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- di Daniele Bettini

Quel pazzo mercato mancato...


Chi si aspettava un mercato di gennaio scoppiettante, è rimasto deluso. Molto deluso.

Sì perchè, nel 2017, forse, questo mercato non serve più alle grandi e nemmeno alle piccole.

E allora non voglio fare l'elenco di chi ha comprato chi e chi invece ha ceduto chi, una noia infinita già elencata da tanti siti nazionali, ma voglio riportarvi alla mente cosa significava Mercato di Riparazione nella storia del nostro calcio.

Per finire, le 5 chicche di questo mercato che io adoro definire "qualche lampo di genio senza lampada di Aladino".


Gennaio. Solitamente il mese che si affaccia post vacanze, quel mese in cui tutti torniamo a scuola o a lavoro e, per tutti, si prospetta un periodo nero, nerissimo. La pancia piena dopo i pranzi e le cene di Natale, Santo Stefano, San Silvestro e Befana, quel senso di tranquillità interna data dalle festività e l'incubo di tornare alla vita quotidiana senza feste o vacanze per almeno 3 mesi.

E poi c'è il calciomercato di Gennaio, quello che da sempre viene definito "Mercato di Riparazione", che altera tutti gli allenatori e i fanta-allenatori della nostra Serie A, il mercato delle occasioni last minute o economy, degli scambi e dei prestiti con diritto di riscatto, il mercato degli insoddisfatti e di chi invece pensa di essere perfetto e di chi vola in Cina dove i soldi cadono dal cielo come purtroppo la neve al Centro-Sud in questo Gennaio 2017.

Ah cara Italia, io per fortuna non sono un giocatore di calcio (saranno contenti caviglie e legamenti dei miei possibili mancati avversari), quindi non ti lascio.

Il 31 Gennaio (così come il 31 Agosto) è sempre stato il giorno della diretta Sky Mercato, dei colpi del Condor - Adriano Galliani - delle soffiate di Luciano Moggi, degli illustri passaggi di giocatori del calibro di Edgar Davids e e Dejan Stankovic da squadre blasonate agli acerrimi nemici.

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Oggi non lo è più. Sì perchè, oggi vorrei definire il 31 Gennaio 2017 come l'ultimo giorno di quel pazzo mercato mancato e che manca ormai da qualche anno. Chi lotta per la salvezza non ha i mezzi economici per fare quegli sforzi necessari per rinforzarsi e finisce per prediligere la linea degli "scambi last-minute di favore". Chi lotta per obiettivi importanti e ha già una solida base, tende a rimanere intatto, mentre chi deve recuperare opta per l'acquisto di prospettiva o di calibro che potrebbe risollevare le sorti della stagione.

E poi ci sono quei giocatori che ogni 6 mesi cambiano squadra, che sia Agosto o Gennaio.

Il motivo? Non giocano. Ma continuano a non giocare ovunque vadano.

Qui vorrei parlare ad esempio con il procuratore di giocatori come Cristante - giovane promessa, scartata dal Milan dei giovani, finito al Benfica e poi prestato a una serie di squadre di bassa classifica italiana- o Pinilla - giocatore che ovunque vada parte come titolare, per poi vedere il campo un terzo delle partite - ma forse è meglio rimanere con tanti dubbi.

Voglio dunque riportare alla vostra memoria i due colpi della storia del Mercato di Riparazione più sensazionali negli ultimi 10 anni del nostro calcio-mercato:

  • Edgar Davids, passaggio dal Milan alla Juventus nel dicembre 1997 per 9 milioni delle vecchie lire: colui, arrivato a Milanello con quegli occhiali particolari e anomali, dal carattere scorbutico e irascibile e trasformato in Pitbull dal duo Luciano Moggi-Marcello Lippi. Chiedete a Fabio Capello cosa pensava di Edgar: lui lo sapeva, era un talento. Ma nessuno gli ha creduto. E, come insegna la storia del calcio italiano, la Juventus non si lascia mai scappare i giovani talenti in divenire. Così arriva a Torino, in un periodo buio, con le dimissioni di Marcello Lippi e i due scudetti persi al foto-finish dalla Juventus di Carlo Ancelotti. Davids non si scoraggia però, nonostante la positività all'antidoping e diventa il Pitbull del centrocampo bianconero, in grado di riportare nuovamente la Juventus, dopo qualche anno buio, alla vittoria, l'unica cosa che sapete bene, a Torino conta.

