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2 min

- di Jacopo Landi

Top of the flop, 19a giornata


Top

1) Perisic: più brutto di una multa il giorno di Natale. Capace di una sola finta dai primi anni ’40 eppure di riffa o di raffa la riaggiusta e poi la porta a casa. Perché i belli piaceranno a tutti ma coi brutti è questione di arte. Ivan il terribile, in tutti i sensi, estrae dal cappello la sua domenica in paradiso, da oggi, si torna in carcere, 41 bis obbligato.

2) Higuain: Ma di che stiamo a parlà, situazione panza photoshoppata, situazione capelli in caduta come la neve al sud eppure quando c’è da buttarla dentro, il buon Gonzalo non si fa pregare e punisce sempre, sempre. Tiro al volo, tocco di testa e via a candidarsi per il capocannoniere o per la finale di masterchef

http://www.dailymotion.com/video/x57sv5k_1-0-gonzalo-higuain-goal-08-01-2017-hd_sport

3) Papu Gomez: l’altezza minima per giocare in Serie A è di un metro e 65 ma il Papu non lo sa e continua a inventare magie e regalarci video Instagram dove falcia e mutila orribilmente il figlio. Stay Hungry Stay ignorante


Flop

1) Armando Izzo: Quando il tuo sogno è fare il ballerina e ci riesci…nella tua porta. Quella gambetta aperta così, come dire, a minchia di cane, sa tanto di venti mila giocati sulla ruota degli zingari, ma in attesa di conferme ufficiali dalla questura di Cremona annunciamo insieme a Izzo il suo ingresso nel cast della prossima serie di Amici di Maria

2) Biglia: Passi dal possibile acquisto dell’Inter cinese (che strapaga pure il giornale all’edicola) al rinnovo con la Lazio di Lotito. La tua gioia è talmente incommensurabile non azzecchi un passaggio e quando hai la possibilità di segnare calci il rigore alla Di Biagio 98’. #contrariato

3) Silvestre e Reina: Uno fa il pirla perché con quel codino, cos’altro diavolo potrebbe fare. Quell’altro in compenso è pronto per andare a recitare nei seguiti di Matrix con la computer grafica, perché a meno che l’abbia toccato Gesù, nessuno l’ha manco sfiorato. Ma siamo a Napoli, qui le apparizioni (e sparizioni) sono all’ordine del giorno.

#iamJackMoody


 

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Nato il 6 aprile del 1988 a Milano figlio orgoglioso di una città che ama con odio. Nelle vene sangue misto che ne fanno un figlio del mondo senza fissa dimora. Tra un gin tonic e un whiskey ben concepito ha consacrato la propria esistenza all’arte della buona musica con De Andrè, Shane McGowan e Chat Baker a strapparsi pezzetti di anima. Il cinema come confessione condivisa. L’amore per la beat generation e per quel mostro di James Dean. Interista con aplomb anglosassone per il gioco più bello del mondo. Crede che verranno tanti giocatori meravigliosi ma più nessuno con la corsa di Nicolino Berti.

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