Interventi a gamba tesa

Top of the flop, 19a giornata

top of the flop

Top

1) Perisic: più brutto di una multa il giorno di Natale. Capace di una sola finta dai primi anni ’40 eppure di riffa o di raffa la riaggiusta e poi la porta a casa. Perché i belli piaceranno a tutti ma coi brutti è questione di arte. Ivan il terribile, in tutti i sensi, estrae dal cappello la sua domenica in paradiso, da oggi, si torna in carcere, 41 bis obbligato.

2) Higuain: Ma di che stiamo a parlà, situazione panza photoshoppata, situazione capelli in caduta come la neve al sud eppure quando c’è da buttarla dentro, il buon Gonzalo non si fa pregare e punisce sempre, sempre. Tiro al volo, tocco di testa e via a candidarsi per il capocannoniere o per la finale di masterchef

3) Papu Gomez: l’altezza minima per giocare in Serie A è di un metro e 65 ma il Papu non lo sa e continua a inventare magie e regalarci video Instagram dove falcia e mutila orribilmente il figlio. Stay Hungry Stay ignorante


Flop

1) Armando Izzo: Quando il tuo sogno è fare il ballerina e ci riesci…nella tua porta. Quella gambetta aperta così, come dire, a minchia di cane, sa tanto di venti mila giocati sulla ruota degli zingari, ma in attesa di conferme ufficiali dalla questura di Cremona annunciamo insieme a Izzo il suo ingresso nel cast della prossima serie di Amici di Maria

2) Biglia: Passi dal possibile acquisto dell’Inter cinese (che strapaga pure il giornale all’edicola) al rinnovo con la Lazio di Lotito. La tua gioia è talmente incommensurabile non azzecchi un passaggio e quando hai la possibilità di segnare calci il rigore alla Di Biagio 98’. #contrariato

3) Silvestre e Reina: Uno fa il pirla perché con quel codino, cos’altro diavolo potrebbe fare. Quell’altro in compenso è pronto per andare a recitare nei seguiti di Matrix con la computer grafica, perché a meno che l’abbia toccato Gesù, nessuno l’ha manco sfiorato. Ma siamo a Napoli, qui le apparizioni (e sparizioni) sono all’ordine del giorno.

#iamJackMoody


 

Jacopo Landi, sangue misto nato nell'aprile del 1988 in quel di Milano ma in realtà appartenente (in parti uguali), per origini, a: Emilia Romagna, Toscana, Valle d'Aosta, Lazio, Abruzzo ed India. Lavora un po' in tutti i settori possibili, tranne quello del narcotraffico. Matura esperienza come giornalista, prima cinematografico e poi sportivo presso il giornale on-line Italia Post, il sito calciomercato.com e le collaborazioni coi giornalisti Fabrizio Biasin e Alfredo Pedullà. Ha inoltre collaborato con la compagnia teatrale "I Birbanti" e firmato un corto personale "Una birra al bar" tratto da una novella del buon (e sacrosanto) Bukowski. Dal 2013 collabora prima con la Nella Longari arte, poi con la M77 Gallery e infine con la Renata Fabbri Arte contemporanea; prima di tornare nel mondo della produzione in qualità di sceneggiatore. Non potrebbe vivere senza filosofia, donne, cinema, whisky e buona musica. Collabora con Sportellate perché dopo il video di Corona sul "pene" di Adriano non riteneva di poter essere da meno.