Interventi a gamba tesa

N.86


Il contrasto è un impedimento.

Il contrasto è un ostacolo lungo il cammino.

Il contrasto è uno scontro.


IMG_5991Ha il N.86 e gioca all’estero.

Dimenticate però i fortunati giocatori emigrati in campionati più o meno importanti, più o meno competitivi e più o meno ricchi, che hanno scelto di lasciare l’Italia per denaro, per rilanciare una carriera, per essere veri protagonisti in campionati minori o per giocare in competizioni internazionali, N.86 ha preso per mano la sua vita e deciso di fare della sua passione il suo lavoro, con fatica, sacrificio. Pagandone il giusto prezzo.

“La famiglia lontana e la difficoltà a portarmi dietro quella che sto costruendo è uno dei prezzi più alti da pagare per la scelta che ho fatto: rincorrere un sogno cioè correre dietro al pallone.”

Tra i giovani c’è chi spera di riuscire a calcare i campi della Premier League, sicuramente il campionato con più appeal, più spettacolare e romantico per chi ama il calcio. Ma c’è anche chi immagina una carriera spagnola nella Liga, ubriacato dai numeri e record di Cr7 e Messi. La Bundesliga? Diciamo la verità, non raccoglie certo le simpatie tra le giovani leve di sognatori pallonari che non sembrano nemmeno impazzire per la Ligue 1 francese. La Cina invece inizia a stuzzicare le fantasie, perché il messaggio che arriva – sbagliato e mal interpretato, ma vallo a spiegare! – è piuttosto chiaro: denaro, denaro e ancora denaro. E poi vuoi mettere a confronto le qualità tecniche dei giovani cinesi con le nostre? Tolte le possibilità di riuscire a procurarsi un ingaggio nei campionati dell’est europeo che, al netto degli altri sogni difficili da realizzare, restano un ripiego valido ma comunque difficile da portare a casa, restano i campionati minori delle periferie del mondo, quelli dove di sicuro non si diventa ricchi e manca quasi tutto. Quelli dove la passione si trasforma in una sfida per i più coraggiosi.

“In un campionato di calcio della periferia del mondo calcistico che vuole crescere e pure in fretta – forse troppo – la percezione delle priorità quando si vuole scimmiottare il calcio importante è piuttosto indecifrabile.”

Per alcuni sembra una strada semplice, ma di facile nel rincorrere una carriera calcistica, conquistarla e mantenerla, non c’è nulla di scontato e, una volta finito di sognare, tocca fare i conti con la realtà fatta di numeri e opportunità. Numeri ristrettissimi perché lo spazio reale per riuscire a coronare il sogno di diventare un calciatore professionista è minimo rispetto al numero di sognatori e opportunità che sono invece da cercare – e creare – con tutte le forze. Onestamente.

“Questa è la mia risposta a quanti mi hanno chiuso le porte in faccia o proposto scorciatoie meschine per continuare. Non ho voluto smettere di crederci quando sono rimasto senza una squadra e ho visto altri calciatori – non sempre i più bravi – fare strada. Non mi sono rassegnato quando da più parti mi dicevano che ero bravo ma un po’ basso per fare il calciatore professionista, perché per me era troppo presto per finire a fare il magazziniere e giocare con gli amici di sera in un campionato di Promozione o Prima categoria.”

La vita lontano da casa non è sempre facile nemmeno per i calciatori che vivono in mezzo alle comodità, ambientarsi in campo e fuori non è semplice nemmeno con il portafoglio gonfio, una bella casa e lo spazio per coltivare sentimenti, figurarsi per chi, come  N.86 senza il conforto di nessun affetto, senza prospettiva di ricchezza, vive con tre compagni di squadra che parlano tre lingue differenti in uno dei posti più freddi al mondo, tra la diffidenza della popolazione verso lo straniero occidentale e lo scetticismo verso il calcio locale (quello importato dall’estero invece tira parecchio), in una società dove il presidente pretende di essere il proprietario del cartellino e della persona perchè abituato a comprare ed avere tutto.

Sfide quasi impossibili che solo una passione pura e un po’ folle può farti decidere di provare a superare.

Sfide che forse non sai che puoi anche perdere.

“Questa volta sembra essere molto più pesante, stasera particolarmente, ma questa è la mia vita da calciatore, quella che ho scelto di fare e non ci sono alternative.”

Цас орсон, бэлтгэл хийхгуй è il messaggio che compare sul telefono di N.86.

Il suo contrasto più difficile da superare inizia da qui, in una fredda e nevosa notte di Maggio a 6.917 km da casa.

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Contrasti è il nuovo progetto editoriale a scopo benefico di Luca Vargiu e di Sportellate che, andando a toccare argomenti delicati, alcuni ancora un tabù per il mondo del pallone, settimana dopo settimana, prenderà forma in questo spazio. Frammenti di storie, indizi, e numeri di maglia dietro ai quali ci sono piccoli e grandi protagonisti alle prese con un contrasto in grado di segnare nel bene e nel male – e forse anche definitivamente – la loro vita sportiva.  


 

Luca Vargiu nato a Genova nel 1971 con due mesi di anticipo e nel giorno di Pasqua, ha iniziato fin da subito a disturbare i piani delle persone che la domenica pensano di stare tranquilli. Agente di calciatori non per passione ma per sfida, non campa grazie al pallone. Cresciuto in Gradinata Nord ama il calcio così tanto da odiarlo spesso, ha scritto di calcio in alcuni libri (Procuratore? No, grazie! - Oltre la linea – Contrasti, storie di calcio sospeso, Vincolo 108 e dintorni, Ancora oltre la linea) e minaccia di continuare a farlo.