andare in gol i propri cambi.


 

Nato a Mesagne il 6/7/1995 ma vive ad Erchie. Laureando presso la facoltà di scienze motorie di Urbino, calcio-dipendente al punto da dedicarvi la propria carriera universitaria e non solo, si diletta nelle analisi tattiche. Tuttora calca i peggiori campi di provincia nei diversi campionati dilettantistici e, tra una scivolata ed una sportellata, trova anche il tempo di allenare i ragazzi e festeggiare i numerosi trofei che la Juventus gli sta regalando. Collaboratore Sportellate.it