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2 min

- di Jacopo Landi

Top of the flop, 17a giornata


Top

Mertens: alto come un congiuntivo sbagliato, fastidioso come una ragade anale durante un’orgia all’after party di Victoria Secret’s ma mamma mia, il goal in pallonetto scomoda Savicevic e Van Basten e all’improvviso sono solo lacrime e commozione. Per Gomorra 3 al posto di Don Pietro vogliamo Zio Mer e il pallonetto neomelodico #atomico

Eziolino uno di noi.

Higuain: per ora le uniche cose che si è mangiato sono gli avversari e a giudicare dalla panza che gli è venuta forse è il caso di piantarla di cagargli ‘o cazz. Semplicemente devastante complice anche l’ingiustificata femminilità che colpisce De Rossi e l’ictus improvviso che fiocina Manolas. Se con la maglia dell’Argentina giocasse come coi Club, Maradona sarebbe sbiadito da tempo. Scusate questa è too much anche per me.

Simone Inzaghi: una vita da mediano solo che fai la punta scarsa, fratello scarso del più grande non giocatore di pallone della storia. E poi via, entrambi in panchina, pronto a perdere anche questa sfida. Col cazzo. Simone Inzaghi si prende la capitale e per una volta la mafia capitale è quella che ci piace. Eddai Simò Santo vivente di tutti i fratelli stronzi.

Flop

Juric: Perdere in rimonta contro il Palermo. Perdere prendendo quattro goal dal Palermo. Credo basti questo…in più metteteci che è il discepolo di Lord Gasperin e riesce a perdere nonostante il piccolo Simeone. 15 cinghiate e via andare #salame (già contattato dallo Zampa come prossimo allenatore del Palermo).

Manolas: Dell’ictus abbiamo già detto. Un giocatore infinito con un solo difetto: una serie di stronzate pirotecniche che sfodera nel momento culmine di qualsiasi stagione condannando la Roma al ruolo di eterna seconda o giù di lì. Difendere così su Higuain è da Felipe Melo.

Felipe Melo: Non giochi da trentasei mesi, ti fanno partire titolare. Stai vincendo e hai anche giocato dignitosamente, fai due falli da pisquano che vende le rose in mezzo alla giungla e riesci comunque ad arrivare sotto la doccia prima di Gabigol. La fantasia non si insegna, esce.

E pensare che ieri ha pure giocato 2 minuti.

gabigol

 

Fine delle trasmissioni. Per ora.

Jack Moody



 

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Nato il 6 aprile del 1988 a Milano figlio orgoglioso di una città che ama con odio. Nelle vene sangue misto che ne fanno un figlio del mondo senza fissa dimora. Tra un gin tonic e un whiskey ben concepito ha consacrato la propria esistenza all’arte della buona musica con De Andrè, Shane McGowan e Chat Baker a strapparsi pezzetti di anima. Il cinema come confessione condivisa. L’amore per la beat generation e per quel mostro di James Dean. Interista con aplomb anglosassone per il gioco più bello del mondo. Crede che verranno tanti giocatori meravigliosi ma più nessuno con la corsa di Nicolino Berti.

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