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2 min

- di Jacopo Landi

Top of the Flop, 25a giornata

Top:

1) Dybala: pali, gol, assist. Un’ira di Dio di un metro e venti. Con tre centimetri in più e la voglia di sporcarsi le mani potrebbe entrare negli Avengers e portarsi dietro Sturaro al posto di Occhio di Falco.

La partita di Paulo contro la sua ex squadra. Crudele il ragazzo...

2) Dzeko: Hart è una sedia ma lui, sta di fatto che è sempre lì, sempre a pucciarla. Che siano auto radio, furgoni rubati o rame. Perché la Roma vale, ma il Rame di più. Vai Edin ti vogliamo in The Snatch 2.

3) Insigne: a proposito di gnomi da giardino…l’unico a non cagarsi sotto al Bernabeu, l’unico in grado di dipingere senza essere ancora riuscito a imparare la tabellina del tre. Insigne non è un calciatore è un episodio di Mistero.

 

Flop:

1) Juric: prendere 5 goal senza segnarne e contestualmente regalare la prima vittoria sul campo al Pescara. Stasera Zeman si fuma una stecca. Juric organizza la sua fuga sui balcani e Oddo prepara il suicidio. Più che una domenica di calcio sembra la trama de Il Segreto.

Ti siamo vicini Massimo.

Oddo Top & Flop

2) Joe Hart: sui primi due goal con una sedia in porta, sapete quale sarebbe stata la differenza? Per Dio, nessuna. Stiamo parlando di una stramaledettissima sedia però: almeno si sarebbe potuto dire “Vabbè ma è una sedia, ci sta che non sia arrivata su quella fiatella smorta di Dzeko”. Però il fatto è che Hart non è una sedia, solo un babbo di due metri e passa. Scarso al servizio di sua Maestà.

3) Miranda: “Joao mi raccomando, interventi puliti e solo se necessari, che domenica prossima c’è la Roma e tu sei in diffida dal marzo del ‘56”, “sì Mister”. Intervento a cazzo (c’era tutta la squadra in ripiegamento, le frecce tricolori e un paio di carri del carnevale di Viareggio) e squalifica. E Balotelli muto. #lastoriasiripete

#IamJackMoody


 

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Nato il 6 aprile del 1988 a Milano figlio orgoglioso di una città che ama con odio. Nelle vene sangue misto che ne fanno un figlio del mondo senza fissa dimora. Tra un gin tonic e un whiskey ben concepito ha consacrato la propria esistenza all’arte della buona musica con De Andrè, Shane McGowan e Chat Baker a strapparsi pezzetti di anima. Il cinema come confessione condivisa. L’amore per la beat generation e per quel mostro di James Dean. Interista con aplomb anglosassone per il gioco più bello del mondo. Crede che verranno tanti giocatori meravigliosi ma più nessuno con la corsa di Nicolino Berti.

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