  • Dejan Stankovic, passaggio dalla Lazio all'Inter nel Gennaio 2004 per 4 milioni di euro più il cartellino di Goran Pandev: una delle stelle della Lazio di Cragnotti, quella Lazio capace di vincere 5 trofei in 5 anni, quella Lazio in cui Stankovic era l'anima del centrocampo. Ma si sa, questi giocatori finiscono sempre nel mirino della Juventus, anzi scusatemi, del genio indiscusso del calcio italiano, Luciano Moggi. Stankovic ha il contratto in scadenza proprio a Giugno 2004, Moggi ha un accordo con il giocatore per il suo passaggio in bianconero a Giugno 2003, ma la Lazio si oppone e il giocatore si accorda con i nemici dell'Inter. Finita qui? Assolutamente no. La Lazio blocca il passaggio del giocatore all'Inter negli ultimi giorni di Agosto 2003. Arriva Gennaio 2004  e quel matrimonio tra Stankovic e l'Inter finalmente va in porto, il resto penso lo sappiate tutti, uno degli uomini di quel triplete nerazzurro magico e storico che nessuno sportivo potrà mai dimenticare (me compreso, purtroppo).

Queste, amici miei di sportellate, erano storie entusiasmanti e avvincenti del Mercato di Riparazione.

Invece oggi sono qui a raccontarvi le 5 misere pillole di questo calcio-mercato di Gennaio 2017:

  • Alex Witsel: un giocatore inseguito per un anno dalla Juventus, e ripeto dalla Juventus (non dal Carpenedolo, non me ne vogliamo gli amici emiliani), vicino ad approdare a Torino ad Agosto 2016, promesso sposo alla corte di Massimiliano Allegri a Giugno 2017, quasi sicuro di approdare a Torino definitivamente a Gennaio 2017 e poi, finito in Cina. Un giocatore sicuramente con una buona tecnica, discreto nel complesso, ma che conosceva soltanto la Russia. Una promessa, ma di cui forse si è parlato troppo. Ai soldi che piovono dal cielo stellato cinese non è semplice dire di no, ma io credo che questo sia il miglior non acquisto, in prospettiva, della Vecchia Signora. #Mannadalcielocinese
  • Roberto Gagliardini: classe 1994, centrocampista del vivaio d'oro dell'Atalanta e quest'anno esploso nella squadra allenata da Gasperini. Si sa, l'Atalanta è regina nello scovare giovani promesse per farli crescere e poi fare cassa e così è stato con Gagliardini. L'Inter cinese ha bussato alla porta di Bergamo con una cifra indicativa di 30 milioni di euro e ovviamente i dirigenti della Dea non hanno potuto dire no. Una giovane promessa destinata a diventare faro del centrocampo nerazzurro per una cifra forse sì, esagerata, ma fidatevi di me, questo è il miglior colpo italiano che poteva fare la nuova società cinesazzurra. #FozzaInda
  • Manolo Gabbiadini: il venticinquenne attaccante ex Napoli passa al Southampton per 20 milioni, un affare in uscita in stile Beppe Marotta, ma che questa volta ha un nome diverso: DeLaurentis-Giuntoli. Massima resa economica dopo una minima resa sportiva. Fatemelo dire, ma, per cause a noi sconosciute, il buon Manolo soffriva l'aria campana troppo mite, il suo habitat ideale era forse il freddo umido di Bologna, si troverà sicuramente meglio in Inghilterra e farà felici tanti fantallenatori. #bonvojageManolo
  • Riccardo Saponara: venticinque anni anche lui, fantasista che passa dall'Empoli alla Fiorentina per 10 milioni e, diciamocela tutta, in vacanza da Maggio 2016. Il plauso qui va all'Empoli e al d.s Carli che con Saponara riesce a cedere probabilmente l'ultimo giocatore di valore e prospettiva, lasciando nelle mani di Martusciello una buona dose di over 32. L'Empoli di Sarri non esiste più a tutti gli effetti. #dajeBigMac
  • Mattia Caldara: classe 94 come Gagliardini e figlio della Primavera d'oro dell'Atalanta. La Juventus ci ha visto lungo e ha acquisto il giocatore (lasciandolo in prestito per almeno altri 6 mesi a Bergamo) per una cifra di circa 20 milioni, andando a comporre quella che in futuro potrebbe essere la coppia titolare della Nazionale Italiana e della Juventus: Caldara-Rugani. Un colpo da maestro di Beppe Marotta, che dimostra a tutti di vederci perfettamente. #orachilodiceaBonucci

Ironia a parte, cerco di tornare serio e composto: salutiamo con piacere questo Mercato di Riparazione abbastanza soporifero.
Vi sarà ormai chiaro: ritengo che il mercato di Gennaio una volta fosse utile, ma ora invece è solo causa di distrazione e problemi.

Eliminarlo sarebbe dannoso, rivederne la formula e la durata sarebbe intelligente.


 

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