Interventi a gamba tesa

I cinesi, necessari per il Milan


Cosa succederà nel 2017 al Milan? Semplice: ci sarà il tanto acclamato “closing”, condito da un mercato faraonico in estate e riavremo il grande Milan… o forse no?! Volete la verità? Eccola: a febbraio verrà rimandato ancora il closing, incassando altri 100 milioni (ah, in questi due anni Berlusconi ne ha già incassati 300 da non si sa chi per una ipotetica cessione del Milan). Questi andranno a risistemare i conti di Finivest e come al solito non saranno reinvestiti per migliorare/costruire la squadra. Galliani farà un Milan “giovane e italiano” comprando Cataldi e Inglese confondendoli per Caldara-Gagliardini-Belotti, perché sull’occhio del Condor inizia a scendere la cataratta…


Così prevedevo che sarebbe andato il 2017 del Milan, tra i nostri 15 folli pronostici.

Siamo a Febbraio e dei cinesi sembrano sparite pure le ombre. Non sto dicendo che la trattativa sia saltata, ma che non se ne parla più se non per un motivo: i soldi off-shore.

Come tutti ormai sanno Calcio Finanza ha mostrato documenti che dimostravano come i soldi delle caparre provengano da noti paradisi fiscali e a questa realtà – che non è illegale – se ne potrebbe affiancare un’altra: secondo Business Insider il governo cinese non avrebbe avallato la fuoriuscita di capitali economici dal paese per ultimare la trattativa per l’acquisizione del Milan per cui l’acquisto della società dovrebbe avvenire totalmente con soldi off-shore. Ancora una volta non è illegale, ma alimenta tutte le voci di quella fazione complottista per cui i soldi che stanno entrando a Finivest sono sempre di Silvio Berlusconi. Lungi da me di accostare al riciclaggio questa trattativa, ma i dubbi sulle reali intenzioni dei cinesi sono leciti, per due semplici motivi.

Il primo: i cinesi in ogni trattativa fatta in Europa per squadre di calcio, ma non solo, sono sempre arrivati singolarmente, quindi un’azienda, dicendo nome e cognome. I cinesi del Milan, arrivano in cordata, non si sa chi sono e cosa fanno. Sono usciti vari nomi di società cinesi all’interno della cordata ma mai completamente confermati, in 8 mesi di trattativa inoltre sono cambiati mote volte.

Il secondo: le trattative con i cinesi sono lampo, vedere l’Inter, Suning è arrivata e in 3 mesi ha completato l’acquisto della società con tanto di presentazione all’hotel Parigi di Milano, la trattativa del Milan dura da 8 mesi circa e siamo ancora alle caparre e al procrastinarsi della data ufficiale del cloasing.

Tutto questo non fa bene al Milan che avrebbe bisogno dei cinesi più che mai per almeno tre motivi:

 

  • Competenze manageriali nella società: ormai il mondo del calcio si sta muovendo in un’ottica manageriale: gestire una società come un’azienda il cui obiettivo primario è la generazione di profitti economici e sportivi. In Italia la prima società che si è mossa in questa direzione è stata la Juventus con l’avvento di Andrea Agnelli alla sua guida; infatti il nipote dell’Avvocato, è un manager, come la sua formazione dimostra, e ha posto linee guida chiare e semplici affinché la Juventus tornasse quello che era prima di calciopoli; tra le grandi la Roma, con la proprietà americana, ha seguito il solco tracciato dalla Juve, e poi l’Inter con Thohir e ora Suning. Manager nelle funzioni di manager, non più parenti e amici.

 

  • Chiarezza societaria e linearità: il Milan necessita più che mai di chiarezza ai vertici societari, la figura del doppio AD non fa altro che creare confusione e rivalità all’interno della società. Inoltre i progetti principali dei due AD stanno fallendo. Anzi, il primo, “lo stadio di proprietà” è già fallito, il secondo quello del rilancio del Milan a livello di risultati è sempre in una fase di “vorrei ma non posso” dovuto alle lacune della rosa milanista soprattutto in difesa e a centrocampo. Inoltre l’infortunio di Bonaventura potrebbe costare il ritorno in Europa del Milan, in quanto il talento milanista era ed è l’uomo chiave della fase offensiva della squadra. Ora Montella avrà due strade: abbassarsi e attaccare di ripartenza, abbandonando il suo credo tattico, o perseverare rischiando di fallire

Ecco un Preziosi felice dopo l’ennesimo prestito con diritto di riscatto fatto al Milan, mentre Galliani con aria sorniona pensa di aver acquistato il nuovo Kakà.

galliani e preziosi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  • Soldi per il mercato: questo motivo è all’ultimo posto perché è secondario rispetto agli altri due, ma non meno importante per il rilancio della squadra, anzi forse per il rilancio della squadra è il più importante. I soldi, tra l’altro, non servirebbero solo per portare top player nella Milano rossonera, ma anche per vedere (finalmente) un mercato senza uno scambio di prestiti tra Milan e Genoa.

 

Quindi nonostante le nubi sui cinesi siano pesanti e il loro avvento ormai è una questione di fede, il loro arrivo, o di un nuovo proprietario – meglio se straniero perché con uno sguardo più distaccato e meno coinvolto sentimentalmente potrebbe prendere decisioni più drastiche – è necessario per il risveglio del Milan, che nonostante tutto resta fondamentale per il rilancio della competitività del calcio italiano.


 

Nato nel 1994 a Treviglio (BG), laureato in Management presso l'Università L. Bocconi. Tifoso interista dalla nascita e amante del calcio, un poco di buona musica non guasta mai. Collaboratore @Sportellate.